social network

  • Nascono e si affermano i social network di quartiere, anche in Italia

    Arrivano anche in Italia i social network di quartiere: app o gruppi Facebook, sono vere e proprie piazze digitali in cui conoscere i vicini e scegliere con chi condividere vacanze, serate o la strada per andare al lavoro, per dare e ricevere consigli pratici, consigliare babysitter o idraulici, scambiare oggetti e favori, cambiare la zona in cui si vive.

  • Nell'informazione online scartiamo le notizie scomode

    Secondo una nuova ricerca americana, su internet tendiamo a evitare alcune informazioni “scomode” per noi, prediligendo invece quelle che si allineano maggiormente con i nostri valori e il nostro benessere.

  • Odio sul web: non basta l'autoregolamentazione, adesso interviene l'Europa

    L'autoregolamentazione non basta: il Consiglio europeo ha approvato una serie di modifiche alla direttiva sui servizi di media audiovisivi per costringere le piattaforme a cancellare più efficacemente l'hate speech, cioè i contenuti d’odio sulle piattaforme digitali.

  • Pensare narrativo ai tempi dei social per dire no alle 'bufale' in rete

    Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. E’ una frase che Alessandro Manzoni, nel trentaduesimo capitolo de I Promessi Sposi scriveva a proposito degli untori e della peste. Una frase citata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando i giornalisti in occasione della cerimonia del ventaglio al Quirinale.

  • Privacy: le nuove regole dell'Unione Europea

    Proprio mentre esplodono nuovi scandali anche in Italia, la Commissione Europea introduce le nuove regole sulla protezione dei dati, andando dunque incontro alle richieste del 92% dei cittadini che, nel Vecchio Continente, ritengono “importante mantenere la riservatezza delle e-mail e dei messaggi online”...

  • Quale effetto determinano i social sull'opinione pubblica? Come la influenzano? Il giudizio di alcuni dei nostri collaboratori

    Ecco altri commenti dei nostri collaboratori. Potete scrivere anche voi invaindo la vostra brevissima opinione a ucsi@ucsi.it 

  • Quali legami con i 'social'? La ricerca dell'Università Cattolica

    Una ricerca dell’Università Cattolica di Milano studierà da vicino le conseguenze dei ‘personal media’, con particolare riferimento alla realtà della Chiesa italiana

  • Ragazzi e social: il rischio di disturbi del comportamento raddoppia

    I medici americani studiano sempre più l’utilizzo dei social da parte degli adolescenti e rilevano che coloro che tra di essi usano molto smartphone e altri device corrono un rischio praticamente doppio rispetto ai coetanei che li usano poco di sviluppare disturbi del comportamento.

  • Rapporto Nielsen: ecco chi usa di più i social network

    I social media ogni anno ricoprono un ruolo sempre più importante: sia per quanto riguarda le interazioni private, ovvero quelle di tutti i giorni tra persone comuni, sia in ambito marketing.
    Proprio in questo ultimo settore stanno ottenendo risultati a dir poco scintillanti...

  • Riempiamo i social di contenuti positivi

    Leggere facebook in queste ore suscita sentimenti contrapposti. Nel momento della tragedia, dal terremoto alla neve con la valanga sul resort Rigopiano, c'è gente che comincia a postare di tutto: offese, link, condivisioni contro tutto e tutti. Non verificando manco la fonte. È un vomitare parole figlio dell’emotività incontrollata. Quando ci sono drammi, l’emozione è forte...

  • S come 'Social Network'. Per il loro buon uso vale sempre il consiglio della nonna.

    Danah Boyd e Nicole Ellison, due ricercatrici statunitensi, nel 2007 “profilarono” i social network sulla base di tre elementi fondamentali: la presenza di uno “spazio virtuale”, cioè di un forum in cui l’utente può costruire un proprio profilo, renderlo pubblico e accessibile, almeno in forma parziale agli altri utenti della Rete. Altra caratteristica di un social network è la possibilità di dare vita a una lista di altri utenti con cui entrare in contatto e interagire. Infine, la terza e ultima “dote” è la possibilità di analizzare i messaggi trasmessi e le connessioni con gli altri utenti.

  • Sempre più numerosi i governi che 'manipolano' le informazioni in rete

    Nell'ultimo anno, a quanto si rileva da uno studio indipendente, i governi di 30 Paesi hanno usato qualche forma di manipolazione dell'informazione online, attraverso commentatori pagati, troll, bot, siti di news falsi e organi di propaganda. A dirlo è un rapporto del ‘think tank’ “Freedom House”.

  • Sempre più tempo davanti ai social, si allarga il divario con la tv

    I giovani adesso stanno più tempo sulle piattaforme social che davanti alla tv. E la differenza si amplia.

  • Sicurezza in Rete: adulti e ragazzi spesso inconsapevoli allo stesso modo

    Adulti e ragazzi vivono una vita sempre più social, con una media di più di cinque profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone (il 95% degli adulti e il 97% dei ragazzi ne possiede uno), ma sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete: sanno che, mentre navigano, i loro dati vengono registrati (i due terzi sia degli adulti che dei ragazzi) anche se non sanno esattamente quali; se ne dicono preoccupati (l’80% di entrambi i gruppi di riferimento) ma hanno ormai interiorizzato l'idea che la loro cessione sia il giusto prezzo per essere presenti on line e accedere ai servizi che interessano loro (circa il 90% di tutti coloro che consentono ad un’applicazione l’accesso ai propri contatti). Tutto questo emerge da una ricerca condotta in esclusiva da IPSOS per Save the Children in occasione del Safer Internet Day del 7 febbraio...

  • Snapchat attrae di più, almeno tra i giovanissimi

    Facebook sta perdendo utenti, soprattutto giovani, che preferiscono altri social, e in particolare Snapchat. È quanto emerge da uno studio di eMarketer, secondo cui nel 2018 meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social network più grande al mondo almeno una volta al mese.

  • Social network: l'Italia scalerà posizioni nei prossimi anni

    Quanto sarà numeroso il popolo dei social network entro il 2021? eMarketer, che nel suo report “Worldwide Social Network Users: eMarketer’s Estimates and Forecast for 2016–2021 raccoglie le previsioni per i prossimi 5 anni rispetto all’utilizzo dei social media (in particolare Facebook e Twitter) da desktop e mobile.

  • Social, iniziativa di Pubblicità Progresso: #SocialWhale

    Pubblicità Progresso lancia una iniziativa, Social Whale,che esorta i giovani a compiere azioni positive e a comunicarle attraverso i social media. Per dimostrare che, se utilizzati con intelligenza, sono strumenti utili.

  • Social: dal 2020 più pubblicità di quella sui giornali?

    Gli analisti stimano che le inserzioni sui social network arriveranno a quota 50 miliardi di dollari, superando nei prossimi anni le inserzioni sui quotidiani.
    La spesa pubblicitaria sui social media nel mondo – la cui stima nel 2016 dovrebbe superare i 29 miliardi di dollari - è destinata a crescere a un ritmo sostenuto e supererà già nei prossimi quattro anni la raccolta pubblicitaria dei giornali. A fare la previsione è stata l'agenzia pubblicitaria Zenith Optimedia, di proprietà del gruppo francese Publicis, secondo cui nel 2019 le inserzioni sui social raggiungeranno i 50,2 miliardi, appena l'1% in meno dei 50,7 miliardi raccolti dai giornali. Il sorpasso avverrà l'anno successivo, nel 2020.
    Bene anche i video online nella raccolta di fondi pubblicitari: se per gli spot sui social si prevede un incremento annuo del 20%, per le visualizzazioni dei video la stima è di una crescita del 18% all’anno. Nel 2019 ai filmati online si legheranno 35,4 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria globale, più dei 35 miliardi raccolti dal settore radiofonico.
    L'aumento, hanno spiegato gli analisti, si deve al miglioramento dei display degli smartphone e della velocità di connessione a internet, che consente ai video online di essere sempre più un complemento degli spot televisivi, ma non un sostituto. Nel 2019, infatti, la raccolta legata ai video online ammonterà a poco meno di un quinto (18%) di quella televisiva.

  • Sondaggio Usa: per la maggioranza social da 'chiudere' prima del voto

    I social network appaiono oggi meno credibili di un anno fa. E un sondaggio americano rivela che più della metà dei cittadini statunitensi vorrebbe ‘chiudere’ i social negli ultimi giorni prima del voto.

  • Sondaggio/2 - Il dilemma del giornalista di fronte alle immagini a forte impatto emotivo: pubblicarle o no?

    Dopo le parole del prof. Adriano Fabris (qui l’articolo che ha aperto il confronto) torniamo a parlare della opportunità o meno di pubblicare ‘foto’ come quella del ragazzo del tram di Firenze o comunque di forte e discutibile impatto emotivo. Questo è il parere di Paola Springhetti, della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale della Università Pontificia Salesiana, oltre che nostra collaboratrice.