giornalisti

  • Il dovere dell'empatia per noi giornalisti.

    Sono soltanto due le lettere che differenziano simpatia da empatia. Eppure, gli ambiti di significato delle due parole non potrebbero essere più diversi, se non addirittura opposti, nonostante l’apparente somiglianza dei termini.

  • Il giornalista oggi, ponte fra tradizione e innovazione

    Uno dei primi interventi nei laboratori della Scuola Ucsi di Assisi è stato quello di Vincenzo Grienti, giornalista, scrittore e grande esperto di web e social network (a questo linkil suo ultimo articolo per il nostro sito). Ad uno dei giovani presentai abbiamo chiesto un piccolo contributo su questa esperienza.

  • Il messaggio di Papa Francesco ai giornalisti

    Di seguito pubblichiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, reso noto oggi 24 gennaio 2020.

    «Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria» (Es 10,2). La vita si fa storia

    Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.

  • Il messaggio di Papa Francesco per la 54' Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

    Di seguito pubblichiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, che si celebra il 24 maggio 2020.

    «Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria» (Es 10,2). La vita si fa storia

    Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.

  • Il messaggio di Papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali

    Nel giorno di San Francesco di Sales, riportiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la prossima giornata delle comunicazioni sociali.

  • Il Papa ai giornalisti: 'seminate speranza, anche nella pandemia di oggi'

    Incontrando la redazione del settimanale cristiano belga “Tertio”, giornale che compie vent’anni, Papa Francesco ha chiesto ai giornalisti cristiani di essere oggi “seminatori di speranza in un domani migliore”. L’invito a tutto il mondo dell’informazione è quello di impedire “che le persone si ammalino di solitudine” e invece possano ricevere parole di sostegno.

  • Il racconto del Covid ha generato stress e ansie nei giornalisti

    Giornalisti di tutto il mondo alle prese con il Covid. Perché nel raccontarlo hanno spesso subito forti contraccolpi, per esempioforte stress,  stati d’ansia e depressione.

  • Il racconto giornalistico delle nuove povertà, un dialogo sul nostro sito

    Nella finestra dell’agenzia Sir, sul nostro sito, potete leggere il resoconto attento e completo delle varie fasi della celebrazione del Giubileo degli “esclusi”. Le parole e i gesti del Papa, certamente, invitano ad una riflessione profonda anche noi giornalisti, chiamati a “vedere, comprendere e narrare” (padre Francesco Occhetta, leggi qui www.ucsi.it/parola-e-parole-contenuti/8279-vedere,-comprendere,-narrare.html ) anche questa dimensione così vera e dirompente della nostra società. Ma come lo stiamo facendo? Quale attenzione dedichiamo a chi vive al di là del giro dei “soliti noti” che di solito interpelliamo, intervistiamo, commentiamo? E quale discernimento applichiamo in particolare nel “racconto giornalistico delle nuove povertà”, di quei fenomeni insomma che stanno emergendo adesso in forma nuova, insolita e grave, così come sono descritti anche nell’ultimo rapporto della Caritas?
    Lo faremo chiedendo il contributo di analisi e di idee a tanti interlocutori diversi, soprattutto a coloro che ogni giorno vivono a contatto con l’esperienza dello “scarto” nella società di oggi. Proveremo ad evidenziare anche i rischi, sempre presenti quando affrontiamo questi temi, di un’informazione “distorta”, “urlata”, “retorica”. E’ un’attenzione, la nostra, che è il frutto di questo Giubileo della Misericordia. E che potrà aiutare tutti noi a crescere, anche professionalmente.

  • Il valore dell'attesa (per noi giornalisti)

    Oggi comincia l'Avvento. A prima vista lo stile di questo periodo(e dei personaggi biblici che lo caratterizzano) non sembra quello tipico di chi fa il giornalista. Ma forse, quasi per paradosso, ci potrebbe aiutare a dare un senso nuovo alla nostra professione.

  • In Parlamento ci sono oltre 50 giornalisti

    In questa legislatura, tra Camera e Senato, ci sono 33 giornalisti professionisti.

  • L'autocertificazione per i giornalisti. Ecco i moduli on line

    Da oggi 6 novembre 2020 torna l'autocertificazione per gli spostamenti, nelle ore di lockdown (che variano a seconda delle regioni, naturalmente).

  • L'urgenza di un salario dignitoso

    La dimensione del giornalista è sempre più precaria. Ma non, come accadeva un volta, per il tipo di lavoro in sé, che difficilmente si concilia con i turni prestabiliti, gli orari fissi e le feste degli altri.

    Il giornalista oggi è precario perché in molti (troppi) casi ha poche garanzie e un reddito inadeguato.

  • La lettera ai giornalisti dell'arcivescovo di Milano

    Dall'arcivescovo di Milano parte una lettera al mondo dei media: «In questo tempo tribolato siete rimasti al vostro posto. È importante condividere una visione che vede l’umanità come vocazione alla fraternità»

  • La stampa, ogni mese, raggiunge 44 milioni di italiani

    Quotidiani e periodici scelti ogni mese dall’83,3% della popolazione (14 anni e oltre) attraverso il supporto cartaceo o in formato digitale: in termini assoluti sonopiù di 44 milioni di italiani. Secondo gli ultimi dati Audipress il 33% della popolazione legge almeno un quotidiano...

  • La Supercoppa delle polemiche (anche dei giornalisti)

    La scelta di disputare la finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita ha provocato forti reazioni, Un presidio è stato promosso dall’Usigrai e vi hanno aderito la Federazione della Stampa, l’Ordine dei giornalisti, Amnesty International Italia e Articolo21.

  • La voglia di informarsi con strumenti 'verificati e attendibili'

    Quasi un terzo degli italiani, ogni giorno, sceglie un quotidiano per conoscere le notizie dall’Italia e dal mondo. Lo rileviamo dagli ultimi dati Audipress e la cosa può forse sorprendere. Fatto è che ci sono quasi 16 milioni di italiani che ogni giorno generano 24 milioni di letture.

  • Le "bufale" di oggi e l'insegnamento (molto attuale) di Carlo Maria Martini

    «Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza. Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva. Il web, ad esempio, è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi».
    Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato, tra i tanti argomenti, anche quello del web, e della necessità crescente di arginare (senza porre nessun bavaglio) la massa di pseudo notizie (o post-verità, come qualcuno le chiama) che stanno invadendo la rete...

  • Le cattive abitudini dei giornalisti, che portano stress e minor concentrazione. I dati di uno studio inglese

    Cronisti d’assalto, giornalisti sempre di corsa dietro l’ultima notizia. La categoria di chi vive rincorrendo news dovrebbe essere sinonimo di arguzia e concentrazione. Ma un recente studio riportato dal Business Insider rivela qualche dubbio. A evidenziarlo la ricerca della neuroscienziata britannica Tara Swart, realizzata su un campione di cronisti in collaborazione con il London Press Club.

  • Le fonti che usano i giornalisti

  • Le regole per i crediti formativi dei giornalisti. Il 31 dicembre scade il primo triennio

    Il 31 dicembre 2016 termina il primo triennio formativo. L’invito è a
    verificare la propria posizione e i crediti formativi acquisiti. Il controllo è
    semplice e immediato attraverso la Piattaforma Sigef cui tutti dovrebbero già
    essere iscritti per poter prenotare l’iscrizione agli eventi formativi.
    Purtroppo dalle statistiche risulta ancora vi siano giornalisti non registrati
    sulla piattaforma. Altri risultano indietro con i crediti. Il Ministero di
    Giustizia ha recentemente ricordato formalmente all’Ordine che l’inosservanza
    dell’obbligo previsto dalla legge dovrà comportare l’apertura di un
    procedimento disciplinare. Già l’’art. 9 del regolamento della formazione
    ricorda l’obbligo deontologico per tutti i giornalisti in attività assegnando
    all’Ordine regionale la verifica dell’eventuale inadempienza. L’iscritto in tal
    caso sarà invitato ad avviare entro tre mesi il percorso formativo e a
    completarlo per la parte contestata nei successivi 90 giorni. Qualora persista
    l’inosservanza, il Consiglio regionale dell’Ordine ne dà segnalazione al
    Consiglio di disciplina territoriale. Nella fase finale del triennio può essere
    importante tener presente che tutti i crediti formativi possono essere
    conseguiti con i corsi online che il Consiglio nazionale ha in particolare
    rafforzato nell’ultimo anno, attraverso il proprio sito internet www.odg.it .
    Il sistema di calcolo dei crediti formativi professionali (CFP) è basato su ogni
    ora di partecipazione agli eventi. Ogni ora rappresenta un CFP. Per l’
    assolvimento dell'obbligo formativo l'iscritto deve acquisire 60 crediti in
    ciascun triennio (con un minimo di 15 annuali) di cui almeno 20 derivanti da
    eventi deontologici. Gli eventi interamente dedicati alla deontologia
    beneficiano di due crediti formativi aggiuntivi solo se organizzati a titolo
    gratuito. Per i neo-iscritti l’inizio della formazione è fissato al 1° gennaio
    successivo alla data di iscrizione ma il credito formativo triennale e la
    relativa tipologia sono riproporzionati in ragione d’anno (20 crediti annui di
    cui un terzo derivante da eventi deontologici) per il tempo restante alla
    conclusione del triennio formativo. Non è invece possibile riportare nel
    computo dei crediti di un triennio quelli eccedenti maturati nel triennio
    precedente. Alcune semplificazioni sono previste per gli iscritti all’Albo da
    più di 30 anni che svolgano attività giornalistica a qualsiasi titolo. Ad essi
    basta acquisire 20 crediti deontologici nel triennio. Sono altresì esentati
    dall’obbligo formativo i pensionati purché non svolgano alcuna attività
    giornalistica. Alcune esenzioni temporanee sono assicurate dall’art. 11 del
    regolamento. Su richiesta dell’iscritto, il Consiglio regionale competente può
    esentare il giornalista dallo svolgimento della formazione in caso di
    maternità o congedo parentale; malattia grave, infortunio e altri casi di
    documentato impedimento derivante da accertate cause oggettive; assunzione di
    cariche elettive per le quali la vigente legislazione preveda la possibilità di
    usufruire di aspettativa dal lavoro per la durata del mandato e limitatamente
    ad esso. Nel riconoscere l’esenzione, il Consiglio regionale ridetermina la
    misura dell’obbligo formativo triennale.

     

    * L'autore è Consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti