crisi

  • 29/12 - L'isola dei cassintegrati, come i giornalisti raccontano la crisi e come la affrontano. Storia di un Natale diverso.

    Col nostro esempio abbiamo cambiato le nostre vite, la nostra sorte avversa e forse, chissà, anche la sorte di qualche altro lavoratore che, vedendo il nostro esempio, ha pensato che si può ancora lottare. Si deve ancora lottare. Facciamolo tutti assieme, lavoratori e studenti”. Era il 25 dicembre 2010 quando i lavoratori cassintegrati della Vinyls, industria decotta del Polo chimico di Porto Torres, lanciarono questo messaggio di Natale dall’isola dell’Asinara.

  • 29/12 - L'isola dei cassintegrati, come i giornalisti raccontano la crisi e come la affrontano. Storia di un Natale diverso.

    Col nostro esempio abbiamo cambiato le nostre vite, la nostra sorte avversa e forse, chissà, anche la sorte di qualche altro lavoratore che, vedendo il nostro esempio, ha pensato che si può ancora lottare. Si deve ancora lottare. Facciamolo tutti assieme, lavoratori e studenti”. Era il 25 dicembre 2010 quando i lavoratori cassintegrati della Vinyls, industria decotta del Polo chimico di Porto Torres, lanciarono questo messaggio di Natale dall’isola dell’Asinara.

  • 4 / Il terremoto dopo la crisi. La difficoltà di raccontare il lavoro nelle Marche di oggi.

    RACCONTARE IL LAVORO - TESTIMONI/4: Piergiorgio Severini, giornalista Rai, segretario Sindacato Giornalisti Marchigiani

    “I posti di lavoro non si creano solo con la parte normativa ma con investimenti importanti che possano rimettere in circolo tutto il sistema, oggi in balia di una deregulation totale..”
    Ecco di seguito la testimonianza di Piergiorgio Severini, giornalista sportivo e inviato speciale di Rai Sport, segretario regionale del SIGIM (Sindacato giornalisti marchigiani) e consigliere nazionale della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana).

  • A Bologna, il 10 febbraio, incontro dei giornalisti dell'Emilia Romagna

    Per aiutare le realtà locali e diocesane ad approfondire la propria responsabilità nel mondo della comunicazione, da diversi anni in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, in Emilia Romagna si organizzano momenti formativi e di incontro su come affrontare le nuove sfide in questo cambiamento epocale...

  • Comunicare la carità? Prima sia condivisione e comunità.

    La carità comunica da sola. Comunica perché è testimonianza. Ma prima di diventare comunicazione deve essere condivisione e comunità. È la sfida cui è chiamata la Chiesa che ha il compito di educare alla carità, intesa come percorso di ascolto, di dialogo e di incontro.
    Al centro delle relazioni c’è la persona che va formata a cogliere le positività della congiuntura economica e sociale che sta attraversando. Occorre far crescere nei cittadini la capacità di discernimento e favorire uno sguardo positivo della comunicazione sociale.

  • Comunicare la crisi: serve discernimento, anche da parte dei giornalisti

    In Italia è in atto un grande cambiamento antropologico accompagnato da una profonda crisi demografica che non emerge in tutta la sua multiforme dimensione e complessità. Ma questo non significa che va tutto male. Le imprese manifatturiere sono tra le più competitive a livello internazionale, gli italiani, popolo di formiche, hanno ripreso a risparmiare da quattro anni. Non c’è dunque solo povertà, la ricchezza circola, ma vi è una distorsione nella distribuzione. I ricchi sono diventati più ricchi, i poveri più poveri. Tra gli effetti della persistente crisi si annovera anche una sfiducia diffusa che altera la percezione della realtà. E poi c’è il grande problema demografico, sul quale la politica non interviene in modo efficace. L’Italia nel 2050 sarà più multietnica ma più anziana: gli italiani saranno 61 milioni e gli ultrasessantacinquenni supereranno il 30% della popolazione (dal 20% attuale) e gli ultraottantenni cresceranno dall’attuale 5,8% al 15%. Il numero totale di stranieri passerà dall’attuale 9% al 17%. Ma con una prefigurazione negativa della realtà e del futuro non si esce dalla crisi. È necessario recuperare uno sguardo positivo. È il ritratto dello Stivale consegnato da Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos, intervenuto al seminario tenutosi a Roma nei giorni scorsi “Comunicare la Carità. Strumenti per imparare a raccontarsi”, promosso dalla Consulta Ecclesiale degli Organismi socio-assistenziali, con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI.

  • Negli Stati Uniti i giornali chiedono al Congresso di fare pressioni su Google e Facebook.

    Non c'è mai stata domanda di notizie come oggi, che un dispositivo nella nostra tasca ci consente di accedere a una quantità inesauribile di informazioni in tempo reale 24 ore su 24. Nonostante ciò l'industria giornalistica tradizionale è in ginocchio, a raccogliere le briciole degli enormi introiti rastrellati da Google e Facebook grazie ad articoli che non hanno prodotto loro. Uno stato delle cose che minaccia la dignità professionale dei giornalisti, nonché la sopravvivenza e l'indipendenza di un intero settore.

  • Tv locali, la crisi continua. E si perdono posti di lavoro

    L’ultimo studio economico del settore televisivo privato, pubblicato in un recente numero della newsletter di Confindustria Radio Tv, è stato redatto dall’ufficio Studi e Ricerche dell’associazione nell’ambito dell’Osservatorio nazionale delle imprese radiotelevisive private. L’Osservatorio, presieduto da Piero Manera, è un riferimento prezioso per operatori economici, lavoratori e istituzioni...

  • Ucsi: 'informazione sulla crisi sia completa e libera da strumentalizzazioni'. Sostegno al Presidente della Repubblica

    In questa fase di crisi che vivono le nostre istituzioni, l'Ucsi esprime pieno sostegno al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sta gestendo con saggezza e fermezza un difficile passaggio della vita democratica del nostro Paese, a garanzia di tutti i cittadini e della credibilità dell'Italia nel contesto internazionale.

    Il ruolo dell'informazione è più che mai nevralgico non solo per garantire il pluralismo, ma anche per favorire un clima costruttivo, con toni misurati e completezza di contenuti, per aiutare i cittadini a capire le ragioni che reggono le diverse posizioni.

    Auspichiamo, oggi più che mai, un'informazione libera da strumentalizzazioni, e, nello spirito della Costituzione, irrinunciabile pilastro della nostra democrazia.

  • Usa: quando il digitale salva i giornali

    Se la carta per alcuni è (quasi) morta, il digitale gode di ottima salute. Almeno a guardare i numeri del Washington Post, divenuto nell’anno appena trascorso uno dei primi quattro gruppi editoriali americani insieme a New York Times, Wall Street Journal e Usa Today...