violenza

  • 'L'informazione è il fondamento della democrazia'. Lo scrive il Presidente Mattarella ricordando l'assassinio di Casalegno.

    Il Presidente della Repubblica ha ricordato il sacrificio di Carlo Casalegno, a quarant’anni dal suo omicidio. “Uccidere un giornalista distrugge la democrazia”, ha scritto Mattarella in una lettera inviata in occasione del convegno promosso a Torino dall'Università e dall'Ordine dei giornalisti per commemorare il vicedirettore della Stampa ucciso dalle Brigate Rosse.

  • (3) - La scelta che possono fare i giornalisti per frenare odio e insulti social agli idoli dello sport (e non solo)

    L'animosità spesso volgare dei tifosi di calcio nei confronti dei loro beniamini è un fenomeno inquietante. Non è certo l'unica fatica che si vive nel mondo del calcio contemporaneo: si pensi, per esempio, al ruolo sempre più preponderante delle tifoserie e dei loro "improbabili" leaders nella gestione stessa delle partite.

  • Audiovisivo: nuove regole europee per la protezione dei minori

    Il Parlamento europeo ha dato mandato alla Commissione Cultura per iniziare i negoziati con i governi nazionali sulle nuove regole UE per i media audiovisivi, incluse le piattaforme online.

  • Cyberbullismo: i primi commenti alla nuova legge.

    Via libera all’unanimità, alla Camera dei Deputati, alla legge contro il cyberbullismo.
    Il testo resta lo stesso già adottato dal Senato nel gennaio scorso e (rispetto anche alla bozze precedenti) punta a valorizzare molto l’opera di prevenzione del fenomeno.

  • Donne e informazione: nasce l'Osservatorio dell'Ordine

    Come e quanto si parla delle donne sui mezzi d'informazione? Troppo poco e soprattutto quando sono vittime di violenza. Le donne sono anche altro...

  • Giornata contro la violenza di genere: a Lucca uno studio dei giovani sui "linguaggi" della comunicazione

    E’ un insegnante di religione di Lucca, Mario Battaglia, ad aver contribuito, con una ricerca e un’attività sul linguaggio e sulla grafica, a realizzare la maxi scritta umana composta da settecento studenti nello stadio della città, in occasione di questa giornata contro la violenza di genere. “E’ stato un lavoro appassionato – commenta – abbiamo elaborato lo slogan ‘rompi il silenzio’ dopo un confronto in classe che ha coinvolto da vicino i miei allievi e gli altri insegnanti”. L’iniziativa è stata organizzata dal Cesvot (il Centro servizi del volontariato toscano) e ha raccolto l’adesione, oltre che di sei istituti scolastici, di tante associazioni che si battono contro questo fenomeno purtroppo molto grave. “Il silenzio – spiega Battaglia, che è anche giornalista pubblicista – è quello delle donne che tengono dentro, nascondendole, violenze e soprusi. E’ una omertà che deve essere superata”.
    Per chi come noi si occupa di comunicazione un aspetto interessante è anche quello del “linguaggio”. Il lavoro svolto nelle classi, con studenti di 16-17 anni, ha evidenziato proprio un’attenzione ai termini e alle modalità di racconto (sui giornali, in tv, in rete) di questi terribili fatti. La scelta di ogni parola condiziona pesantemente la percezione del fenomeno nell’opinione pubblica.

  • Gli ultimi dati (inquietanti) sulla violenza ai minori

    E’ un fenomeno, quello della violenza sui minori, con cui anche i giornalisti si trovano a fare i conti spesso, nel loro racconto della realtà. E in queste ore arrivano dati molto preoccupanti.

  • I media e il nuovo volto della violenza

    La violenza (esplicita, fisica, ma anche verbale, occulta: psicologica e morale) si insinua e si espande per contagio. Come un virus. Provoca assuefazione. Arriva ad essere metabolizzata. Più subdola di una malattia letale, ha un crescendo di effetti nefasti particolarmente evidenti nei comportamenti di bambini e ragazzi: più vulnerabili, se sovraesposti a modelli di rozza aggressività veicolata da (e con) qualunque mezzo, non certo soltanto televisivo: videogiochi, film, manifesti e spot pubblicitari e persino (certa) musica...

  • Il 'Manifesto della Comunicazione Non Ostile'

    Il "Manifesto delle Parole Non Ostili" è sottoscritto anche dall'Ucsi ed è stato presentato in questi giorni a Trieste, durante l'iniziativa "Parole O stili". Ecco il testo:

    1.
    Virtuale è reale
    Dico o scrivo in rete solo cose che
    ho il coraggio di dire di persona.
    2.
    Si è ciò che si comunica
    Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
    3.
    Le parole danno forma al pensiero
    Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
    4.
    Prima di parlare bisogna ascoltare
    Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
    5.
    Le parole sono un ponte
    Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
    6.
    Le parole hanno conseguenze
    So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
    7.
    Condividere è una responsabilità
    Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
    8.
    Le idee si possono discutere.
    Le persone si devono rispettare
    Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
    9.
    Gli insulti non sono argomenti
    Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
    10.
    Anche il silenzio comunica
    Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

    fonte: www.paroleostili.com 

  • Il 2 novembre, la giornata mondiale per combattere i crimini contro i giornalisti

    Il 2 novembre è la Giornata mondiale per la “fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti”. L’iniziativa è stata promossa dall’ONU nel 2013, dopo che in Mali furono uccisi due giornalisti francesi. L’attacco più grave sarebbe stato quello di qualche anno dopo, il massacro di Maguindanao nelle Filippine, con oltre trenta cronisti uccisi.

  • Il problema del bullismo investe anche l'etica dell'informazione. L'antidoto delle 'buone notizie'

    Stavolta è toccato a Vigevano, florido centro settentrionale della provincia di Pavia. Parliamo della “civile” Lombardia, mica di un degradato e arretrato paesotto dell’entroterra meridionale d’Italia...

  • L'Agcom richiama i media al rispetto della dignità delle persone

    Nuovo e autorevole richiamo al rispetto della dignità delle persone, alla non discriminazione, alla prevenzione dell’incitamento all’odio e alla violenza. Stavolta arriva dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

  • L'Ucsi condanna l'aggressione alla giornalista del Tg1 inviata a Bari.

    L’Ucsi esprime la più ferma condanna per l’aggressione alla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola, aggredita a Bari mentre svolgeva il suo lavoro e realizzava alcune interviste. “Aggressioni e violenze contro i giornalisti non sono degne di un paese civile”, si legge in un tweet dell'associazione.

    “Ancora una volta con la violenza si tenta di tappare la bocca ai giornalisti”, commentano Cdr del Tg1, Assostampa Puglia, Usigrai e Fnsi esprimendo massima vicinanza alla collega del Tg1. Insieme a lei – concludono i rappresentanti dei giornalisti – decideremo le opportune azioni a tutela sua e della libertà di stampa”.

  • La Germania propone maxi multe contro chi diffonde fake news e incita all'odio

    La Germania si appresta a varare il più severo giro di vite da parte di un Paese europeo contro i social network che diffondono bufale e contenuti che incitano all'odio.

  • La scelta che possono fare i giornalisti per frenare odio e insulti social agli idoli dello sport (e non solo) / 3

    L'animosità spesso volgare dei tifosi di calcio nei confronti dei loro beniamini è un fenomeno inquietante. Non è certo l'unica fatica che si vive nel mondo del calcio contemporaneo: si pensi, per esempio, al ruolo sempre più preponderante delle tifoserie e dei loro "improbabili" leaders nella gestione stessa delle partite.

  • Messico, altri due giornalisti uccisi

    Altri due giornalisti sono stati uccisi in queste ore in Messico. Lo hanno riferito le autorità locali, spiegando che nel 2019 ci sono state già nove vittime.

  • Per i giornalisti uccisi da mafie e terrorismo: manifestazione a Venezia il 3 maggio

    Il prossimo 3 maggio a Venezia si terrà la manifestazione per l’11^ Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo.

  • Quando l'informazione crea conflitto, a Roma iniziativa FSC - UCSI l'8 aprile

    Le società complesse come la nostra sono continuamente attraversate da conflitti, vecchi e irrisolti oppure nuovi, suscitati dai cambiamenti in atto. L’informazione deve rappresentarli, ma spesso lo fa secondo modalità che contribuiscono ad esasperarli, approfondirli. E che, quindi, rendono la società ancora più lacerata di quello che già è. Spesso infatti i criteri di notiziabilità e le routine di lavoro adottati nelle redazioni, portano a produrre un’informazione che fa crescere ulteriormente – a volte addirittura fa scoppiare – i conflitti, alimentando il rancore e l’intolleranza delle persone e dei gruppi...

  • Resistiamo al volgare, parliamo al cervello!

    Non solo troppa cronaca nera, ma anche troppo turpiloquio in questa tv (anche di “servizio pubblico”. Ma esiste una tv che non sia così qualificabile?) troppo spesso imbarazzante almeno per chi conservi il gusto. vagamente retrò, di farsi imbarazzare.
    Nel “giochino” delle responsabilità (la tv è così perché così vogliono gli spettatori, gli spettatori sono così perché così li influenza la tv) ciascuno può dire la sua. Tanto tutto è ormai inutile e la china mostra sempre ripidità maggiori verso un rintronamento di massa che a qualcuno, certo, fa molto comodo...

  • Troppa cronaca nera in tv, occupiamoci (bene) anche d'altro

    La nostra televisione è ansiogena. Lo sono i Tg, ma lo sono soprattutto i rotocalchi e i salotti televisivi, quelle trasmissioni che occupano i pomeriggi e le serate cercando di rubarsi l’un l’altra una manciata di spettatori in più.
    Nei giorni scorsi, dopo l’episodio accaduto in provincia di Ferrara, dove un adolescente ha pagato un amico perché gli uccidesse i genitori, Fiorello ha lanciato un appello invitando a ridimensionare l’invasione della cronaca nera proprio in questo tipo di programmi, che si aggrappano a una notizia, la commentano, la strizzano, aggiungono interviste, testimonianze, divagazioni di esperti, litigate in studio, spesso senza aggiungere nulla di più, in termini di informazione...