ripensiamoci

  • 'Ripensiamoci', dialogando con un figlio dodicenne / 10

    Se dobbiamo andare oltre la pandemia, non dobbiamo pensare solo al coronavirus. Bisogna pensare anche a quello che facevamo prima per ritornare un po’ alla normalità, anche se non sarà uguale. Non tutte le cose fatte prima dell’isolamento sono sfumate con la pandemia”. La riflessione è di un ragazzo di 12 anni, uscita spontaneamente nell’atrio di una tenda da campeggio. Da lì è nata l’idea di un breve dialogo con un dodicenne sul “ripensiamoci”.

  • #Ripensiamoci, con un nuovo orizzonte della professione giornalistica / 12

    Un altro giovane giornalista dell’Ucsi dice la sua sul futuro del nostro lavoro. In maniera netta, diretta, a tratti provocatoria, Mario Agostino ci ricorda che l’orizzonte, adesso, è molto cambiato (ar).

  • #Ripensiamoci, con un nuovo orizzonte della professione giornalistica / 12

    Un altro giovane giornalista dell’Ucsi dice la sua sul futuro del nostro lavoro. In maniera netta, diretta, a tratti provocatoria, Mario Agostino ci ricorda che l’orizzonte, adesso, è molto cambiato (ar).

  • #Ripensiamoci, le dieci domande che ispirano la nostra riflessione sul giornalismo dopo la pandemia

    All’inizio di maggio, quando ci preparavamo alla cosiddetta fase 2 con le prime timide riaperture, ci eravamo posti dieci domande per la nostra professione di giornalisti.

  • #Ripensiamoci, le dieci domande che ispirano la nostra riflessione sul giornalismo dopo la pandemia

    All’inizio di maggio, quando ci preparavamo alla cosiddetta fase 2 con le prime timide riaperture, ci eravamo posti dieci domande per la nostra professione di giornalisti.

  • #Ripensiamoci, otto volte, per provare a dare delle risposte / 4

    Ripensandoci, il primo pensiero va sicuramente alle decine di migliaia di persone e famiglie colpite dalla morte, per le quali i giorni che si apriranno non saranno certamente come quelli di prima.

  • #Ripensiamoci, partendo da dieci domande /1

    All’inizio di maggio, quando ci preparavamo alla cosiddetta fase 2 con le prime timide riaperture, ci eravamo posti dieci domande per la nostra professione di giornalisti.

  • #Ripensiamoci. Noi giornalisti dopo la pandemia

    #Ripensiamoci, sì lo scriviamo proprio con l’hashtag perché vogliamo aprirci ancora di più al confronto con tutti in questo mese di agosto.

  • Buona festa a tutti!

    Buona festa dell'Assunta e buon ferragosto a tutti i nostri lettori! Nei prossimi giorni ospiteremo qui una serie di riflessioni sul 'giornalismo dopo la pandemia', tutte tracciabili con l'hashtag #ripensiamoci.

     

  • Dare significato, suscitare stupore, non smarrire la voce. Tre direzioni per il giornalismo di oggi - #Ripensiamoci / 3

    Alla base di Monte Sole e dunque della catena di eccidi nazifascisti che prende il nome da Marzabotto ho trovato un insospettato simbolo di bellezza: qualche giorno fa, in occasione di una visita fatta apposta per portarci la nipotina dodicenne. Un altro simbolo di una bellezza all'apparenza fuori luogo l'ho trovato su, in alto, accanto al cimitero di Casaglia: là dove la cattiveria trovò un apice (ancora visibile sul resto del muro originale: le mitragliate ad altezza di bambino) e dove giace, sepolto ma ancora fonte di vigilanza, don Giuseppe Dossetti.

  • Dopo la pandemia un appello al 'giornalismo costruttivo' - #Ripensiamoci / 5

    L’emergenza della pandemia ha segnato anche il giornalismo e i giornalisti. Ha imposto un nuovo stile, non solo di vita, ma anche professionale. In questi mesi i decreti governativi hanno ridotto diritti costituzionali fondamentali e hanno introdotto limiti allo svolgimento del lavoro, imponendo, laddove era possibile, il ricorso allo smart working.

  • Il giornalismo che serve (a)i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • Il giornalismo che serve (a)i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • Il giornalismo è social quando percorre le vie dell'umano - #Ripensiamoci - 2

    Tempi, modi, processi e abitudini di giornalisti, operatori dell'informazione e della comunicazione sono stati messi a dura prova durante il periodo di emergenza sanitaria per via del Covid-19. La "chiusura" ha chiamato tutti ad affrontare questo tempo sospeso sperimentando tecniche nuove e strumenti diversi.

  • Il giornalismo per i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • In dialogo con un dodicenne sul 'ripensiamoci' / 10

    Se dobbiamo andare oltre la pandemia, non dobbiamo pensare solo al coronavirus. Bisogna pensare anche a quello che facevamo prima per ritornare un po’ alla normalità, anche se non sarà uguale. Non tutte le cose fatte prima dell’isolamento sono sfumate con la pandemia”. La riflessione è di un ragazzo di 12 anni, uscita spontaneamente nell’atrio di una tenda da campeggio. Da lì è nata l’idea di un breve dialogo con un dodicenne sul “ripensiamoci”.

  • In dialogo con un dodicenne sul 'ripensiamoci' / 10

    Se dobbiamo andare oltre la pandemia, non dobbiamo pensare solo al coronavirus. Bisogna pensare anche a quello che facevamo prima per ritornare un po’ alla normalità, anche se non sarà uguale. Non tutte le cose fatte prima dell’isolamento sono sfumate con la pandemia”. La riflessione è di un ragazzo di 12 anni, uscita spontaneamente nell’atrio di una tenda da campeggio. Da lì è nata l’idea di un breve dialogo con un dodicenne sul “ripensiamoci”.

  • La solidarietà deve cominciare dagli ultimi! #Ripensiamoci / 8

    Si è fatto un bel parlare, soprattutto durante le settimane del confinamento, che l’esperienza della pandemia ci avrebbe cambiato in profondità. Così come avrebbe aiutato a farci scoprire, una volta per tutte, la fratellanza fra tutti gli esseri umani, tutti ugualmente esposti al rischio di contagio. In realtà, lo spettacolo a cui assistiamo proprio in questi giorni in cui, dalla cosiddetta “fase 2”, stiamo rischiando di tornare a una impensabile “fase 1”, sta dimostrando che non è veramente così. E bene va facendo papa Francesco – nelle catechesi del mercoledì mattina – a provare a rimettere al centro i punti fermi che il vangelo ci propone, «il principio della dignità della persona, il principio del bene comune, il principio dell’opzione preferenziale per i poveri, il principio della destinazione universale dei beni, il principio della solidarietà, della sussidiarietà, il principio della cura per la nostra casa comune» (5 agosto 2020), immaginando che proprio la messa a fuoco di tali principi potrà aiutarci a navigare nelle acque di questa crisi mondiale.

  • La solidarietà? inizia dagli ultimi! #Ripensiamoci / 8

    Si è fatto un bel parlare, soprattutto durante le settimane del confinamento, che l’esperienza della pandemia ci avrebbe cambiato in profondità. Così come avrebbe aiutato a farci scoprire, una volta per tutte, la fratellanza fra tutti gli esseri umani, tutti ugualmente esposti al rischio di contagio. In realtà, lo spettacolo a cui assistiamo proprio in questi giorni in cui, dalla cosiddetta “fase 2”, stiamo rischiando di tornare a una impensabile “fase 1”, sta dimostrando che non è veramente così. E bene va facendo papa Francesco – nelle catechesi del mercoledì mattina – a provare a rimettere al centro i punti fermi che il vangelo ci propone, «il principio della dignità della persona, il principio del bene comune, il principio dell’opzione preferenziale per i poveri, il principio della destinazione universale dei beni, il principio della solidarietà, della sussidiarietà, il principio della cura per la nostra casa comune» (5 agosto 2020), immaginando che proprio la messa a fuoco di tali principi potrà aiutarci a navigare nelle acque di questa crisi mondiale.

  • La solidarietà? inizia dagli ultimi! #Ripensiamoci / 8

    Si è fatto un bel parlare, soprattutto durante le settimane del confinamento, che l’esperienza della pandemia ci avrebbe cambiato in profondità. Così come avrebbe aiutato a farci scoprire, una volta per tutte, la fratellanza fra tutti gli esseri umani, tutti ugualmente esposti al rischio di contagio. In realtà, lo spettacolo a cui assistiamo proprio in questi giorni in cui, dalla cosiddetta “fase 2”, stiamo rischiando di tornare a una impensabile “fase 1”, sta dimostrando che non è veramente così. E bene va facendo papa Francesco – nelle catechesi del mercoledì mattina – a provare a rimettere al centro i punti fermi che il vangelo ci propone, «il principio della dignità della persona, il principio del bene comune, il principio dell’opzione preferenziale per i poveri, il principio della destinazione universale dei beni, il principio della solidarietà, della sussidiarietà, il principio della cura per la nostra casa comune» (5 agosto 2020), immaginando che proprio la messa a fuoco di tali principi potrà aiutarci a navigare nelle acque di questa crisi mondiale.