giornalismo

  • 'Ripensiamoci', dialogando con un figlio dodicenne / 10

    Se dobbiamo andare oltre la pandemia, non dobbiamo pensare solo al coronavirus. Bisogna pensare anche a quello che facevamo prima per ritornare un po’ alla normalità, anche se non sarà uguale. Non tutte le cose fatte prima dell’isolamento sono sfumate con la pandemia”. La riflessione è di un ragazzo di 12 anni, uscita spontaneamente nell’atrio di una tenda da campeggio. Da lì è nata l’idea di un breve dialogo con un dodicenne sul “ripensiamoci”.

  • #AltraEstate, una nuova rubrica sul nostro sito. Per raccontare quelle esperienze che (almeno un po') cambiano il nostro modo di fare il giornalismo

    Ogni esperienza che viviamo cambia un po’ di noi, soprattutto quando ci porta via dalla routine a cui siamo abituati (e talora condannati). Così nasce #AltraEstate, un piccolo contributo di idee e suggestioni di chi, facendo il giornalista, si è ritagliato in questo periodo uno spazio per sé, per la famiglia, per gli amici. E spesso lo ha fatto in un contesto insolito e stimolante.

  • #AltraEstate, una nuova rubrica sul nostro sito. Per raccontare quelle esperienze che (almeno un po') cambiano il nostro modo di fare il giornalismo

    Ogni esperienza che viviamo cambia un po’ di noi, soprattutto quando ci porta via dalla routine a cui siamo abituati (e talora condannati). Così nasce #AltraEstate, un piccolo contributo di idee e suggestioni di chi, facendo il giornalista, si è ritagliato in questo periodo uno spazio per sé, per la famiglia, per gli amici. E spesso lo ha fatto in un contesto insolito e stimolante.

  • #Ripensiamoci, anche nel rapporto tra le generazioni. Il giornalismo ne uscirà migliore / 6

    Ripensiamoci. Ripensiamo la scuola e l’università, la politica, l’economia, l’informazione. Ripensiamo la nostra relazione con la natura e con l’ambiente. Ripensiamo le dimensioni nazionale e sovranazionale... Ripensiamo il rapporto tra religioni e fedi, come tra uomini e donne di diverse religioni e fedi... Ri-pensiamo le nostre organizzazioni associative, sindacali, professionali...

  • #Ripensiamoci, anche nel rapporto tra le generazioni. Il giornalismo ne uscirà migliore / 6

    Ripensiamoci. Ripensiamo la scuola e l’università, la politica, l’economia, l’informazione. Ripensiamo la nostra relazione con la natura e con l’ambiente. Ripensiamo le dimensioni nazionale e sovranazionale... Ripensiamo il rapporto tra religioni e fedi, come tra uomini e donne di diverse religioni e fedi... Ri-pensiamo le nostre organizzazioni associative, sindacali, professionali...

  • 2/1 - Le sfide del 2018 per il giornalismo e la comunicazione: sette parole chiave, secondo i giovani Ucsi.

    Come abbiamo fatto già all’inizio del 2017, abbiamo chiesto ai giovani giornalisti dell’Ucsi di proporci le loro parole-chiave per il mondo della comunicazione nell’anno che è appena cominciato. Per ora ne abbiamo selezionate sette (ar)

  • 2/1 - Le sfide del 2018 per il giornalismo e la comunicazione: sette parole chiave, secondo i giovani Ucsi.

    Come abbiamo fatto già all’inizio del 2017, abbiamo chiesto ai giovani giornalisti dell’Ucsi di proporci le loro parole-chiave per il mondo della comunicazione nell’anno che è appena cominciato. Per ora ne abbiamo selezionate sette (ar)

  • 20 - Z, l'ultima lettera del nostro 'alfabeto delle idee'

    L’ultima lettera dell’alfabeto non la utilizziamo per introdurre un tema nuovo. Ci offre invece l’occasione per ringraziare i nostri collaboratori del loro prezioso e apprezzato contributo di idee; le riflessioni hanno animato le pagine del nostro sito in questo mese di agosto.

    Hanno suscitato interesse tra i lettori, sono state molto condivise e hanno aperto anche dei dibattiti a distanza su argomenti di grande rilievo per noi giornalisti. Le lettere dunque sono state solo un ottimo pretesto per farci pensare di più.

    Questi brani (dalla A di “Agosto e Adeguarsi alla realtà che cambia” alla V di “Via, per farsi prossimi con i Social”) sono ancora in primo piano nella nostra rubrica “IDEE”, a cui si accede più in basso dalla nostra home page. E qui resteranno per qualche settimana, in attesa magari di ripetere un’esperienza analoga in altri periodi dell’anno, o per altre circostanze.

    E’un bell’alfabeto delle idee, che consigliamo a tutti di leggere o magari anche di ri-leggere una seconda volta.

  • A Perugia il Festival del giornalismo dall'11 al 15 aprile

    Cinque giorni intensi a Perugia per il Festival internazionale del giornalismo, dall'11 al 15 aprile.

  • Al via l'Osservatorio permanente sul giornalismo dell'Agcom

    Analizzare le prospettive della professione giornalistica e il futuro del sistema dei media: è questo lo scopo dell’Osservatorio permanente sul giornalismo promosso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e presentato i a Napoli mercoledì scorso presso l’Università “Federico II”.

  • Carcere. Cosa cambia se invece di 'cella' si dice 'camera'

    Le parole nascono dalla vita e per questo si evolvono, perché la vita cambia continuamente. Vale anche il percorso inverso – le parole cambiano la vita, che anche grazie ad esse si evolve? Non ho una risposta certa, ma non possiamo negare che tutte le battaglie sociali degli ultimi decenni sono state anche battaglie di linguaggio: basti pensare al passaggio da “minorato” ad “handicappato” prima e “disabile” poi. O da “negro” a “nero”.
    Ora il tema coinvolge anche il carcere. “Redattore Sociale” ha dato ampio spazio ad una direttiva emanata il 30 marzo scorso dal capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, che contiene un elenco di termini da abbandonare per sostituirli con altri più corretti.

  • Carcere. Cosa cambia se invece di 'cella' si dice 'camera'

    Le parole nascono dalla vita e per questo si evolvono, perché la vita cambia continuamente. Vale anche il percorso inverso – le parole cambiano la vita, che anche grazie ad esse si evolve? Non ho una risposta certa, ma non possiamo negare che tutte le battaglie sociali degli ultimi decenni sono state anche battaglie di linguaggio: basti pensare al passaggio da “minorato” ad “handicappato” prima e “disabile” poi. O da “negro” a “nero”.
    Ora il tema coinvolge anche il carcere. “Redattore Sociale” ha dato ampio spazio ad una direttiva emanata il 30 marzo scorso dal capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, che contiene un elenco di termini da abbandonare per sostituirli con altri più corretti.

  • Giornalisti, quale rapporto tra le generazioni? / 6

    Ripensiamoci. Ripensiamo la scuola e l’università, la politica, l’economia, l’informazione. Ripensiamo la nostra relazione con la natura e con l’ambiente. Ripensiamo le dimensioni nazionale e sovranazionale... Ripensiamo il rapporto tra religioni e fedi, come tra uomini e donne di diverse religioni e fedi... Ri-pensiamo le nostre organizzazioni associative, sindacali, professionali...

  • Il buon giornalismo è una questione anche di 'parole' e di 'linguaggio'

    Proponiamo un nuovo tema per le nostra rubrica “IDEE” e stavolta parliamo del nostro linguaggio di giornalisti. L’occasione ce la offre un contributo interessante della nostra Paola Springhetti, che potete leggere anche cliccando nella home page su “IDEE”), sui termini che d’ora in poi dovranno essere utilizzati dal personale delle carceri per definire gli addetti alle diverse mansioni. E’ solo un esempio, certamente, ma è estremamente significativo.

  • Il coraggio di Sara e la responsabilità del racconto della nostra pasqua

    #storiedipasqua 1 - Sara è una ragazza di Codogno. Il papà, colpito da un ictus, è semiparalizzato. La mamma è malata di tumore. La vita ha portato Sara a Fano, dove ha trovato impiego in un’azienda importante. Non ha neanche terminato il trasloco, la casa è piena di scatolini ancora da liberare. La pandemia l’ha bloccata, impedendole di fare quello che prima le era concesso: la pendolare Fano-Codogno per assistere i genitori, assicurare loro il conforto che solo una figlia può offrire.

  • Il coraggio di Sara e la responsabilità del racconto della nostra pasqua

    #storiedipasqua 1 - Sara è una ragazza di Codogno. Il papà, colpito da un ictus, è semiparalizzato. La mamma è malata di tumore. La vita ha portato Sara a Fano, dove ha trovato impiego in un’azienda importante. Non ha neanche terminato il trasloco, la casa è piena di scatolini ancora da liberare. La pandemia l’ha bloccata, impedendole di fare quello che prima le era concesso: la pendolare Fano-Codogno per assistere i genitori, assicurare loro il conforto che solo una figlia può offrire.

  • Il giornalismo che serve (a)i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • Il giornalismo che serve (a)i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • Il giornalismo per i cittadini - #Ripensiamoci / 9

    Un periodo difficile, un’emergenza complessa da affrontare e, purtroppo, ancora da superare: la chiusura forzata delle attività, la necessità di limitare quanto possibile incontri, contatti e spostamenti ha costretto gran parte dell’Umanità a ripensare al proprio ruolo sulla Terra, a ridimensionare quella sensazione di “invincibilità”, di “invulnerabilità” che il progresso tecnologico e scientifico hanno insinuato. La pandemia ha ricordato ad ognuno la naturale fragilità della condizione umana.

  • Il ruolo dei giornalisti nella quarta fase della pandemia

    (#restart-10) Restart: questo denominatore comune su cui siamo chiamati a riflettere come giornalisti Ucsi è applicabile oggi più che mai a tanti contesti. La “ripartenza” dopo la pandemia, la tanto invocata ripresa delle attività, della socialità, del turismo, dell’anno scolastico, dello sport... quante volte abbiamo ascoltato o letto espressioni analoghe nei tg, sui giornali, sul web.