messaggio comunicazioni sociali

  • I giovani in dialogo sul messaggio del Papa / 1

    Lunedì scorso, all’indomani della pubblicazione del messaggio di papa Francesco ai giornalisti, abbiamo coinvolto i “nostri giovani”. Ne è venuto fuori un bel dialogo, nel quale i protagonisti sono stati solo loro, i giovani giornalisti. E noi, i “senior”, siamo rimasti in ascolto. Alla fine abbiamo chiesto anche di scrivere qualche riga per il sito, perché la condivisione dei loro pensieri sia ancora più ampi. Oggi le pubblichiamo, in due articoli distinti (questo e quello a fianco). Buona lettura! (ar)

  • I giovani in dialogo sul messaggio del Papa / 2

    Pubblichiamo altri quattro contributi dei giovani giornalisti che hanno partecipato al confronto sul messaggio del Papa per la giornata delle comunicazioni sociali.

  • I tre appelli di Papa Francesco ai giornalisti

    Puntuale come da 55 anni a questa parte, il messaggio di papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali, che si celebra a maggio, è arrivato in tempo per questo 24 gennaio, festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e domenica della Parola, giunta alla sua seconda edizione.

  • Messaggio del Papa per le Comunicazioni Sociali: la riflessione di Vania De Luca

    Anche la nostra presidente Vania De Luca ha dato il suo contributo alla riflessione promossa dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

  • Tornano le 'Giornate Salesiane di Comunicazione' (27 e 28 aprile)

    Il 27 e il 28 aprile torna l’appuntamento con le Giornate salesiane di comunicazione. All’Università pontificia salesiana di Roma si terranno incontri e conferenze, ispirate dal Messaggio del Papa per la 52ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: “‘La verità vi farà liberi’ (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”.

  • Tutte le scarpe che ho consumato per andare, vedere e condividere. In ogni parte del mondo

    Vieni e vedi”, mi ha detto padre Modesto Todeschi, missionario saveriano. Ed io sono andato, con lui e con due colleghi, sulle colline attorno a Bujumbura, capitale del Burundi, in preda ad una guerra civile allora poco nota al mondo. Era il settembre del 1995 ed io ero giornalista freelance, animato da un desiderio irrefrenabile di spingere l’occhio oltre l’orizzonte e sospinto anche dal bisogno di lavorare.