Articoli
Spiritualita’, di Francesco Occhetta S.J.
Attraversare la Quaresima
Cari amici dell'Ucsi,
come ben sapete la Quaresima che deriva dal latino quadragesima e significa quaranta è il periodo dell'Anno Liturgico che è iniziato il Mercoledì delle Ceneri (9 marzo) e termina con il Sabato Santo (23 aprile). Si tratta di un tempo lungo, alcuni lo percepiscono come un obbligo, altri lo vivono per abitudine, addirittura l'uomo contemporaneo tende a ridicolizzarlo.
Viverlo, invece, significa fare almeno tre esperienze: 1) ritrovare se stessi, 2) vivere sulla propria pelle l'esperienza delle tentazioni sperimentate dal Signore, 3) imparare un nuovo modo di vivere in società.1) Anzitutto il tempo di deserto, che per la Scrittura è il luogo del silenzio e dell'ascolto, ci permette di chiederci "come sto", "dove sono" e "come sto vivendo" il mio rapporto di amicizia e d'amore con il Signore. È dunque il tempo della sincerità con sé stessi per mettere a parola i pesi che stano bloccando il mio cammino e presentarli a Dio con fiducia e senza paura. Un mistico ripeteva spesso: "nel cammino della vita le cose utili servono, quelle inutili pesano". Il tempo di Quaresima ci chiede di eliminare le cose inutili per camminare più leggeri e sereni.
2) Il brano delle tentazioni del Vangelo di Matteo 4, 1-11 ci insegna come attraversare le tentazione che viviamo. Se lo leggerete e lo farete diventare la vostra preghiera in questi giorni, noterete che le tre tentazioni sono rinchiuse dal primo versetto "il Signore fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo" e "allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinavano e lo servivano". Cosa significa per noi? Sapere anzitutto che chi vuol vivere con il Signore "è portato dallo Spirito nel deserto" Poi viene tentato dal divisore che troppo spesso regna nel nostro cuore a cadere sul possedere le cose (1° tentazione), sull'apparire e diventare famosi (2° tentazione) e sull'avere (3° tentazione). Quanti le attraversano imitando il Signore, vedranno con occhi nuovi la vita di Dio che è al di là della barriera che le tentazioni ci impediscono di vedere. Per questo a Scrittura parla di angeli che partecipano alla vita di Dio. Dunque c'è un inizio, un cammino da fare e una tappa di arrivo che siamo chiamati a percorrere.
3) La Chiesa, nella sua sapienza ci ricorda che c'è un modo di vivere questo cammino attraverso l'elemosina (Mt 6,1-6), la preghiera (Mt 6,5-15) ed il digiuno (Mt 6,16-18). Erano le tre opere di pietà dei giudei.
Elemosina che rimanda al significato della compassione non è solo un fare le offerte ai poveri, alle missioni, atti buoni, ma richiama anche all'essere compassionevoli e donare un po' di sé agli altri. Una precisazione. L'elemosina non deroga o supplisce la giustizia (dare qualche soldino per mettersi il cuore in pace dalle malefatte), ma come ricordava san Alberto Hurtado, inizia dove la giustizia si è adempiuta.
Il Digiuno, quello del Mercoledì delle Ceneri e del Venerdì Santo, è un modo per entrare in ascolto del proprio corpo e sentire che noi dipendiamo da un dono che il Creatore ci continua a fare. Si tratta di una duplice esperienza: sapere che dipendiamo da un dono e condividere con coloro che non hanno cibo sufficiente l'esperienza terribile della fame. Nel Vangelo il Signore raccomanda a quanti digiunano di farlo spargendosi profumo sulla tua testa e lavandosi il viso, in modo che lo sappia solo il Padre tuo che è nei cieli.
S. Agostino diceva che digiuno ed elemosina sono le due ali della preghiera. L'orazione della Quaresima ci permette di ritornare a parlare con Dio. E farlo con serenità, Newman aveva un motto: "cor ad cor loquitur", parlare cuore a cuore. Si tratta una relazione così potente che il Vangelo ci ricorda: "Entra nella tua camera, chiudi la porta e prega, il Padre tuo, che vede nel segreto ti ricompenserà" (Mt 6,6).
La comunità cristiana è chiamata a ripartire da qui per ricostruire la nostra società civile. Dare l'esempio attraverso l'elemosina, il digiuno e l'orazione. Si tratta di pratiche contagianti, che valgono più di mille prediche o pratiche religiose. Anche noi, come Associazione siamo chiamai a dare questa testimonianza. Aiuterà molti a riprendere fiducia nella vita di Dio e a trovare un senso profondo su come spendere l'esistenza.
