Quotidiano online - Lunedi, 20 maggio 2013
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RAI: FNSI(SIDDI), E’ ILLOGICA LA SCELTA DI TAGLIARE RISORSE AI TG. L’ESECUTIVO USIGRAI PROCLAMA LO SCIOPERO

RaiTg"Appare sconcertante l'illogica scelta della Rai di tagliare le risorse ai telegiornali procedendo peggio che qualsiasi impresa che abbia scopi commerciali o finanziari". È il commento del segretario generale Fnsi Franco Siddi alle misure contenute nel nuovo piano di tagli illustrato ieri in cda. Per Siddi si tratta di "tagli di risorse per fare massa, con l'aggravante della discriminazione e del mancato confronto con le componenti sociali dell'azienda". Quando si parla di tg, e quindi di informazione, "non c'é solo una buona prassi sindacale da rispettare (quella dei piani editoriali da elaborare e confrontare con i sindacati) ma anche la considerazione dell'incidenza dell'intervento sotto diversi aspetti, da quello politico-culturale a quello ideale".Ricordando le riduzioni proposte ("800 mila euro al Tg3; 300 mila a RaiNews; 300 mila al Tg2 e 200 mila al Tg1"), Siddi sottolinea l'elemento discriminatorio che "emerge proprio da una scelta che è impossibile considerare solo tecnica ragioneristica". Una scelta che dà adito "all'ennesima operazione di restringimento degli spazi di pluralismo e di completezza e che dà l'idea di punizione ingiustificabile". Siddi parla dunque di "una circostanza veramente grave e indecente", che si accoppia a una "pessima prova di comunicazione di un'azienda di servizio pubblico, che dovrebbe saper rendere chiare le sue scelte perlomeno con eleganza".
L'ESECUTIVO USIGRAI PROCLAMA LO SCIOPERO
Noi continuiamo a pensare che il toro si debba affrontare per le corna. E' evidente che tentare di neutralizzare in parte gli effetti perversi della Gasparri con una riforma dello Statuto Rai, come leggiamo oggi da scarne anticipazioni di stampa, sia meglio che subire passivamente la dannosa legge in vigore. Monti dica chiaramente e senza ulteriore indugio, come intende intervenire sullo Statuto se questa e' la sua scelta. I consiglieri "depotenziati" si rivelerebbero ancor di più' a tutto tondo pletorici. Ci si chiede se in una stagione di tagli la Rai se lo possa permettere. In ogni caso rimarrebbe irrisolto il nodo evidenziato dal consiglio d'Europa: i servizi pubblici devono essere indipendenti dai governi di turno. Neanche quello Monti può fare eccezione e scegliere liberamente chi debba effettivamente comandare in viale Mazzini, altrimenti pure l'attuale premier vulnererebbe l'indipendenza della Rai. Un passo avanti ci sarebbe solo se si trovasse anche un metodo trasparente e basato oggettivamente su ciascun curriculum. Il tutto in tempi rapidissimi, perché la prorogatio è nefasta. Ci stiamo confrontando con un gruppo dirigente, che un po' continua a governare con tagli indiscriminati delle sedi di corrispondenza e ai budget delle testate, un po' non è in grado di farlo, tanto da tenere bloccati i piani editoriali di Tg1 e Tgr. Per non parlare della radio che da anni è senza un sistema di rilevazione degli ascolti e naviga alla cieca, o del progetto dello sport, già contestato dalla redazione con uno sciopero e del processo di digitalizzazione al palo da anni. Per questo l'esecutivo Usigrai all'unanimità ha votato l'avvio della procedura di sciopero, anche sulla base del mandato ricevuto dall'ultima assemblea nazionale dei comitati di redazione. (ANSA,FNSI)
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