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Venerdì 29 Gennaio 2010 09:34 |
"Nella grave crisi educativa", prima "delle libertà di mercato" vanno "difesi la libertà e il diritto di essere giustamente tutelati da messaggi culturali e valoriali palesemente negativi, che aggrediscono la dignità e lo sviluppo armonico delle persone, in particolare i più piccoli". Così Maria Grazia Colombo, presidente nazionale Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) che in qualità di associazione di famiglie ha partecipato alle audizioni presso il Senato e la Camera sul riordino del sistema televisivo (27-28 gennaio). L'Agesc, si legge in una nota, "condivide lo schema di decreto legislativo che intende attuare la direttiva del Parlamento Europeo in merito alle attività televisive" allo scopo di adottare "maggiori garanzie in particolare per i minori recependo la norma europea che detta come le trasmissioni televisive non abbiano a contenere programmi" nocivi per il loro "sviluppo fisico, mentale o morale", ossia contenenti "scene pornografiche o di violenza gratuita". L'Agesc chiede inoltre che vengano inseriti nella normativa anche le trasmissioni analogiche e radiofoniche e i programmi su internet, e "considera necessario che i divieti di orario inerenti programmi doverosamente segnalati - vietati ai minori" o comunque per loro nocivi, "debbano essere applicati durante l'intera giornata, e cioè dalle 7 alle 23". (Sir)
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