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EDITORIA, PELUFFO: CON DL PIÙ TRASPARENZA A EROGAZIONE CONTRIBUTI. CI OCCUPEREMO DELLE AGENZIE DI STAMPA NELL’AMBITO DEL DL DELEGA
Il decreto legge sull'editoria è necessario "per dare trasparenza al meccanismo di erogazione dei contributi che si stanno riducendo nella misura in cui tutto il Paese è chiamato allo sforzo impegnativo di risanamento del bilancio pubblico". Lo spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l'Editoria, Paolo Peluffo, conversando con i cronisti a Palazzo Madama dove giovedì in Aula arriva il provvedimento. "Quei pochi soldi - sottolinea Peluffo - devono essere assegnati con certezza per giornali effettivamente venduti, veri, che impiegano giornalisti e sono basati sulla reale produzione dell'opera della conoscenza e dell'ingegno". Queste linee guida, rileva il sottosegretario, "portano a una semplificazione estrema dei contributi e incentivano il passaggio alla tecnologia digitale. Insomma, nel momento in cui si irrigidiscono i criteri d'accesso al fondo per l'editoria, le imprese che non assolvono a tutti questi criteri avranno comunque la possibilità di continuare ad avere una parte del contributo". Tra gli altri punti del decreto Peluffo risalta anche "il miglioramento del sistema distributivo con l'informatizzazione delle edicole". Il provvedimento, ribadisce il sottosegretario, "non può aumentare le risorse. Ma il riparto viene utilizzato tra le imprese per fare politica industriale e cioè creare delle aziende più sane che siano in grado di sostenere il mercato in questa difficile transizione".Per quanto riguarda le agenzie di stampa, "ce ne occuperemo nell'ambito del disegno di legge delega" dichiara Peluffo che spiega: "Il decreto legge è stato possibile perché si è vista la necessità di intervenire sui bilanci in via di formazione di imprese che avevano dei diritti soggettivi, cioè dei diritti a partecipare a un riparto già esistente. Visto che invece le agenzie di stampa hanno un rapporto con lo Stato di fornitura di servizi, non rientravano nella fattispecie". Sottolinea il sottosegretario: "Con il dl si può intervenire soltanto con necessità d'urgenza e se non intervenivamo si creava una discrasia enorme tra le somme che lo Stato ha disposizione e le legittime aspettative di imprese che potevano fare i bilanci su una base che in realtà si riferiva a un quadro economico più roseo di quello che è realmente. C'era insomma l'urgenza di ridurre le forbice tra le aspettative delle imprese e ciò che hanno delle risorse presenti in bilancio". Le agenzie di stampa, invece, ricorda Peluffo, "forniscono dei beni e servizi necessari allo Stato e quindi si tratta di ragionare come avviene la valutazione dei bisogni informativi da parte delle amministrazioni dello Stato e come vengono acquistati questi servizi sulla base di ciò che viene offerto. E' una materia diversa, insomma, che non si prestava al decreto legge". Nel caso il disegno di legge delega, che è in attesa di essere incardinato alla Camera, non venisse approvato in tempo, "varrebbe la norma già approvata dal decreto 'Salva Italia' (art.29) per cui ogni contributo diretto all'editoria cessa nel 2014 - sottolinea Peluffo -. Per cui ritengo che sia interesse di chi ha a cuore lo sviluppo dell'editoria e tiene conto dell'enorme innovazione portata dal digitale, che questa legge delega venga discussa e approvata perché in sua assenza varrebbe un decreto che farebbe cessare i contributi diretti nel 2014". (ILVELINO)
