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UCSI TOSCANA:SOLIDARIETA’ A GIORNALISTE DE“LA NAZIONE”: BASTA CON LA “CACCIA” AI CRONISTI! SOSTEGNO ALLE COLLEGHE ANCHE DEL PRESIDENTE DELL’UNIONE MELODIA. DOCUMENTO DEL CDR DE LA NAZIONE
"L'Ucsi Toscana, l'associazione dei giornalisti cattolici, esprime vicinanza e solidarietà alle colleghe aggredite a Poggio a Caiano e denuncia l'ennesimo ingiustificato e violento attacco a chi semplicemente svolge il proprio delicato lavoro, quello di informare la cittadinanza anche in situazioni così difficili. E' tempo che finiscano le aggressioni ai giornalisti (purtroppo sempre più frequenti), che siano messe in atto azioni di prevenzione e sorveglianza da parte anche delle forze dell'ordine e che, quando eventualmente si verifichino certi episodi, essi siano severamente puniti. L'umana comprensione per un dramma umano (come questo) non può certo legittimare o "scusare" quanto è accaduto venerdì. E neppure possono valere come giustificazione, ogni volta, le eventuali scorrettezze professionali di altri giornalisti, abusi che peraltro non sono stati compiuti certo dalle due vittime dell'aggressione."Dal canto suo il presidente dell'Ucsi, Andrea melodia ha espresso la solidarieta' dell'unione alle colleghe aggredite e le ha invitate a continuare nel loro lavoro con il consueto rispetto delle persone.
DOCUMENTO CDR NAZIONE, SOLIDARIETA' A COLLEGHE AGGREDITE
"Il CdR de La Nazione esprime la propria vicinanza e solidarietà alle colleghe Sara Bessi e Maria Serena Quercioli, vittime, questa mattina, di un'aggressione subita mentre stavano svolgendo il loro lavoro di croniste davanti alle cappelle mortuarie della Misericordia di Poggio a Caiano, dove si attendeva l'arrivo della salma del piccolo Franco, il bambino deceduto per disidratazione durante una gita parrocchiale". Lo scrive il Cdr de La Nazione in una nota. "Entrambe, refertate al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 3 e 5 giorni, e la collega Sara Bessi ha anche subito il danneggiamento del telefonino, strappatole di mano dalla madre del bambino, che poi ha inveito contro le due croniste". Pur comprendendo "il lacerante dolore e la prostrazione dei familiari del bambino deceduto, il CdR de La Nazione condanna l'increscioso episodio, e ribadisce come le colleghe Bessi e Quercioli stessero semplicemente cercando di esercitare il diritto di cronaca, tanto più evidente nel giorno in cui proprio i familiari del piccolo Franco, in aperta polemica con la parrocchia di Poggio a Caiano, avevano appeso uno striscione con la scritta 'Quinto comandamento, non uccidere' dal balcone della camera del figlio che si affaccia proprio sulla chiesa della frazione di Prato". Il Cdr rimane quindi a disposizione delle colleghe Bessi e Quercioli "per qualsiasi azione di tutela esse intendano intraprendere, a difesa della loro professionalità, della dignità e dei valori di cui il quotidiano La Nazione è da sempre testimone e nell'interesse del diritto di informazione; nella speranza che episodi come questo non debbano mai più verificarsi". (UCSI TOSCANA, UCSI NAZIONALE, LA NAZIONE)
