Quotidiano online - Domenica, 19 maggio 2013
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OSSERVATORIO RAI: PRONTO ACCORDO PDL-LEGA. VIGILANZA PUO’ VOTARE CDA

RAI_LUGLIO_VIGNETTASergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, invita a fare presto: ''E' il momento di compiere una atto di responsabilita'''. Alle 20 del 3 luglio e' convocato il seggio elettorale della commissione, che deve eleggere i 7 componenti di nomina parlamentare del nuovo Cda del servizio pubblico, da affiancare ad Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, presidente e direttore generale indicati dal governo. La prima ha inoltre bisogno di ricevere un voto di gradimento da parte dei membri della Vigilanza.
Quindi, se ci sara' una fumata bianca, subito dopo - come vuole una legge, secondo molti, farraginosa - verra' convocato un altro seggio elettorale nei prossimi giorni nel quale per saggiare il consenso su Tarantola, che dovra' ottenere almeno i due terzi dei voti a disposizione. Il problema non esiste su Gubitosi, che non dovendo far parte del Cda, non ha necessita' di un voto di gradimento da parte della Vigilanza. Non deve essere votato neppure Marco Pinto, indicato dal Ministero del Tesoro come azionista della Rai.
Mercoledi' scorso l'assenza dei parlamentari di Pdl e Lega Nord aveva fatto mancare il numero legale di 21 commissari necessario per eleggere il Cda (la Vigilanza e' composta da 40 parlamentari, 20 senatori e 20 deputati). Si erano presentati i soli parlamentari di Pd, Udc, Fli e Api (16 in tutto), denunciando l'atteggiamento di chi, assente, non ha voluto assicurare la governance della Rai che verserebbe in acque burrascose per quanto riguarda deficit, indici di ascolto e raccolta pubblicitaria.
Difficile, prevedere se si raggiungera' o meno il quorum. ''E' difficile prevederlo - dichiara Flavia Perina, Fli, all'Asca - perche' tutto dipende da Pdl e Lega Nord. Io non votero' il candidato dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis''. Il problema e' infatti quello di verificare se la Lega Nord, fresca di Congresso con la segreteria di Roberto Maroni, si rimangera' l'indicazione della scheda bianca per i propri 3 rappresentanti in Vigilanza come annunciato solennemente in una conferenza stampa a Montecitorio da Davide Caparini, capogruppo del Carroccio in Vigilanza, tra i firmatari di una proposta di legge che prevede la privatizzazione della Rai. Forse come auspicio di un negoziato tra Pdl e Lega Nord, e' stata infatti nei giorni scorsi fatta circolare una lista, frutto di un potenziale accordo, che ruoterebbe su questi nomi: Antonio Verro (ex deputato Pdl, gia' nel Cda Rai ora venuto a scadenza), Antonio Pilati (ex commissario dell'authority Agcom in quota centrodestra), Enrico Pazzali (amministratore delegato dell'ente Fiera di Milano Spa), Enzo Iacopino (presidente in carica dell'Ordine dei giornalisti, che sarebbe sponsorizzato dagli ex An sponda Pdl).
In teoria, per ribaltare il risultato di quattro componenti assegnati al centrodestra, dovrebbe esserci un accordo tra Flavia Perina, Luciano Sardelli (Gruppo misto), Riccardo Milana (Api) e Giovanni Mottola (Popolo e territorio) sullo stesso nome di un probabile candidato.
Basterebbe anche un accordo tra Perina, Sardelli, un esponente del Pd e i due parlamentari dell'Idv in Vigilanza, che pero' continuano a dire di non voler partecipare a un voto lottizzato.
Il Pd non ha invece dubbi. Votera' i nomi di Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, che sono stati indicati al segretario Pier Luigi Bersani dalle associazioni a cui era stata demandata la scelta (unica eccezione Marco Beltrandi, radicale eletto nelle liste del Pd, che conferma all'Asca la sua intenzione di non partecipare al voto per la mancata trasparenza delle scelte che verranno fatte).
Nel gioco del pallottoliere, per fare delle proiezioni su possibili nomi di area politica da eleggere, ci si puo' esercitare tenendo conto della composizione della Vigilanza e di possibili alleanze trasversali tra rappresentanti di piccoli partiti. I commissari sono cosi' suddivisi: 16 Pdl, 3 Lega Nord, 1 di Popolo e territorio, 3 Udc, 1 Fli, 1 Api, 1 Gruppo misto, 2 Idv, 12 Pd. Vengono eletti consiglieri del Cda i primi 7 nomi piu' votati, si puo' essere eletti anche con un solo voto. Degli oltre 300 curricula giunti in Vigilanza, che dovevano essere l'innovazione metodologica dell'iter di elezione del nuovo Cda, non se ne sa piu' nulla. (ASCA)
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