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MOVIMENTI:MEETING DI RIMINI. IL PAPA: L’UOMO ACCETTI DI ESSERE CREATURA DI DIO. IL PRESIDENTE MONTI.VEDO L’USCITA DALLA CRISI
Al via alla Fiera di Rimini la XXXIII edizione del Meeting per l'Amicizia fra i popoli. Il tema di quest'anno - La natura dell'uomo è rapporto con l'Infinito - è al centro del messaggio autografo inviato da Benedetto XVI a mons. Francesco Lambiasi, vescovo della cittadina romagnola. Messaggio anche del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che sottolinea come sia necessario individuare modelli di sviluppo e parametri nuovi di benessere attenti ai principi di equità e solidarietà. Al Meeting è intervenuto il premier Mario Monti. PAPA."Parlare dell'uomo e del suo anelito all'infinito - ha scritto il Papa nel messaggio inviato a mons. Francesco Lambiasi vescovo di Rimini - significa innanzitutto riconoscere il suo rapporto costitutivo con il Creatore. L'uomo è una creatura di Dio". Eppure, ha proseguito Benedetto XVI, "oggi questa parola - creatura - sembra quasi passata di moda: si preferisce pensare all'uomo come essere compiuto in se stesso e artefice del proprio destino". Ma nonostante l'uomo tenti di sottrarsi a questo rapporto costitutivo con Dio, il suo cuore va comunque a caccia dell'infinito, seppure in direzioni sbagliate: "Inizia una ricerca affannosa e sterile di falsi infiniti - spiega il Santo Padre - che possano soddisfare almeno per un momento", ma che conducono a mete pericolose", come - ammonisce il Papa - "alla droga, alla sessualità vissuta in modo disordinato, al successo ad ogni costo e persino a forme ingannatrici di religiosità". "Per ritrovare veramente se stesso e la propria identità - ha raccomandato ancora Benedetto XVI - l'uomo deve ritornare a riconoscersi creatura, dipendente da Dio. Al riconoscimento di questa dipendenza - che nel profondo è la gioiosa scoperta di essere figli di Dio - è legata la possibilità di una vita veramente libera e piena". Ad aprire ufficialmente questa prima giornata di Meeting, la Messa celebrata dal vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi.
MONTI. Parlando ad una platea composta soprattutto da giovani, Mario Monti guarda alla crisi mondiale con un pizzico di fiducia per il futuro: "Un anno fa - ha detto - la cisi era peggiore di oggi ma non ce ne rendevamo conto. Ora vedo uno spiraglio in fondo al tunnel". Motore di questa speranza, ha spiegato il premier, sono i giovani, per i quali il governo si sta impegnando in modo particolare "migliorando università, ricerca, scuola e mondo del lavoro". Al centro del discorso del premier anche i rapporti con l'Europa. In sostanza, Monti ha ribadito che la casa comune europea deve essere sostenuta e consolidata grazie a governi che sappiano mettere in pratica politiche economiche e sociali responsabili e lungimiranti: "Sarebbe una iattura- ha messo in guardia Monti- se l'euro, per nostra colpa, divenisse fattore di disgregazione". Applausi a scena aperta, il professore li ha incassati quando ha parlato di lotta all'evasione e del suo desiderio di consigliare alla Rai di non usare, nei servizi giornalistici dedicati agli evasori, il termine di ‘furbetti'. "Perché- ha chiosato il premier- non si possono trasmettere neppure in modo subliminale disvalori che distruggano la società italiana".(RADIOVATICANA)
