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Venerdì 17 Luglio 2009 08:31

I rapporti Censis Ucsi sulla comunicazione, Edizioni Franco Angeli

I° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia


2002 - pp. 163 - € 17,50

Offerta di Informazione e uso dei media nelle famiglie italiane

Questo rapporto nasce con due obbiettivi di fondo: uno strumento di lavoro che metta a disposizione, di quanti operano nel settore, dati, indicazioni di tendenza, riflessioni sull'evoluzione generale della comunicazione nella società italiana, che consentano di avere un quadro complessivo di riferimento della situazione; e, in secondo luogo, costituire un appuntamento annuale in cui discutere confrontandosi sulle linee di base e sulla previsione degli scenari successivi.
Le ragioni di questi due obbiettivi sono maturate, innanzi tutto, dalla crescente consapevolezza che mai come in questi anni, tutto il modo della comunicazione sia sottoposto ad una tale spinta all'innovazione e ad un tale stravolgimento dei suoi riferimenti tradizionali ( culturali e di mercato), che la senzazione più diffusa, fra gli addetti ai lavori, è un certo smarrimento, nella costante sollecitazione a trovar la rotta giusta di navigazione in un mare ogni giorno cangiante di stimoli e sponde verso cui dirigersi con responsabilità.
In collaborazione con: Mediaset; Mondadori; Omnitel-Vodafone; Ordine dei Giornalisti; Rai; Rcs; Telecom Italia; Upa.
II° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2003 - pp 266 - € 22.00

Le diete mediatiche per gruppi e tribù


Con questo Secondo Rapporto sulla comunicazione prosegue il monitoraggio, iniziato lo scorso anno, della diffusione e delle modalità d'impiego dei più importanti media in Italia.
La grande quantità di dati raccolti - interpretati in modo sistematico nel presente volume - offre un quadro mirato e ponderato delle principali tendenze che caratterizzano l'uso dei media nel nostro paese.
Questo ruolo di barometro dei rapporti degli italiani con i media costituisce una delle funzioni fondamentali di cui si vuole continuare a render conto nei prossimi anni, e che si trova nei capitoli centrali.
Intorno a questa che si può definire la struttura portante del Rapporto, vi sono due capitoli frutto delle riflessioni condotte su alcuni dei temi di maggior rilievo emersi lo scorso anno e che sono stati approfonditi in indagini specifiche, con l'intenzione di esplorare territori meno conosciuti del mondo dei media. Ossia, il capitolo del Rapporto dedicato ai giovani che stanno cominciando a frequentare le scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine Nazionale, nel quale si cerca di capire meglio qual è il profilo, non solo professionale, dei futuri giornalisti. E il capitolo in cui è stata delineata l'effettiva dieta mediatica degli italiani, con cui si apre il Rapporto.
Infine, quest'anno, le analisi congiunturali si chiudono con una postfazione di riflessione approfondita sui temi oggetto del Rapporto.

III° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2004 - pp. 223

Giovani & Media

La terza edizione del Rapporto sulla Comunicazione in Italia è dedicata quasi interamente allo studio della relazione privilegiata che i giovani hanno con i media, sia sul piano quantitativo, i giovani infatti sono dei grandi consumatori di media, sia sul piano qualitativo, dato che il loro rapporto con essi è peculiarmente diverso rispetto agli adulti: più emozionale che razionale, più relazionale che individuale, e pertanto, nella maggior parte dei casi, più creativo di quanto riescano a fare gli adulti. Per tale ragione, quest'anno la ricerca è stata svolta non solo con metodi quantitativi d'indagine ma anche con una propedeutica analisi qualitativa mirata a scandagliare il rapporto giovani-media.
Nella seconda parte del Rapporto, si è proseguito l'approfondimento, avviato già gli scorsi anni, sulla professione giornalistica; in particolare vengono riportati i risultati di una ricerca sulle modalità del praticantato giornalistico da cui se ne possono trarre alcuni profili prevalenti. Chiude il volume un breve saggio storico sull'evoluzione dei sistemi di informazione e comunicazione in Italia.
IV° rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

VI° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2005 - pp. 247

I Media che vorrei

La quarta edizione del Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia è dedicata alle aspettative del pubblico nei confronti dei diversi media, e si pone l'obiettivo di capire cosa vogliono gli spettatori, i lettori, gli utenti, quando si avvicinano a un mezzo di comunicazione; quello che vi trovano, ma anche quello che gli piacerebbe trovarvi e ancora non c'è.
In sostanza gli italiani sembrano ritagliarsi da soli i media che preferiscono, contrapponendo ad un'offerta di contenuti di massa, una capacità di scelta fortemente individuale.
Un capitolo specifico è stato dedicato all'universo degli anziani rispetto alla fruizione dei media, anche per completare la grande attenzione dedicata lo scorso anno al mondo giovanile.
In merito all'utilizzo dei media più evoluti, ossia internet e cellulare, è stata realizzata un'analisi mirata per approfondire le ragioni del loro uso o non uso; ed è stato possibile delineare cinque tipologie prevalenti di utenti e non utenti.
Alla consueta indagine quantitativa è stata affiancata quest'anno anche un'analisi "testuale" che ha consentito di radiografare le migliaia di parole utilizzate dal campione intervistato, come libera opinione espressa su ciascun media.
Nella seconda parte del volume, infine, vengono riportati i risultati di una ricerca sull'autonomia professionale dei giornalisti italiani, condotta su un campione rappresentativo di redattori nelle principali testate.

V° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2006 - pp. 302

Cinque anni di evoluzione e rivoluzione nell'uso dei media

La quinta edizione del Rapporto sulla comunicazione è incentrata sul bilancio dei cinque anni di analisi sull'uso dei media in Italia. Per ciascun mezzo studiato in questi anni (televisione, radio, libri, quotidiani, settimanali, mensili, internet e cellulari) è stato possibile tracciare la dinamica evolutiva nel quinquennio 2001-2005. Viene registrata la grande ondata digitale che ha investito sia i media, intesi come tecnologie, sia le persone orientate a farli entrare nella gestione della vita personale e nel proprio panorama mentale. I media cartacei (giornali, periodici e libri) non vengono travolti da tale ondata, né scompaiono né si contraggono più di tanto, semmai proseguono la propria deriva di cambiamento, colorandosi, rimpicciolendosi ed altro ancora, rispondendo agli stimoli evolutivi dirompenti dettati dalla digitalizzazione. Un'ondata digitale che ha investito anche la stratificazione degli italiani in base alla capacità di accesso ai diversi media, producendo in questi ultimi cinque anni delle modificazioni molto interessanti.
Si è contratta infatti la quota della popolazione mono-mediale (utenti quasi unicamente di televisione) a favore della popolazione multi-mediale (utenti di più media). Anche se, rispetto al mondo digitale, è ancora la maggioranza degli italiani a restarne fuori, nonostante il considerevole sviluppo degli ultimi anni.

VI° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2007 - pp. 223

Le diete mediatiche degli italiani nello scenario europeo


La sesta edizione del Rapporto sulla comunicazione propone un confronto internazionale delle diete mediatiche degli italiani, ossia del numero e del tipo di media normalmente utilizzati, in particolare con quelle dei cittadini francesi, spagnoli, tedeschi e britannici. Nonostante il considerevole sviluppo che abbiamo registrato in Italia negli ultimi anni, attraverso le precedenti edizioni di questo Rapporto, nella comparazione con gli altri paesi il nostro appare più arretrato: ci sono ancora troppe persone che vedono solo la tv, ovvero soltanto quella tradizionale, siamo i più scarsi lettori di carta stampata (libri, quotidiani), e siamo gli ultimi nella diffusione dell'uso dell'internet.
Un secondo aspetto che caratterizza il presente Rapporto consiste in un'analisi originale sulla relazione fra bisogni individuali, scelta di determinati media e soddisfazione che se ne ricava; è la prima volta, infatti , che si studia il rapporto fra esigenze individuali, sul piano dell'informazione, dell'approfondimento, dell'intrattenimento, dell'orientamento negli acquisti, o nell'interesse per la musica, e capacità dei singoli media di soddisfare, in un certo grado, tali bisogni.
Anche in questa edizione del Rapporto, come nelle altre, un capitolo è dedicato alla condizione della professione giornalistica: quest'anno alla comparazione internazionale delle modalità di accesso alla professione, in linea con l'impostazione complessiva del presente volume.

VII° Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia

2008 - pp. 167

L'evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa

La settima edizione del Rapporto sulla comunicazione prosegue lo studio avviato lo scorso anno e basato sul confronto dell'uso dei media da parte della popolazione nei principali paesi europei, ossia Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna.
Quest'anno il Rapporto è dedicato soprattutto ai comportamenti giovanili, perché si è ritenuto utile confrontare la situazione attuale italiana con quella rilevata nel 2003, nell'ambito del Terzo Rapporto sulla comunicazione, incentrato appunto sullo studio delle diete mediatiche giovanili; e si è scelto di realizzare anche un confronto, al 2007, fra i comportamenti d'uso dei media nelle generazioni giovanili in ambito europeo.