Quotidiano online - Giovedi, 23 maggio 2013
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Ucsi news

Nella categoria "Formazione" sono pubblicate le notizie che riguardano l'editoria, corsi e master universitari, convegni e dibattiti sulla formazione alla comunicazione al giornalismo
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UCSI MARCHE: SEGRETARIA REGIONALE FRANCESCA CIPOLLONI DIRETTORE SETTIMANALE EMMAUS

0L'Ucsi Marche esprime la soddisfazione dei giornalisti cattolici marchigiani per la nomina della collega Francesca Cipolloni, segretaria regionale Ucsi, a direttore del settimanale maceratese Emmaus. Francesca subentra a don Luigi Taliani, che ha guidato la testata fin dalla sua nascita, nel 1986 e che ora sarà direttore responsabile sostituendo don Pietro Diletti. Francesca, 32 anni, di Recanati, era già capo-redattore ed è attualmente anche responsabile dell'Ufficio stampa della Diocesi di Macerata -Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia: è la seconda donna marchigiana ad assumere la direzione di una testata diocesana della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, dopo Beatrice Testadiferro di Jesi, direttore di Voce della Vallesina. Francesca ha anche un ruolo di rilievo all'interno della Fisc, la federazione nazionale dei periodici diocesani, dove, oltre ad essere consigliere nazionale, è segretaria e membro dell'esecutivo nazionale. L'Ucsi Marche ritiene questo passaggio di grande importanza nel firmamento informativo comunitario marchigiano, che vede responsabilità laiche sempre più diffuse nei periodici, nelle radio e nelle tv diocesane, a testimonianza di un lavoro, realizzato negli anni, per una maggiore professionalizzazione di questo mondo. (UCSI MARCHE)

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UCSI LAZIO: DIRITTI E LEGALITA’, INCONTRI NELLE SCUOLE A RONCIGLIONE

390363 4474505272218 29470192 nIn occasione del 21esimo anno dalla strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del1989 in cui morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta il 23 maggio 2013, alle ore 9,00 il Teatro "E. Petrolini" di Ronciglione (Viterbo) su iniziativa dell' Ucsi locale i ragazzi delle classi V della Scuola Primaria e delle II e III della Scuola Secondaria di Primo Grado dell'Istituto Comprensivo "M. Virgili"di Ronciglione, e poi, sempre lo stesso giorno, alle ore 11.30 presso l'Aula Magna provinciale i ragazzi dell'Istituto professionale, scientifico e classico dell'Istituto Colasanti di Civita Castellana incontreranno le giornaliste Luce Tommasi e Antonella Gaetani, in una manifestazione dal titolo:
Servizio pubblico: Diritti e Legalità
1. La missione del servizio pubblico sul sociale
2. Cosa si intende per diritti
3. L'esperienza della trasmissione Diritti, da cinque anni in onda su Rai News 24
4. Come si costruisce la puntata di una trasmissione televisiva
5. Come raccontare i fatti: deontologia ed etica (l'esperienza dell'Unione Stampa Cattolica Italiana).
A tal proposito si invia ai ragazzi uno spunto di riflessione che possa sollecitare le loro domande e le loro richieste, in vista del dibattito che avverrà durante la mattinata. "Il tessuto sociale, la dignità, i diritti sono fattori che interagiscono tra di loro.
Senza questi tre elementi non c'è agenda né sul fronte politico né nel servizio pubblico. Il sociale in una testata è qualcosa di più ampio rispetto al raccontare il mondo del diversità, di cui comunque fa parte. Deve essere uno spazio riconoscibile che racconti una realtà plurima. Questa è la base per una coscienza collettiva, che permetta di capire che la diversità è risorsa e non problema. Per affrontare questi temi è necessario un linguaggio non semplicistico né riduttivo, ma rispettoso e ricco. Da come si trattano le minoranze si misura la coscienza di un popolo e il suo livello di democrazia. Questo tema ingloba in sé tematiche più ampie, che riguardano la coscienza, e toccano i temi della corruzione, della tutela ambientale, e, per sintetizzare, della legalità in tutte le sue declinazioni. Senza una legalità vissuta e resa concreta dall'agire quotidiano una nazione rischia di soffocare, in tal senso il servizio pubblico svolge un ruolo primario nella formazione e nell'indirizzo dell'agire, del sentire e dell'azione". (UCSILAZIO)

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UCSI: CN APPROVA BILANCIO E RILANCIA L’AZIONE DELLE SEDI REGIONALI

consiglio ucsiIl bilancio consultivo 2012 e preventivo del 2013 approvati all'unanimità, la necessità del rilancio delle attivita' nelle sedi regionali dell'Unione, il punto sull'osservatorio di mediaetica e sull'alta scuola di formazione di Fiuggi sono, in sostanza, i punti principali della riunione del consiglio nazionale, presieduto da Andrea Melodia e che si e' tenuto a Roma nella sede di Via Aurelia.
La tesoriera Mariella Cossu nella relazione ai bilanci ha messo in evidenza, in particolare, che " la gestione dell'Ucsi risulta come sempre accorta e rigorosa ed ha ridotto al minimo indispensabile sia le spese di gestione della sede sia quelle per il funzionamento degli organismi dirigenti".
Il presidente dell'Ucsi, Andrea Melodia, ha illustrato l'attivita' del comitato di mediaetica e della scuola di formazione ed ha auspicato un ulteriore allargamento del numero dei partecipanti per la quarta edizione del prossimo anno.
Nel corso del dibattito e' emerso, infine, la necessita' di un incremento delle attivita' delle sedi regionali che dovranno essere sempre piu' collegate alle sollecitazioni che emergono sia dalle varie iniziative nazionali sia dalla rivista Desk che negli ultimi numeri si e' occupata di servizio pubblico e di informazione politica. (UCSI)

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UCSI: INFORMAZIONE RELIGIOSA SUI QUOTIDIANI. “SETTIMANA IDEALE”

governance-iorCi sono molti motivi per considerare quella appena trascorsa (11-17 maggio) una «settimana ideale» per l'informazione religiosa sui quotidiani italiani. Non mi era ancora capitato, infatti, da che conduco questo monitoraggio, di veder combinati insieme con tanto equilibrio un risultato così alto in termini quantitativi (225 titoli) e l'assenza di una «notizia religiosa» abbastanza forte da egemonizzare l'attenzione dei media. Questo, in sostanza, il risultato della settimana del monitoraggio dell'informazione religiosa sui quotidiani italiani curato da Guido Mocellin in collaborazione con Vino Nuovo e la Cei. Ecco, invece, che negli scorsi sette giorni sono stati ben 74 gli argomenti capaci di attrarre almeno un articolo (di solito sono da 40 a 50), e di questi addirittura 6 quelli che hanno catturato almeno dieci articoli. Tutti oggetti che appartengono al racconto ordinario dei media sulla fede in Italia. Eccoli, dal più «debole» al più «forte».
12 per le ipotesi di riforma della curia romana e segnatamente dello IOR (sulla cui attività si ipotizza la pubblicazione annuale, online, di un rapporto), e 16 per la decisione, sul fronte «Chiesa e pedofilia», del card. Keith Patrick O'Brien, «d'intesa con il santo padre», di lasciare la Scozia per una sorta di esilio spirituale. Sono i due aspetti – il denaro e il sesso – su cui più continuativamente l'opinione pubblica chiede conto alla Chiesa.
16 anche per il tema dell'edilizia di culto, riproposto dall'esigenza di intervenire sulle tante chiese danneggiate o distrutte dal terremoto emiliano di un anno fa, e dalla partecipazione della Santa Sede alla Biennale d'arte di Venezia.
17 per il dibattito sul matrimonio e sulle altre forme di legalizzazione delle unioni omosessuali e 21 per l'impegno pubblico della Chiesa contro la diffusione dell'aborto e per i diritti dell'embrione: ovvero l'adesione alla campagna europea «Uno di noi» e alla romana Marcia per la vita. Due cioè tra i più abituali luoghi di discussione tra la (bio)politica e le istituzioni religiose.
E infine 29 titoli per l'attività «ordinaria» di papa Francesco, che attira quotidianamente l'attenzione in particolare (ma non solo) in virtù degli appuntamenti omiletici a Casa Santa Marta. Tra i quali è molto piaciuto il richiamo a non essere «cristiani da salotto», e neppure malinconici, ovvero «con la faccia da peperoncini all'aceto». (VINO NUOVO, CEI, MOCELLIN)

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UCSI MESSINA: PRESENTAZIONE LIBRO SUL CONCILIO E COMUNICAZIONE DI MONS. VIGANO’

PARITO VIGANO E TAVILLAPer iniziativa dell' Ucsi Messina presso l'Istituto Teologico "S. Tommaso", Mons. Dario Edoardo Viganò ha presentato il libro Il Vaticano II e la Comunicazione. Una rinnovata storia tra Vangelo e società. In occasione del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, evento che ha segnato una svolta per la civiltà cattolica moderna, Mons. Viganò, Direttore del Centro Televisivo Vaticano, oltre che scrittore e accademico presso la Pontificia Università Lateranense e la LUISS, ha preso in esame l'Inter Mirifica, uno dei documenti conciliari attraverso cui per la prima volta la Chiesa tutta, e non un esponente del Magistero, discute sugli strumenti della comunicazione sociale, come mezzi per annunciare il Vangelo.
Alla presentazione, sono intervenuti l'Arcivescovo, Mons. Calogero La Piana, il Preside dell'Istituto Teologico Mons. Di Natale, Padre Giuseppe Lonia, Direttore dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali e la Professoressa Maria Eugenia Parito, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell'Università degli Studi di Messina; a coordinare gli interventi è stato Antonio Tavilla (Ucsi di Messina).
Nel porgere il loro saluto, tutti i convenuti sono stati concordi nell'affermare che le nuove tecnologie si sono evolute e hanno influito sulla cultura. Dal punto di vista cristiano, è necessario rinnovare la relazione con Dio, gerarchizzando i valori; "non valorizzare a sufficienza le nuove tecnologie - ha detto Mons. Di Natale - potrebbe bloccare la diffusione del Vangelo". Come ha ricordato Benedetto XVI, siamo tutti chiamati a condividere la "nuova agorà" per scoprire nuovi spazi di evangelizzazione: "La Chiesa viva è una realtà che cammina nel tempo per far sì che il Vangelo continui ad essere annunciato in tutto il mondo" ha sottolineato Padre Lonia.
La comunicazione in ambito ecclesiastico è qualcosa che appare, dall'esterno, estremamente all'avanguardia. Dal punto di vista sociologico, secondo la Prof.ssa Parito, i media sono sicuramente nuovi spazi di evangelizzazione, ma sono stati, da sempre, un metodo innovativo per far conoscere il mondo. Sicuramente, però, uno dei tanti "limiti", seppur trasversale a molti ambiti istituzionali, è la mancanza di una totale trasparenza comunicativa, legata sicuramente, come lo stesso Mons. Viganò ha puntualizzato, ai meccanismi di emissione di una notizia: "Molto spesso la non conoscenza di un'informazione corrisponde alla volontà di interpretare un concetto secondo una precisa scelta comunicativa; anche la forma del linguaggio, però, ne determina il contenuto".
Quest'idea è il fil rouge che fa da sfondo al testo in questione. Secondo l'autore, il Vaticano II e l'attenzione alla comunicazione si collocano nella linea della Chiesa e della storia in maniera precisa, già dal pontificato di Pio XII: "Egli aveva capito che stava venendo meno la sovrapposizione tra la societas e la societas cristiana; – afferma Viganò - stava terminando il cosiddetto cristianesimo geografico".
Il Concilio avrebbe dovuto ridisegnare lo stile di essere Chiesa, concretamente, secondo il contesto sociale e culturale del tempo e in questo Giovanni XXIII, pur avendo iniziato il suo ministero già grande, a meno di cento giorni dalla nomina annuncia la riscrittura del codice etico canonico, il Sinodo e il Concilio Ecumenico Vaticano II.
Il panorama storico politico nel quale si svolse questo grande evento era particolare: l'America di Kennedy stava tentando il disgelo nei confronti dell'U.R.S.S. per cercare di fermare gli armamenti atomici; in Italia, si aveva per la prima volta un governo di centro sinistra, il terzo sotto la guida dell'Onorevole Fanfani.
Dal punto di vista culturale, iniziava a diffondersi la tv secondo una fruizione di gruppo, non ancora familiare. Nonostante testate giornalistiche come L'Osservatore Romano e Civiltà Cattolica non diedero alcuna notizia relativa al Concilio, l'Italia potè vedere alcune immagini del Conclave poiché Ettore Bernabei, allora direttore della Rai, era amico di Mons. Casaroli, Segretario di stato Vaticano.
La difficoltà comunicativa era legata anche ad una mancanza di sensibilità mediatica: l'aula dove si svolsero i lavori fu costruita pensando alla diffusione dell'evento attraverso i media, mentre fuori c'erano i giornalisti che non conoscevano il latino nè i contenuti ecclesiastici. Nella seconda fase del Concilio, si pensò di organizzare delle conferenze stampa per gruppi linguistici così, sia la tv di Stato che la radio Vaticana iniziarono a fare le prime interviste; si passò così dal segreto conciliare ad un primo feed-back.
Evidentemente, quindi, la Chiesa non era ancora pronta ad affrontare un discorso sulla comunicazione, poiché non rientrava tra quelli "canonici"; il documento, fatto solo al termine del Concilio, riportò infatti 331 non placet nella prima votazione e 531 nella seconda.
Cinquant'anni dopo, il significato del Concilio risulta attualissimo, riproponendo, in ambito cristiano, la valorizzazione di una comunicazione che deve portare alla ricerca delle nuove tecnologie ma anche riavvicinare al Figlio di Dio. A tal proposito, Padre Lonia ha citato Mons. Pompili, Direttore dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il quale ci ricorda che "la rete non è un ambiente d'inautenticità, ma il luogo in cui si pongono le domande antropologiche che da sempre connotano la dimensione umana; Papa Francesco vi abita oggi con grande naturalezza testimoniando come in essa sia possibile ridurre le distanze e tenere viva la speranza".
La fede, dunque, non va difesa ma testimoniata. Abbiamo bisogno di riscoprire in noi stessi un rapporto con Dio che, se autentico, deve portarci ad una vera e trasparente relazione con gli altri. (UCSI MESSINA)

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Direttore responsabile: Franco Maresca - Editore: Ucsi, Presidente Andrea Melodia
Sede Legale: via in Lucina 16/a, 00186 Roma, tel. 0645508876 - PI 01949761009 - CF 08056910584
Redazione: via Aurelia 796, 00165 Roma, tel. 0668802874, fax 0645449621, ucsi@ucsi.it
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