Opinioni

Piccoli editoriali per la condivisione e il confronto

Dj Fabo: una questione laica. Molto, ma molto laica.

C’è un aspetto, nella tragica vicenda di Fabiano Antoniani e della sua fidanzata Valeria, che colpisce in questi giorni e, intuibilmente, dei prossimi: il clamore mediatico. Un clamore che la banalità dei social moltiplica e rafforza con una linea assai chiara: utilizzare un caso umano, la sofferenza di una persona ancora giovane e ricca di vitalità prima di un incidente stradale, per fare da sponda a una richiesta generale - e dunque politica – in favore di una legge che consenta presto, anche in Italia, quello che è possibile in Svizzera e in qualche altro Paese “avanzato” dove “modernità” fa rima con superamento delle fisime, per definizione bigotte, del mondo cattolico o di qualche altro nostalgico rispetto a pensieri vecchi, da rottamare sull’altare dei “diritti”...

Il giornalismo davanti alla morte

Sul modo in cui i mezzi di comunicazione in queste ore raccontano la morte di Fabiano Antoniani, in arte dj Fabo, pubblichiamo uno stralcio della corrispondenza tra padre Paolo Benanti, francescano, e il consulente ecclesiastico dell’Ucsi, padre Francesco Occhetta, gesuita...

I media e il nuovo volto della violenza

La violenza (esplicita, fisica, ma anche verbale, occulta: psicologica e morale) si insinua e si espande per contagio. Come un virus. Provoca assuefazione. Arriva ad essere metabolizzata. Più subdola di una malattia letale, ha un crescendo di effetti nefasti particolarmente evidenti nei comportamenti di bambini e ragazzi: più vulnerabili, se sovraesposti a modelli di rozza aggressività veicolata da (e con) qualunque mezzo, non certo soltanto televisivo: videogiochi, film, manifesti e spot pubblicitari e persino (certa) musica...

Media e potere: i paradossi di Trump e le sfide per noi, oggi

C’è un legame profondo tra quello che ha fatto Donald Trump, escludendo alcuni giornalisti dal briefing quotidiano alla Casa Bianca, e quanto emerge dalle ultime analisi sulla comunicazione dei giorni nostri, a cominciare dal rapporto Censis-Ucsi del 2016 (leggi QUI).

Resistiamo al volgare, parliamo al cervello!

Non solo troppa cronaca nera, ma anche troppo turpiloquio in questa tv (anche di “servizio pubblico”. Ma esiste una tv che non sia così qualificabile?) troppo spesso imbarazzante almeno per chi conservi il gusto. vagamente retrò, di farsi imbarazzare.
Nel “giochino” delle responsabilità (la tv è così perché così vogliono gli spettatori, gli spettatori sono così perché così li influenza la tv) ciascuno può dire la sua. Tanto tutto è ormai inutile e la china mostra sempre ripidità maggiori verso un rintronamento di massa che a qualcuno, certo, fa molto comodo...