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MILLEPROROGHE-COLLEGATO LAVORO FNSI: "BENE LA PROROGA DEI TERMINI PER I RICORSI, ORA LA NUOVA LEGGE”. APPELLO AL PRESIDENTE DEL SENATO RENATO SCHIFANI PER ELIMINARE I TAGLI

precariNuovi spiragli per i precari. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento al cosiddetto provvedimento "Milleproroghe", che riapre, facendo slittare di un anno, dal 23 gennaio scorso, i termini per l'impugnazione dei licenziamenti o per far valere diritti acquisiti da lavoratori assunti con contratti a termine. Il voto favorevole della Commissione fa ben sperare sull'approvazione definitiva da parte dell'aula del Senato e, successivamente, della Camera. Nel frattempo, è credibile che sul termine del 23 gennaio si pronunci anche la Corte Costituzionale, alla quale il giudice del lavoro ha rinviato la norma sulla retroattività e sulla scadenza dei termini per i ricorsi, ritenendone fondata l'incostituzionalità. I giornalisti, come gli altri lavoratori precari che ritengono comunque la norma del collegato lavoro un rischio e un danno per la loro aspettativa di stabilità nel lavoro, finché l'emendamento di oggi non sarà definitivamente approvato, o fino a pronuncia della Corte Costituzionale, faranno bene a valutare, con l'assistenza legale, l'opportunità di impugnare i licenziamenti o rivendicare i diritti maturati entro i 60 giorni dalla scadenza dell'ultimo contratto. Fino alle novità definitive resta, purtroppo, in vigore la famigerata norma del collegato lavoro che ha già aperto tanti dilemmi drammatici per molti giornalisti titolari di contratti a termine che invece dovevano essere a tempo indeterminato, costretti a scegliere tra l'attesa di un contratto o un ricorso che temporaneamente può esporli a ricatti aziendali con mancati rinnovi. La Fnsi continuerà a sostenere fino in fondo ogni iniziativa utile per cambiare questa legge ingiusta e, a suo giudizio, lesiva dei diritti legittimi dei lavoratori".
Intanto sulla questione dei tagli che mettono in pericolo numerose testate la Fnsi in un documento ha sistenuto che: "Il tempo stringe e per diversi giornali la possibilità di continuare a esistere sta diventando di pochi giorni se non di poche ore. Il taglio ingiustificabile e ingiusto dei finanziamenti per l'editoria in cooperativa e giornali di idee, deciso con il provvedimento Milleproroghe di fine anno del Governo, sta già provocando danni incalcolabili: banche che bloccano le anticipazioni, giornali che stanno consumando le ultime riserve di carta per la stampa e non possono comprarne altra, stipendi drasticamente tagliati in attesa di novità se non addirittura congelati. La Fnsi richiama le responsabilità pubbliche perché sia garantito il pluralismo dell'informazione e il corretto esercizio del lavoro giornalistico nelle realtà che animano un circuito dell'informazione vitale ancorché non strettamente collegato ai circuiti economici e del business industriale tradizionale. Questo è un bene pubblico da tutelare, che vale molto più di qualsiasi interesse politico di parte. Per questa ragione la Fnsi, in vista dell'imminente voto sull' emendamento al Milleproroghe, per il ripristino dei fondi, ha chiesto un incontro urgente al Presidente del Senato, Renato Schifani, che più volte ha manifestato sensibile attenzione istituzionale al problema". (FNSI)

EDITORIA: FILIERA CARTA, IL 22 LO STUDIO ANNUALE SUL SETTORE

rotativaLe associazioni della Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione (Acimga, Aie, Anes, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg) terranno martedì 22 febbraio, alle 12.15, nella sede di Roma della Fieg (Via Piemonte 64), una conferenza stampa di presentazione dello studio annuale sulla situazione delle imprese della Filiera e sulle proposte per il rilancio del settore. Lo studio, intitolato ‘Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: quali interventi per tornare a crescere?', è stato elaborato - spiega una nota - dal prof. Alessandro Nova dell'Università L. Bocconi di Milano, con l'intento di rappresentare il peso, oggettivamente rilevante, dei settori che compongono la Filiera nel contesto industriale italiano ed illustrare i necessari interventi per rilanciare la crescita delle sue imprese. Nell'occasione, le Associazioni delle categorie rappresentate indicheranno le proposte di politica industriale ritenute essenziali a sostegno dei settori della Filiera. (ANSA)

LITE STAFFELLI-DEL NOCE, RIDOTTA PENA PER L’EX DIRETTORE DI RAI1 (SENTENZA STORICA). E’ STATO CONDANNATO, INVECE, PER VIOLENZA PRIVATA L’INVIATO (ALLIBITO) DI “STRISCIA LA NOTIZIA”. FNSI E ODG NON SI SONO ESPRESSI SULLA VICENDA

staffelliLa microfonata sul naso sferrata sul naso di Valerio Staffelli dall'ex direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce in un ristorante romano nel novembre 2003 non è reato di lesioni personali, ma eccesso colposo di legittima difesa. Le insistenze di Staffelli costituiscono violenza privata. Dunque, Del Noce è stato condannato a pagare 400 euro di multa (dagli 800 del primo grado) e Staffelli a 20 giorni di reclusione, convertiti in 760 euro di multa.
«Sono allibito, non ci posso credere!». Così Valerio Staffelli, l'inviato del tg satirico di Canale 5 «Striscia la Notizia» ha commentato la della Corte d'Appello di Roma. Dal canto suo Fabrizio Del Noce ha affermato che: "E' una sentenza storica che crea un precedente importante in vicende come quella capitata a me. Sono molto soddisfatto". In un comunicato , invece, la Rai ha sostenuto che: "Questa sentenza costituisce un precedente e segna per la prima volta quelli che sono i limiti oltre i quali l'insistenza e a volte l'invadenza dei giornalisti possa costituire il grave reato di violenza privata".Non è tardato l'intervento del programma di Antonio Ricci, che ha subito annunciato che presenterà ricorso alla Cassazione. Il presentatore del programma, Ezio Greggio, inoltre, ha invocato l'intervento della Fnsi che, come l'odg, non si e' espressa sulla vicenda.
Il processo ha anche affrontato un secondo episodio di lite tra i due, verificatosi pochi giorni dopo, in cui Staffelli inseguì vanamente Del Noce per intervistarlo. Come in primo grado, l'inviato di 'Striscia la notizia' - accusato di violenza privata - è stato assolto. Le decisioni sono della I Corte d'appello di Roma. Nel primo caso, la lite scoppiò il 30 novembre 2003, quando Staffelli chiese più a volte a Del Noce di commentare dichiarazioni di Paolo Bonolis circa "un regime in Rai", e Del Noce, strappatogli il microfono dalle mani, lo colpì sul naso. Il secondo episodio risale al successivo 20 gennaio, quando l'inviato di 'Striscia' fallì un'intervista a proposito della presenza di un disabile in una trasmissione televisiva. (AGENZIE)

ADVERTISING (PUBBLICITA’), COSA SUCCEDE NEL MONDO DELLA STAMPA. 7MILA INSERZIONISTI NEI QUOTIDIANI E 10MILA NEI PERIODICI

adverLa stampa è il mezzo che nel corso del 2010 ha fatto più fatica a uscire dalla crisi che aveva coinvolto il mercato pubblicitario nell'anno precedente. Mentre gli altri media già dalla fine del 2009 avevano cominciato a fornire segnali di ripresa, la stampa ha continuato a registrare variazioni negative. Nel mese di novembre è tornato a crescere il comparto dei periodici con una variazione novembre 2010 vs novembre 2009 del +2,6%: da molto tempo non si registrava un dato così incoraggiante ma la situazione generale rimane negativa.Il mondo della carta stampata è molto variegato ed al suo interno emergono dinamiche diverse. Considerando la pubblicità commerciale nazionale (1,5 miliardi di euro nel periodo gennaio-novembre), il peso della stampa rispetto al mercato pubblicitario nel suo complesso è di poco superiore al 20%. Per dare un'idea dell'andamento degli ultimi anni basta sottolineare che nel 1999, solo dieci anni fa, il peso dell'advertising sulla stampa, rispetto ai mezzi rilevati da Nielsen, era superiore al 35%. E' vero che nel decennio scorso si sono affermati, con una velocità senza precedenti anche nell'ambito della raccolta pubblicitaria, mezzi come internet, mobile e direct mail ma è altrettanto vero che ad esempio radio e tv sono riuscite nello stesso contesto a difendersi meglio.In termini di raccolta pubblicitaria nell'ambito della stampa, nel periodo gennaio - novembre 2010, i periodici rappresentano il 52% del totale e la stampa quotidiana il 44%. Il resto è raccolto dalla free press. L'andamento dei singoli comparti rispetto al 2009 descrive realtà molto diverse: mentre i quotidiani a pagamento crescono, seppure solo del +0,8%, i periodici sono in calo (-5,7%) e la free press fa addirittura peggio (-21,9%). All'interno dei periodici inoltre è molto diversa la situazione tra settimanali (-3,8%) e mensili (-10,5%).Uno dei punti di forza della stampa è rappresentato dall'ampio bacino di inserzionisti pubblicitari. Il numero di aziende che utilizzano la stampa è nettamente più alto rispetto agli altri mezzi.Nei primi 11 mesi del 2010 sono state oltre 10.000 le aziende che hanno fatto comunicazione attraverso i periodici e quasi 7.000 quelle che hanno utilizzato i quotidiani. Anche a causa dell'alto numero di inserzionisti, l'investimento medio risulta basso rispetto a quello riscontrabile su tv, radio e cinema, ma più alto rispetto ad altri mezzi: sui periodici l'investimento medio è stato di 73.000 € (in calo del -1,8% rispetto al 2009) ma con un forte divario tra settimanali e mensili (vedi tabella 1) e sui quotidiani a pagamento di 97.000€ (-2,7% rispetto al 2009). Mediamente la dimensione delle aziende inserzioniste su questi mezzi è piccola, specialmente se non si considerano le grandi testate, questo fattore può spiegare una contrazione particolarmente rilevante dell'advertising in conseguenza della crisi economica. Come detto però il declino della stampa è cominciato già negli anni 90 ed è dovuto forse anche ad una sovrabbondanza di offerta, oltre che alla presenza di nuovi media simili per caratteristiche (investimento medio, target, opportunità creative) che hanno sottratto risorse agli editori della carta stampata.( Nielsen Italy Consumer Insights)

Investimenti pubblicitari sulla stampa

 

Totale mezzo

gen 2010 - nov 2010

gen 2009 - nov 2009

Var % 2010 vs 2009

Inv. Medio gen - nov. 2010 in €.000

SETTIMANALE

454.343

472.061

-3,8%

138

MENSILE

264.027

295.038

-10,5%

31

QUOTIDIANI PAY

649.170

644.145

0,80%

97

 

L'andamento è leggermente diverso se si prendono in considerazione le testate più lette in Italia.Analizzando tre cluster con le 10 testate più lette tra quotidiani, settimanali e periodici si scopre una realtà più articolata. Innanzitutto quotidiani e settimanali sono caratterizzati da una concentrazione più elevata rispetto ai mensili in termini di capacità di raccolta pubblicitaria: le prime dieci testate in ordine di lettura raccolgono il 64% del totale commerciale nazionale sui quotidiani (ovviamente la locale è molto più distribuita tra le testate regionali); per i settimanali tale percentuale scende al 44,9% e per i mensili al 13%. Altro elemento interessante: l'investimento medio sulle dieci testate più lette è più alto della media nel caso dei quotidiani (106.000 € vs 97.000 €) mentre è più basso nel caso di settimanali e mensili (vedi tabella 2).

Investimenti pubblicitari sulle prime dieci testate per mezzo

 

Totale mezzo

gen 2010 - nov 2010

gen 2009 - nov 2009

Var % 2010 vs 2009

Inv. Medio gen - nov. 2010 in €.000

SETTIMANALE

203.971

216.092

-5,6%

102

MENSILE

34.315

35.742

-4,0%

27

QUOTIDIANI PAY

415.267

418.483

-0,77%

106


In conclusione alcune riflessioni sulle prospettive per il mondo della stampa. In questi anni la tecnologia, che da una parte ha rappresentato una minaccia, sta offrendo un'opportunità agli editori tradizionali. I tablet infatti, sebbene non sia ancora definito un modello di business vincente, offrono delle soluzioni per rilanciarsi e per affiancare al prodotto cartaceo altre finestre per sfruttare i propri contenuti. Crediamo che il prestigio, l'autorevolezza e il ruolo di filtro degli editori resterà a lungo insostituibile. Trovare delle soluzioni valide dal punto di vista editoriale e sostenibili dal punto di vista economico sarà la strada principale per restare sul mercato. In ogni caso, nel corso della storia i media non sono mai scomparsi, semplicemente si sono riposizionati in base ai nuovi scenari competitivi. Probabilmente andremo incontro da una parte ad una razionalizzazione del settore con un consolidamento delle testate più forti a scapito delle piccole e dall'altra verso un profondo mutamento nel concetto di fruizione dei media ed in particolare della stampa.( Nielsen Italy Consumer Insights)


RAI: POLEMICA TRA GARIMBERTI E MINZOLINI. PRESIDENTE:NO A FUOCO AMICO. DIRETTORE TG1: NESSUNO CI DIFENDE

gar_minzoAspro confronto a distanza tra il presidente della Rai Paolo Garimberti e il direttore del Tg1 Minzolini, che per rispondere alle polemiche scatenate dall'intervista a Berlusconi ha riproposto un frammento di un'intervista del 2007 del Tg3 all'allora premier Prodi. Garimberti ha parlato di 'totale assenza di buona creanza aziendale'. 'Lo scandalo - ha replicato Minzolini - e' che per il Tg1, da mesi sottoposto ad attacchi, il presidente della Rai non abbia mai speso una parola'. (ANSA)