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Giornalisti: scomparso Flavio Siddi, il ricordo del segretario della Fnsi

flavio_siddiIl giornalista Flavio Siddi, da moltissimi anni socio dell'ucsi in cui ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali, e' morto  a Cagliari a 78 anni. "E' un lutto per il giornalismo del tempo della rinascita e dei giorni dei primi grandi mutamenti che hanno inciso su un'identita' professionale sempre piu' multiforme", commenta il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, ricordando il collega scomparso. "E' stato un giornalista completo, che si e' fatto da se', dopo una prima giovanile esperienza da impiegato pubblico, lavorando, apprezzato, in tutti i settori della professione: dal quotidiano, La Nuova Sardegna (e Agenzia, Sarda Press, stagione Rovelli), a capo cronista dell'Altro Giornale, poi capo ufficio stampa del Consorzio industriale".

"Al giornalismo rurale e alla modernizzazione e allo sviluppo del settore primario, Flavio Siddi ha dedicato tanto della sua vita, trasferendoci, competenza, passione e valori genuini, fino a diventare protagonista delle migliori stagioni dell'Unaga - Unione dei giornalisti agricoli - Gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana".

"Uomo di Fede, cattolico, Flavio Siddi ha vissuto gli istituti e le Associazioni della professione come luoghi di servizio e di solidarieta', che ha esercitato in modo particolare, per lungo tempo, da primo Fiduciario sardo e componente dell'assemblea nazionale della Casagit, da consigliere dell'Associazione e da segretario dell'Ordine della Sardegna, da vicepresidente nazionale dell'Ucsi, l'Unione della Stampa cattolica", conclude il segretario della Fnsi. "Ricordandolo (memore anche della testimonianza diretta, dell'iniezione da lui ricevuta per la scelta di abbracciare questa professione e di resistervi dopo la chiusura dell'Altro Giornale e le per un posto di lavoro perso), a Flavio Siddi va un sentito omaggio del sindacato di categoria e ai famigliari va il sentimento del vivo cordoglio personale e della Fnsi". (AGI)

Giornalismo sportivo: sito Chiesa cattolica per i Campionati mondiali di calcio

south_africa"L'obiettivo di questo sito non è solo di dare informazioni ai tifosi, ma soprattutto di non perdere l'opportunità di parlare della Chiesa in Sudafrica e del lavoro straordinario che fa qui per i più poveri". E' quanto afferma all'Agenzia Fides Antoine Soubrier, giornalista francese responsabile del sito www.churchontheball.com promosso dall'Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale dell'Africa australe. Il sito vuole essere un contributo della Chiesa cattolica in occasione dei Mondiali di calcio che si terranno quest'anno in Sudafrica. Sono previste nuove sezioni del sito e in particolare "una cappella virtuale, che sarà attiva tra qualche settimana, per permettere ai visitatori di accendere una candela virtuale con la bandiera della loro squadra preferita". "Oltre all'aspetto ludico - afferma Soubrier - questa è l'occasione di permettere agli appassionati e a coloro che vogliono, di partecipare concretamente alla vita della Chiesa che li accoglie". Uno degli aspetti più importanti del sito è quello di sensibilizzare gli appassionati di calcio e i fedeli sul dramma del traffico di esseri umani e dello sfruttamento sessuale dei minori. La Chiesa sudafricana ha già lanciato l'allarme in più di un'occasione. Organizzazioni criminali locali e straniere stanno infatti inviando in Sudafrica migliaia di prostituite, anche minorenni, in occasione dei Mondiali di calcio. "Vi è il fondato timore - afferma suor Melanie O' Condor, responsabile dell'ufficio contro la tratta degli esseri umani - che il traffico di donne e bambini aumenterà in modo significativo durante la Coppa del Mondo". (A.L.) -( Radio Vaticana Radiogiornale- Pccs.va)


Times On Line: Murdoch lo vuole a pagamento

times_onlineIl giornalismo lotta per sopravvivere e cerca nuove forme di sostentamento economico: The Times e The Sunday Times, due tra i più diffusi giornali britannici, saranno consultabili online solo a pagamento a partire da giugno. Il prezzo per avere accesso per un giorno al giornale online sarà una sterlina (poco più di un euro), cioè lo stesso di una copia cartacea del Times. Basteranno invece due sterline per avere accesso al sito per una settimana intera.

I due giornali sono di proprietà della News Corporation, l'azienda mediatica globale che fa capo al magnate australiano Rupert Murdoch. Murdoch da diversi mesi guida la crociata degli editori per introdurre le news online a pagamento.

"Il giornalismo di qualità ci costa molto - aveva detto lo scorso agosto - la rivoluzione digitale ha aperto nuovi ed economici canali di distribuzione ma non ha reso i contenuti gratuiti. Abbiamo intenzione di introdurre contenuti a pagamento in tutti i nostri siti d'informazione". Un anno dopo, Murdoch sembra aver mantenuto la promessa e molti altri editori potrebbero decidere di seguire l'esempio.

Finora le uniche testate giornalistiche ad aver introdotto con successo contenuti a pagamento sono state quelle specialistiche, come il Financial Times e il Wall Street Journal, che hanno clienti per lo più nell'area business.

Invece quasi tutti i giornali generalisti che hanno tentato la stessa operazione, come il New York Times nel 2005, hanno dovuto marcia indietro per la  grande perdita di lettori. Ma da diversi mesi la crisi economica globale, la caduta delle entrate pubblicitarie, la migrazione di lettori dal cartaceo al web hanno convinto gli editori che trovare un nuovo modello di business per il giornalismo online è ora una necessità.

Fare inchieste serie e approfondite, inviare reporter nelle zone di crisi internazionali, assicurare indipendenza alla testata è costoso e le versioni cartacee dei giornali non sono più in grado di sovvenzionare le controparti digitali. Per questa ragione moltissime testate in ogni parte del mondo si stanno ridimensionando, tagliando drasticamente gli organici.

L'altra faccia della medaglia è: quanti lettori sono disposti a pagare per le news online? Un terzo, secondo l'agenzia di ricerca Nielsen, che ha posto la domanda a 27.000 persone sparse per 52 paesi del globo. Il 34% del campione si è detto possibilista sulla questione, il 58% ha risposto in modo contrario e l'8% ha detto che ha già pagato per l'abbonamento a quotidiani online. Gli intervistati che si sono detti disponibili hanno però posto una condizione: l'informazione a pagamento deve avere un valore aggiunto, cioè essere più approfondita di quella attualmente fruibile online.

 

EFJ GENERAL MEETING 2010

unionsQuest'anno l'Assemblea generale della Federazione europea dei giornalisti (EFJ/IFJ) avrà luogo a Istanbul (Turchia) il 16-18 aprile.L'incontro e' sponsorizzato dall'Unionbe dei giornalisti turchi (TGS, Türkiye Gazeteciler Sendikasi

Nel meeting si discuterà sui "diritti"deii giornalisti in Europa e delle questioni legate al futuro del giornalismo, i giornalisti ed i sindacati.

Guy Ryder, il Segretario generale della Confederazione sindacale internazionale, ha accettato l'invito di discutere sulle sfide dei prossimi anni.  Saranno affrontati anche i temi delle nuove generazioni di giornalisti in europa che cambia.
Heidi Hautala, il Presidente del Parlamento europeo sottocommissione per i diritti umani, parlera' sulla libertà di stampa e sulla democrazia anche con riferimento ai problemi dell'informazione in Turchia.

Per il momento sono disponibili i seguenti documenti:
- progetto di ordine del giorno
- programma di lavoro 2010-2013
- attività relazione 2009-2010
- mozioni

Contatto: efj@ifj.org


Editoria: continua protesta per tagli stampa italiana all’estero

corriere_canadeseContinua in tutto il mondo la protesta per i tagli alla Stampa Italiana all'estero Dal Canada centinaia di lettere a Bonaiuti. In prima pagina il Corriere Canadese - l'unico quotidiano italiano in Canada - fa sapere che ha inviato un centinaio di missive di protesta contro i tagli alla stampa all'estero al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti; alla segretaria capo del dipartimento Editoria; al ministro dell'Economia e Finanza Giulio Tremonti; al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Tra i mittenti il Congresso Nazionale degli Italo Canadesi (sezioni di Toronto e Ottawa), il Console Generale di Toronto Gianni Bardini, istituzioni italiane in Canada come la Camera di Commercio, l'ICE, Team Italia, le Università di Toronto, Ottawa, Mississauga, Kingston, Waterloo, il Vicario Episcopale di Toronto, Federazioni, Club e Associazioni da Vancouver a Montreal che sono scese in campo per sostenere la battaglia del Corriere Canadese tesa al ripristino dei fondi.

Dal 25 febbraio, quando il Senato ha deciso di approvare il decreto Milleproroghe che taglia i fondi del 50% ai 6 quotidiani italiani all'estero (oltre al Corriere Canadese, America Oggi, Il Globo e La Fiamma, Gente d'Italia, la Voce d'Italia) e ai 150 periodici sparsi per il mondo, il Corriere Canadese ha avviato una campagna di sensibilizzazione alla quale hanno risposto numerosissimi lettori, istituzioni italiane in Canada, le Università.

«Ma che importa se gli italiani nel mondo non avranno più un proprio giornale. O se l'interesse alla lingua italiana, che sta crescendo sia tra i giovani delle seconde e terze generazioni di emigranti che tra gli stranieri non avrà più strumenti di comunicazione per imparare e diffondere la lingua, cosa importa se proprio per questa notevole crescita di "Italianità" tra i giovani le Università del Canada hanno deciso di inserire nei corsi di italiano il Corriere Canadese», ha scritto il direttore Paola Bernardini, nell'editoriale titolato "Il baratto politico condanna il Corriere".
Ed è da quel numero del 26 febbraio, in edicola con una prima pagina quasi completamente nera dal titolo "Informazione interrotta" che il Corriere Canadese non interrompe la sua battaglia. Perché, scrive ancora Bernardini: «Il governo italiano, tagliando il 50% dei contributi al Corriere, ha presentato come conto agli emigrati un involucro vuoto in cui nessun diritto viene garantito per la diffusione e la stampa all'estero, per la promozione e la salvaguardia della lingua». O per garantire il pluralismo dell'informazione. A questo proposito il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi, che è anche Presidente della Commissione del Consiglio degli Italiani all'estero (CGIE) ha ribadito l'iniziativa ferma di sostegno ai colleghi da parte della Fnsi. La Federazione della Stampa  - afferma Siddi - condivide e sostiene la richiesta di ripristinare i contributi per la stampa italiana all'estero, giudicando intollerabile sfregio alla comunità italiana, all'editoria e alla relativa organizzazione dei giornalisti che ne assicurano una qualificata offerta informativa. Le vicende del Corriere Canadese, mostra il suo radicamento sociale e culturale nell'area in cui è diffuso e nello stesso tempo il valore per l'Italia e del suo progetto editoriale che va ben oltre l'idea di una realtà confinata. I quotidiani italiani nel mondo (Corriere Canadese, America oggi, Voce di Italia di Caracas, Gente di Italia di Montevideo, Globo e Fiamme in Australia, Voce del Popolo a Rijeka) sono realtà vitali di un Paese che non può parlare di giorno di italianità importante nel mondo per poi martoriala e cancellarla di notte, come è avvenuto con lo scippo dei contributi pubblici fatto contro questa realtà. Un taglio - conclude il Segretario della Fnsi - che colpisce centinaia di piccoli periodici che, peraltro, ha valore retroattivo (2009) e che rappresenta, appunto, un intollerabile sfregio su cui non permetteremo cali il silenzio.(Fnsi)