Anche l'Ucsi alla manifestazione di Roma 'contro il precariato, per la libertà di stampa'

C’era anche una rappresentanza dell’Ucsi alla manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo economico, lunedì mattina.

«Il ministro di Maio ci ha convocato per oggi al Mise e noi siamo oggi davanti al ministero a ribadire il nostro no al precariato e il nostro sì al pluralismo dell'informazione – si legge in una nota del segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso - ma come si può parlare di lotta al precariato con chi lavora a interventi che creeranno più disoccupazione e più precariato? Interventi che costeranno il posto di lavoro a mille colleghi.

Il problema è duplice. Da un lato c’è la richiesta del sindacato di maggior rispetto e legittimazione, dall’altro si contesta l’invito al confronto che era stato allargato a “fantomatiche associazioni di precari”.

Al ministro e al sottosegretario si rivolge anche il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, che ricorda: «Il giornalismo è per i governati non per i governanti. I tagli lineari prospettati minacciano l'informazione al servizio dei cittadini. Non ha senso sedersi a un tavolo con chi dà i numeri senza voler fare un ragionamento critico».

Nella piazza romana – informa il sito Fnsi - c’erano anche i redattori di Radio Radicale, del Messaggero di sant'Antonio, del Manifesto e di Avvenire, l'Usigrai e i giornalisti delle reti e delle testate che lavorano in Rai senza avere il 'giusto contratto', rappresentanti dei giornali editi da cooperative o delle minoranze linguistiche che rischiano la chiusura con il paventato taglio dei fondo per l'editoria, colleghi precari e autonomi, alcuni cronisti e croniste minacciati per via del loro lavoro, tra cui Federica Angeli.

Numerosi sono stati gli interventi dei presidenti delle associazioni regionali, da cui emerge una situazione critica un po’ ovunque.

Presenti i vertici di Casagit e le associazioni, fra cui Amici di Roberto Morrione, Carta di Roma, l'Ucsi, Ungp e Articolo21, con la portavoce Elisa Marincola che annuncia: «Siamo stati e saremo in piazza ogni volta che l'informazione sarà sotto attacco» e la giornalista Antonella Napoli che legge il testo dell'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani, proprio nel giorno del 70° anniversario dell’approvazione.

Ecco una parte dell’intervento de presdiente della Fnsi, Giuseppe Giulietti: «Dobbiamo dire grazie al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che per ben sette volte nel giro di poche settimane ha sentito il bisogno di intervenire in difesa della libertà di stampa, segnale – conclude il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti – che evidentemente qualcosa non va. Questo sindacato e questo Ordine sono compatti e, uniti, ribadiscono al ministro e al governo che noi non trattiamo con chi insulta i giornalisti e vuole aumentare precari e disoccupati. Perché gli interventi annunciati non colpiscono i grandi giornali, ma le piccole realtà e questo significa spegnere voci preziose per la libertà di informazione. Dico con il rispetto che si deve alle istituzioni che si può essere critici e manifestare dissenso anche senza usare parole come 'puttane' e 'sciacalli'. Non si offende e si minaccia e poi si chiede una trattativa. Per questo noi oggi siamo in strada e non al tavolo del governo. E per questo la nostra protesta non si fermerà certo qui».

Foto: Fnsi

Ultima modifica: Lun 10 Dic 2018