Giornalismo 'interpellato dal virus', si è messo al servizio dell'interesse pubblico. La cerimonia del Ventaglio e le parole di Mattarella

Quest’anno assume un valore particolare la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. L’evento che segna simbolicamente l’inizio della pausa estiva dell’attività politica e istituzionale. Si è parlato del virus (un pericolo ancora “attuale”, lo ha definito Mattarella), dell’importanza di non dimenticare (“conservo i rapporti drammatici della protezione civile”, ha detto il presidente), del miglioramento che registriamo adesso e che però non può farci abbassare la guardia.

Ma il presidente, nel dialogo con l’Associazione della Stampa Parlamentare, riafferma soprattutto il valore del giornalismo.

“Il mondo dell’informazione è stato interpellato dal virus e, nonostante le obiettive difficoltà vissute dal settore e dai singoli giornalisti, ha dato prova di saper essere al servizio dell’interesse generale e dei cittadini”, è la sua prima considerazione.

Poi ha proseguito: “L’avere posto al centro i fatti, l’approfondimento scientifico, la ricostruzione del fenomeno, il contributo fornito all’educazione ed al senso di responsabilità dei cittadini, hanno consentito ai media di svolgere un ruolo di grande rilievo nel contrastare la pandemia”.

La crescita del numero dei lettori, dei contatti web, de’audience, per Mattarella testimoniano una ripresai di fiducia e di attenzione nei confronti dei media professionali”.

“Una opportunità, forse inattesa, che rilancia il ruolo del giornalismo, opposto alle fabbriche della cattiva informazione, di quelle che siamo abituati ormai a definire fake news, notizie contraffatte, per esprimersi in italiano”.

Dunque “l’informazione professionale, di qualità, è stata riconosciuta dai nostri concittadini come capace di poter garantire una affidabilità non attribuibile ad altri ambiti”.

Mattarella ha ricordato infine che l’informazione professionale è un baluardo contro la diffusione delle fake news. Essa prevede anche “sistemi di sanzioni puntuali sia degli organi preposti alla deontologia professionale, che da parte della magistratura”.

Molto positivo il primo commento del segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso e del presidente Giuseppe Giulietti. Queste parole “rafforzano la credibilità dell'informazione professionale, le cui regole e le cui carte deontologiche, che tutti i giornalisti sono tenuti a rispettare, sono la migliore garanzia di qualità”.

Foto: www.quirinale.it

Ultima modifica: Ven 31 Lug 2020