'Patto di Treviso', nuovi impegni per media e famiglie

Nuovi impegni nel solco tracciato dalla Carta di Treviso, che nella sua prima formulazione risale al 1990.

In una bozza del cosiddetto “Patto di Treviso”, siglato durante una iniziativa del telefono Azzurro a trent’anni dalla Carta si legge: "I produttori di contenuti e i fornitori di servizi digitali si astengono da ogni forma di utilizzo dell'immagine e dei dati personali di bambini e adolescenti che non sia strettamente necessaria all'esercizio della libertà di espressione e del diritto di cronaca".

Le famiglie vengono invitate ad "astenersi da ogni forma di diffusione al pubblico di fotografie, video e dati personali di bambini e adolescenti, ivi incluso lo sfruttamento commerciale dell'immagine del minore, tale da precludere a questi ultimi, divenuti adulti, di autodeterminarsi circa l'ambito di diffusione delle proprie immagini e dei propri dati".

Oggi "i media, nell'ecosistema digitale più che in passato, rappresentano un elemento portante dell'infrastruttura sociale, culturale, economica, tecnologica e politica" e che "l'infosfera non è disegnata, progettata, sviluppata e gestita a misura di bambini e adolescenti".

Ultima modifica: Sab 13 Nov 2021