L'udienza dal Papa per i cento anni della rivista Terrsanta. 'La comunicazione crei fraternità'

L’occasione era davvero molto importante, e per i cento anni della rivista Terrasanta il Papa ha ricevuto in udienza i comunicatori della Custodia di Terra Santa.

La delegazione internazionale era guidata dal Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, arrivato da Gerusalemme.

Fondata nel 1921 a Gerusalemme, la rivista Terrasanta oggi è pubblicata nelle edizioni italiana, francese, inglese, portoghese, spagnola e araba. «Cento anni fa – ha detto padre Patton rivolgendosi al Papa – la nascita della nostra rivista fu un segno di speranza, e desideriamo che Terrasanta continui anche oggi ad essere un segno di speranza, raccontando i semi di bene seminati nei solchi oscuri della storia, in quella piccola porzione di mondo nella quale la storia umana è diventata storia di salvezza».

Terrasanta nacque con il compito di raccontare le «meraviglie della Terra Santa» e l’impegno dei frati minori nei diversi campi della loro attività, tra cui la salvaguardia delle comunità cristiane nei Paesi dove è presente la Custodia. Rappresenta uno strumento per una conoscenza approfondita della complessa realtà della Terra Santa, arricchito dalle esperienze qualificanti di tanti esperti che trattano temi religiosi, culturali, biblici, archeologici, ecumenici.

«Far conoscere la Terra Santa vuol dire trasmettere il “Quinto Vangelo” – ha detto Papa Francesco –, cioè l’ambiente storico e geografico in cui la Parola di Dio si è rivelata e poi fatta carne in Gesù di Nazaret, per noi e per la nostra salvezza. Vuol dire anche far conoscere la gente che vi abita oggi, la vita dei cristiani delle varie Chiese e denominazioni, ma anche quella di ebrei e musulmani, per cercare di costruire, in un contesto complesso e difficile com’è quello mediorientale, una società fraterna».

Il Papa ha poi sottolineato come la comunicazione, in tempo di reti sociali, «deve aiutare a costruire comunità, meglio ancora, fraternità».

Rivolto agli operatori della comunicazione presenti, che ha ringraziato, ha aggiunto: «Per realizzare i vostri servizi, le vostre inchieste e le vostre pubblicazioni non vi limitate ai territori più tranquilli, ma visitate anche le realtà più difficili e sofferenti, come la Siria, il Libano, la Palestina e Gaza. So che cercate di presentare le storie di bene, quelle di resistenza attiva al male della guerra, quelle di riconciliazione, quelle di restituzione della dignità ai bambini derubati della loro infanzia, quelle dei rifugiati con le loro tragedie ma anche con i loro sogni e le loro speranze».

«Attraverso i mezzi di comunicazione sociale – ha proseguito il Santo Padre – voi potete arricchire la fede di tanti, anche di quelli che non hanno la possibilità di fare un pellegrinaggio nei luoghi santi».

All’udienza sono intervenuti i componenti del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Terra Santa, presieduto da fra Giuseppe Ferrari, delegato del Custode per l’Italia; i direttori delle testate, giornalisti, editor, grafici, personale amministrativo e tutti i dipendenti della Fondazione. Con loro i curatori del sito della Custodia e il personale del Christian Media Center (che produce notiziari audiovisivi e trasmette celebrazioni e notizie dalla Terra Santa in dieci lingue) attivi a Gerusalemme, le redazioni delle edizioni francese, spagnola e brasiliana.

Fonte: Terrasanta. Nel riquadro l'home page del sito Terrasanta.net dopo l'udienza 

Ultima modifica: Lun 17 Gen 2022