giornalisti

  • Giovani Giornalisti/5 - Il rispetto che si deve al lavoro dei giornalisti.

    Quando penso al lavoro dei giornalisti di oggi, per lo più precari, penso a tutto il lavoro che sta dietro al loro lavoro.

  • I dati (poco incoraggianti) sullo stress dei giornalisti

    Sono 558 i giornalisti che hanno risposto al primo questionario dell’ inchiesta di IrpiMedia sul benessere psicologico tra i giornalisti.

  • I dati Audipress sui giornali (stampa e on line)

    Sono 32,4 milioni gli italiani che leggono almeno uno dei principali giornali su carta o “digitale replica” ogni mese.

  • I dati di vendita dei giornali a gennaio

    Resta Il Corriere della Sera il quotidiano più diffuso in Italia, secondo la rilevazione Ads di gennaio. Conta 263.367 copie tra cartaceo e web.

  • I giornali si vendono (anche) al distributore

    Fieg, la federazione degli editori, ufficializza l’accordo tra Monrif e Ip per i distributori automatici di quotidiani e pubblicazioni all’interno delle stazioni di rifornimento.

  • I giornalisti 'guardiani' sono le persone dell'anno secondo Time

    Di questi tempi la rivista ‘Time’ incorona idealmente il personaggio o i personaggi dell’anno. Stavolta il riconoscimento (solo formale, ma certo significativo) ci tocca molto da vicino. Le ‘Persone dell’anno’ di Time infatti sono I giornalisti in pericolo.

    In particolare vengono citati Jamal Kashoggi, columnist saudita assassinato a Istanbul in circostanze non ancora chiarite, e i giornalisti uccisi alla Capital Gazette di Annapolis. Poi anche la filippina Maria Ressa, e i reporter della Reuters arrestati a Myanmar Wa Lone e Kyaw Soe Oo.

    Time li definisce "i Guardiani", insomma i custodi della vera informazione. E anche in Italia, e ne parliamo spesso su questo nostro sito, è lunga la sequenza di persone che si sono guadagnate questo appellativo.

    All’agenzia Ansa vengono date anche le motivazioni della scelta: "Studiando le scelte per il 2018 ci è apparso chiaramente che la manipolazione e l'abuso della verità sono stati il comune denominatore di tante delle più grandi storie dell'anno".

    I "Guardiani" hanno battuto Donald Trump, secondo classificato. Al terzo posto il procuratore speciale Robert Mueller, che negli Stati Uniti sta indagando sul ‘Russiagate’.

  • I giornalisti italiani e i social network: quanto e come li usano

    Un’indagine Ixè – Encanto ha analizzato l’uso dei social media dei giornalisti italiani. Dalle motivazioni al tipo di contenuti, ecco i risultati.

  • I giovani e il giornalismo. Convegno a La Spezia

    «Giovani. Che obiettivi avete? Che futuro?». In tutto questo i “Giornalisti” che cosa fanno? Fanno un’informazione giusta? Oppure anche “loro” non sanno cosa pensa la gente veramente? E’ quello che è emerso al convegno di due giorni a La Spezia intitolato “Cittadinanza inFormazione” promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori guidato da Andrea Ceccherini e da Fondazione Carispezia presieduta da Matteo Melley. Un evento al quale sono stati invitati a partecipare autorevoli esponenti del mondo dei media e della società civile, sia nazionali che internazionali. Oltre mille gli studenti provenienti da diverse parti d’Italia. Presente anche il segretario della Cei, Mons. Nunzio Galantino...

  • Il 'gioco di ruolo' del presepe. Noi giornalisti chi scegliamo?

    Cos'è il presepe? Una rappresentazione simbolica, una tradizione, un modo per trascorrere del tempo in b famiglia. Sì, è tutto questo, ma se fosse anche un gioco di ruolo? Se provassimo a guardare i personaggi, sceglierne uno in maniera impulsiva, d'istinto, perché ci appare più affine a noi, e immaginarlo come nostro avatar? Ognuno troverebbe in quella statuetta dipinta una caratteristica che può aiutarlo a vivere con sguardo diverso il proprio lavoro, la propria vita.

  • Il cammino fino a Natale

    A prima vista lo stile del periodo di Avvento (e dei personaggi biblici che lo caratterizzano) non sembra quello tipico di chi fa il giornalista. Ma forse, quasi per paradosso, ci potrebbe aiutare a dare un senso nuovo alla nostra professione.

  • Il cardinale Tettamanzi in dialogo con i giornalisti: un rapporto costante e fecondo

    Il cardinale Dionigi Tettamanzi, scomparso sabato 5 agosto, ha sempre avuto un rapporto molto stretto con il mondo del giornalismo e ha partecipato a numerose iniziative di dialogo e di confronto sui temi della comunicazione.Ecco qualche sua frase che abbiamo ritrovato e che offriamo alla riflessione di tutti.

  • Il concorso europeo per aspiranti giornalisti

    Ecco la nuova edizione del concorso dell’Unione europea per aspiranti giornalisti sui temi delle politiche regionali e dei fondi europei. Sono aperte infatti le iscrizioni per 'Youth4Regions'.

  • Il Covid ha ucciso 600 giornalisti, 40 solo in Italia

    Sono oltre seicento i giornalisti morti di Covid nel 2020, in 59 Paesi. Solo in Italia ci sono state 40 vittime accertate.

  • Il dovere dell'empatia per noi giornalisti.

    Sono soltanto due le lettere che differenziano simpatia da empatia. Eppure, gli ambiti di significato delle due parole non potrebbero essere più diversi, se non addirittura opposti, nonostante l’apparente somiglianza dei termini.

  • Il giornalista oggi, ponte fra tradizione e innovazione

    Uno dei primi interventi nei laboratori della Scuola Ucsi di Assisi è stato quello di Vincenzo Grienti, giornalista, scrittore e grande esperto di web e social network (a questo linkil suo ultimo articolo per il nostro sito). Ad uno dei giovani presentai abbiamo chiesto un piccolo contributo su questa esperienza.

  • Il messaggio di Papa Francesco ai giornalisti

    Di seguito pubblichiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, reso noto oggi 24 gennaio 2020.

    «Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria» (Es 10,2). La vita si fa storia

    Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.

  • Il messaggio di Papa Francesco per la 54' Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

    Di seguito pubblichiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, che si celebra il 24 maggio 2020.

    «Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria» (Es 10,2). La vita si fa storia

    Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.

  • Il messaggio di Papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali

    Nel giorno di San Francesco di Sales, riportiamo integralmente il messaggio di Papa Francesco per la prossima giornata delle comunicazioni sociali.

  • Il Papa ai giornalisti: 'seminate speranza, anche nella pandemia di oggi'

    Incontrando la redazione del settimanale cristiano belga “Tertio”, giornale che compie vent’anni, Papa Francesco ha chiesto ai giornalisti cristiani di essere oggi “seminatori di speranza in un domani migliore”. L’invito a tutto il mondo dell’informazione è quello di impedire “che le persone si ammalino di solitudine” e invece possano ricevere parole di sostegno.

  • Il Primo Maggio dei giornalisti: più precario e più povero

    In meno di dieci anni, secondo i dati dell’Osservatorio dell’Agcom, il numero dei giornalisti attivi in Italia si è ridotto di oltre il 10%. Inoltre, quelli che lavorano sono sempre più avanti con l’età: un giornalista su otto oggi ha più di 60 anni, ce n’era appena uno su 40 nel 2000. Quattro su dieci sono freelance, nell’80% dei casi il loro reddito non supera i 20mila euro annui. Insomma, anche nella nostra professione si è indebolita (e di molto) la cosiddetta “classe media”, e per tanti di noi il ‘privilegio’ è quello di avere semplicemente uno stipendio al mese.