minacce

  • I giornalisti 'guardiani' sono le persone dell'anno secondo Time

    Di questi tempi la rivista ‘Time’ incorona idealmente il personaggio o i personaggi dell’anno. Stavolta il riconoscimento (solo formale, ma certo significativo) ci tocca molto da vicino. Le ‘Persone dell’anno’ di Time infatti sono I giornalisti in pericolo.

    In particolare vengono citati Jamal Kashoggi, columnist saudita assassinato a Istanbul in circostanze non ancora chiarite, e i giornalisti uccisi alla Capital Gazette di Annapolis. Poi anche la filippina Maria Ressa, e i reporter della Reuters arrestati a Myanmar Wa Lone e Kyaw Soe Oo.

    Time li definisce "i Guardiani", insomma i custodi della vera informazione. E anche in Italia, e ne parliamo spesso su questo nostro sito, è lunga la sequenza di persone che si sono guadagnate questo appellativo.

    All’agenzia Ansa vengono date anche le motivazioni della scelta: "Studiando le scelte per il 2018 ci è apparso chiaramente che la manipolazione e l'abuso della verità sono stati il comune denominatore di tante delle più grandi storie dell'anno".

    I "Guardiani" hanno battuto Donald Trump, secondo classificato. Al terzo posto il procuratore speciale Robert Mueller, che negli Stati Uniti sta indagando sul ‘Russiagate’.

  • I rischi quotidiani dei giornalisti, soprattutto in Turchia e nei Balcani, rappresentati in una mostra a Bruxelles.

    A Bruxelles il Press Club ha organizzato un'esposizione che mostra le difficili condizioni in cui lavorano i giornalisti nei Balcani occidentali e in Turchia.

  • Il 16 maggio in Rai convegno su mafie e libertà di stampa. Ricordando Pippo Fava.

    Il 5 gennaio dell’84 veniva ucciso a Catania Pippo Fava, giornalista e uomo di cultura che aveva denunciato duramentela mafia.

  • Il giornalismo non è un crimine. Tutti contro il 'bavaglio turco'

    Fuori dal tribunale, alla manifestazione di solidarietà agli imputati, anche Ifj, Efj, Rsf, International Press Institute, Centro europeo per la libertà di stampa e dei media, International Publishers Association, Pen International. In Italia, l'hashtag #NoBavaglioTurco a lungo tra i primi sei topics.

  • Il riconoscimento del Presidente della Repubblica a due giornalisti minacciati

    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Cavaliere al Merito della Repubblica il giornalista calabrese Michele Albanese “per aver affermato il valore della legalità e della libera informazione in un contesto con forte presenza criminale” e la giornalista napoletana Amalia De Simone “ per il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche”. «Con la nomina di Michele Albanese, responsabile Fnsi per la legalità, e di Amalia De Simone a Cavalieri della Repubblica – hanno commentato il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti – il presidente Sergio Mattarella riconosce il coraggio civile di due giornalisti con la schiena dritta e, come già avvenuto con il riconoscimento della stessa o onorificenza a Paolo Borrometi e Federica Angeli, richiama l'attenzione sul fenomeno preoccupante dei cronisti minacciati, costretti a vivere sotto scorta e che lavorano in zone ad alta densità criminale». «Ora - chiedono segretario e presidente - nuove leggi a tutela dei cronisti minacciati».

  • Il ricordo di Daphne, ad un anno dalla morte

    Ad un anno dalla morte di Daphne Caruana Galizia si sono svolte iniziative dei giornalisti a Roma a a Malta per ricordare chi ha perso la vita per il “diritto-dovere di informare”.

  • In America Latina assassinati 42 giornalisti nel 2017

    L'America Latina continua ad essere un continente ad alto rischio per i giornalisti. Nel 2017 lì sono stati assassinati 42 operatori dell'informazione in nove paesi diversi. In molti casi non è stata svolta nemmeno un'indagine per capire chi era il responsabile.

  • In Italia quasi una minaccia al giorno per i giornalisti

    In Italia chi vuole portare alla luce notizie di interesse pubblico corre seri rischi. Dal 2006 ad oggi sono avvenuti 3091 casi di minacce a giornalisti, blogger e operatori dell’informazione. Quasi una al giorno, nel silenzio pressoché totale degli organi di informazione. Questo è quanto emerso dal meticoloso lavoro di indagine portato avanti da “Ossigeno per l’Informazione”, osservatorio sui giornalisti minacciati promosso dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana...

  • In una settimana altri dieci giornalisti minacciati, i numeri salgono

    Dal 15 al 21 aprile l'Osservatorio di Ossigeno per l'informazione ha verificato e reso note altre dieci intimidazioni nei confronti di giornalisti e operatori dell'informazione: si tratta di 8 uomini e 2 donne.

  • Indagini sul giornalista minacciato, avrebbe simulato tutto?

    Il sindacato dei giornalisti ora potrebbe costituirsi parte civile se davvero il giornalista campano Mario De Michele avesse solo finto di aver subito due attentati, a novembre e marzo scorsi.

  • L'appello a non dimenticare Dafne, a due anni dalla morte

    Il 15 ottobre alla sede della Fnsi a Roma ci sarà un incontro per ricordare la coraggiosa gionalista Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta in un attentato esattamente due anni fa. Un caso internazionale, per il quale proprio dall'Italia, ancora una volta, si chiederà che l'Unione Europea faccia la sua parte e metta sotto osservazione Malta, "dove è a rischio la libertà di informazione". Noi qui riproponiamo il ricordo di Dafne, del suo impegno, della sua determinazione, fatto da Andrea Meldoiia (ndr)

  • L'appello dei giornalisti minacciati. L'Ucsi ha già aderito

    L'Ucsi, con la firma della presidente Vania De Luca ha già aderito all'appello dei giornalisti minacciati. Ecco il testo integrale, letto durante la conferenza stampa con Paolo Borrometi nella sede della Fnsi. In fondo le prime adesioni raccolte.

  • L'articolo 21 della Costituzione sui giornali. Iniziativa congiunta Fnsi-Fieg. Intanto nuove minacce ad un giornalista.

    Una pagina con l'articolo 21 della Costituzione italiana, quello sulla libertà di stampa, è pubblicato da giovedì 15 novembre sui giornali italiani.

  • L'Europa contro le difficili condizioni di lavoro dei giornalisti. Nuove misure per fronteggiare le fake news

    Segnaliamo due notizie che arrivano dall’Europa e dai suoi organismi. Una riguarda le condizioni di lavoro dei giornalisti, l’altra la battaglia contro le ‘fake news’.

  • La classifica di Reporters sans Frontieres sulla libertà di stampa

    L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale di Reporters sans Frontieres. Nell'indice della libertà di stampa, il nostro Paese passa dal 77° al 52° posto.

  • La Turchia è il paese con più giornalisti in prigione

    Calano da 81 a 73 i giornalisti in carcere in Turchia, tutti puniti per presunti crimini contro lo Stato. Ma il Paese pgovernato da Erdoğan rimane il primo per numero di reporter in prigione.

  • Le 'solite' minacce contro i giornalisti. Nuovi e inquietanti episodi

    Come denuncia il sito della Federazione nazionale della Stampa, emergono altre sconcertanti segnalazioni di violenze e minacce ai giornalisti.

  • Libertà di stampa, la situazione peggiora in Europa

    L’associazione ‘Reporter Senza Frontiere’ lancia un nuovo allarme: in Europa ci sono troppe limitazioni alla libertà di stampa, violenze, minacce contro i giornalisti. L’Italia adesso è in 46° posizione nella classifica della libertà di stampa. La violenza sui giornalisti è in aumento e il nostro paese è davvero molto indietro rispetto ad altri.

  • Messico, ucciso un altro giornalista. E'il sesto dall'inizio dell'anno.

    Javier Valdez Cardenas era esperto di narcotraffico e criminalità organizzata. E’ il sesto giornalista ucciso nell'ultimo anno in Messico.

  • Minacce a libertà di informazione: Italia primo paese a creare un coordinamento tra rappresentanze giornalisti e forze dell'ordine.

    In Italia sono 19 i giornalisti sotto scorta e 167 quelli per cui sono state disposte misure di vigilanza.
    Sono 90 gli episodi di intimidazione registrati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2017, comunque in diminuzione rispetto ai 114 casi dello stesso periodo del 2016; 73, infine, le persone denunciate o arrestate nei primi 10 mesi dell'anno: due in più rispetto all’analogo periodo del 2016. In gran parte dei casi, è stato rilevato, si tratta di minacce o violenze a danno di giornalisti precari senza un regolare contratto di lavoro e privi di tutele e garanzie.

    La prima riunione operativa del Coordinamento creato per monitorare il fenomeno delle minacce ai cronisti e mettere a punto le necessarie misure di tutela è stata dunque l’occasione per analizzare gli ultimi dati relativi agli atti intimidatori perpetrati ai danni degli operatori dell’informazione.

    Al tavolo, presieduto dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, hanno partecipato, oltre al Capo della Polizia Franco Gabrielli, il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il presidente e il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna e Guido D’Ubaldo.

    «Per quanto in calo rispetto alla scorso anno – ha osservato il ministro Minniti – le minacce rivolte ai giornalisti rappresentano un fenomeno molto serio. È importante che il Coordinamento abbia capacità operativa effettiva e per far questo serve una segreteria tecnica che faccia da connessione tra rappresentanti dei giornalisti e Dipartimento di pubblica sicurezza per monitorare, valutare e, all’occorrenza, reagire in maniera adeguata: una piccola cabina di regia tecnica che consenta ai giornalisti di avere un punto di contatto immediato con la pubblica sicurezza. Nessuno deve sentirsi solo».

    «Il tavolo– ha commentato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso – rappresenta la prima iniziativa di questo tipo in campo europeo. Le minacce ai giornalisti non sono solo un fenomeno italiano e anche i sindacati di altri Paesi guardano con interesse a questo Coordinamento. È importante che l’Italia faccia da apripista sul fronte della sinergia tra rappresentanti della categoria e istituzioni. Un esempio che porteremo anche al prossimo direttivo della Federazione internazionale dei giornalisti».

    Il presidente dell’Odg, Carlo Verna, ha puntato l’attenzione sulla necessità di definire dei criteri per “certificare” lo status di giornalista minacciato. «Noi non siamo preposti a valutare la presunzione di reato. Noi abbiamo il dovere di difendere la libertà di stampa e quindi dobbiamo tutelare il collega che dice di essere minacciato. Sta a forze dell’ordine e magistratura valutare se la minaccia è reale».

    Nel corso dell’incontro si è infine concordato di dedicare specifica attenzione al fenomeno emergente delle minacce provenienti da formazioni neonaziste e neofasciste, nonché a quelle rivolte dalla criminalità organizzata agli operatori dell’informazione che con il loro lavoro accendono un faro sul malaffare in aree del territorio particolarmente a rischio.