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Le notizie che riguardano il giornalismo e la comunicazione

EDITORIA: IN SPAGNA E’ CRISI NERA. EL MUNDO ED EL PAIS TAGLIANO UN TERZO DELLE REDAZIONI. PUBLICO VA SOLO ONLINE. DAL 2008 OLTRE 6MILA GIORNALISTI HANNO PERSO IL LAVORO

el-pais-internaLa crisi economica non in Spagna non risparmia nemmeno l'editoria, settore che mostrava segnali preoccupanti già prima del 2008. Dalla fine di quell'anno a oggi 6.234 giornalisti hanno perso il lavoro e molti altri lo perderanno nei prossimi mesi, con i principali quotidiani in affanno che prevedono profondi tagli. A riferirlo è la Federazione Spagnola delle Associazioni dei Giornalisti, secondo la quale 57 organizzazioni media hanno chiuso i battenti e 23 hanno licenziato personale. Non sono immuni El Pais ed El Mundo, i due principali quotidiani spagnoli, che hanno allo studio il taglio di un terzo delle redazioni. Il quotidiano di sinistra Publico è stato costretto a circoscrivere la sua presenza al web, dopo aver dovuto interrompere la stampa a febbraio con la perdita di 160 posti di lavoro. "E' la situazione più grave mai affrontata dal giornalismo in Spagna", ha commentato Elsa Gonzalez, presidente della Federazione, sottolineando che "i dati dell'ultimo trimestre sono allarmanti e le previsioni sono nere". Tutto questo ha delle conseguenza sulla qualità dell'informazione, ha aggiunto Gonzalez, dal momento che la debolezza dell'organizzazione si ripercuote sul controllo delle fonti e delle informazioni stesse. Per questo, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, la federazione ha indetto giovedì manifestazioni in una quarantina di città per "chiedere migliori condizioni per i giornalisti e sensibilizzare l'opinione pubblica che un giornalismo indebolito indebolisce anche la democrazia". (AFFARITALIANI)

SCIENZA E VITA:UNA DUE GIORNI A ROMA SULLA COMUNICAZIONE

convegno1p"Comunicare scienza. Comunicare vita" è il tema dell'appuntamento che sarà aperto il 4 maggio a Roma dalla lectio magistralis di mons. Domenico Pompili, sottosegretario Cei e direttore Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.( Info e programma su www.scienzaevita.org.)
"Una due giorni all'insegna della comunicazione per confrontarsi su saperi e competenze: un'occasione per offrire una riflessione di alto profilo sia per modalità e tecniche attraverso cui si comunicano i temi della scienza e della vita, sia riguardo gli aspetti interrogativi di riferimento".  Lo ha detto Lucio Romano, docente presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e copresidente nazionale dell'associazione Scienza & Vita con Bruno Dallapiccola, presentando il IX convegno nazionale e XI incontro delle associazioni locali, in programma il 4 e 5 maggio a Roma (Centro Congressi TV2000 di Via Aurelia 796).
Comunicazione autorevole e rigorosa. "Trattare di modalità e mezzi di comunicazione - spiega Romano - significa oggi interpretare nuovi bisogni di conoscenze da declinare con tecniche che consentano una fruizione e condivisione più facile e immediata (es.: twitter, facebook, blog, ecc.) con tempi a disposizione sempre più limitati", mentre la comunicazione sui temi delle biotecnologie, della bioetica e del biodiritto "può pagare lo scotto di una maggiore complessità semantica e argomentativa". In altri termini, "mentre la comunicazione della ricerca scientifica si avvale oggettivamente di un linguaggio e di una penetrazione mediatica più immediata, quella inerente i valori antropologici in gioco" richiede "tempi maggiori per l'argomentazione e per la riflessione da parte dell'utente in quanto coinvolto direttamente con il sentire interiore (coscienza)". Nel rilevare la "specifica attenzione" dei media per l'attualità "della bioetica e della biopolitica", tematiche dalle "rilevanti ricadute sociali e di chiaro interesse pubblico", Romano tuttavia sottolinea la "sovrabbondanza d'informazioni" che "non consente una reale maturazione in consapevolezza da parte dell'utente: troppa informazione, nessuna informazione". Di qui, giacché "la rete non è solo un dispositivo tecnico da utilizzare, ma è un luogo antropologico da abitare", l'esigenza di "autorevolezza e rigore nella comunicazione", oltre alla necessità di una "comunicazione rigorosa per argomentazione, obiettiva e plurale", ossia "non schierata" e che non privilegi "solo alcuni aspetti a discapito di altri". No, dunque, a "integralismi" che si vadano a "contrapporre a discapito della ricerca della verità, intesa come fine e fondamento della interdisciplinarietà in bioetica".
Connettere saperi umanistici e ricerca scientifica. Il doppio appuntamento, prosegue il copresidente di Scienza & Vita, intende rappresentare "un'occasione di confronto e di dialogo costruttivo non escludente, che inerisce il fondamento dell'integrazione tra saperi: prioritariamente tra scientifico-biomedico e antropologico-valoriale" con l'obiettivo di "coniugare in maniera virtuosa sapere descrittivo-quantitativo (scienze biomediche) e sapere valutativo-normativo (etica), con riferimento fondativo all'uomo nella sua intangibile unitridimensionalità (corpo, psiche, spirito) e intrinseca dignità". Un argomento "spesso divisivo" ma di "cogente attualità" da declinare alla luce della integrazione e complementarietà delle conoscenze "che si fanno saperi comuni e condivisi". Proprio sul tema della complementarietà tra saperi umanistici e ricerca scientifica, "spesso posti erroneamente in posizioni di contrapposizione e di reciproche incomprensioni o chiusure apodittiche", Romano richiama il sociologo e filosofo Edgar Morin, secondo il quale "occorre saper unire, connettere, combinare fonti del sapere che rimangono frammentate e separate" giacché "con lo sviluppo della tecno-scienza e della società dell'informazione, diventa cruciale la sfida" della cosiddetta "democrazia cognitiva". Secondo Morin, "la cultura umanistica e scientifica hanno le medesime fonti storiche, obbediscono alle stesse regole fondamentali della dialogica argomentativa e della discussione critica, hanno lo stesso ideale etico della conoscenza della verità". Dalla democrazia cognitiva, prosegue Romano, "emerge poi la necessità di colmare il gap culturale dato dall'asimmetria informativa, ovvero dalla disparità tra disponibilità di informazioni e comprensione delle stesse. Ancor più si sottolinea l'attualità culturale di una 'info-etica' che dia la concreta possibilità di far conoscere la verità sull'uomo" giacché "la tecnologia e i nuovi media sono solo un mezzo, mentre quello che conta è il contenuto", ossia "la verità globale che si comunica". (CEI)

 


GREENACCORD: A TRENTO IL NONO FORUM DELL’INFORMAZIONE CATTOLICA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO SUL TEMA:” SALI’ SUL MONTE, MONS SANUS PRO CORPORE SANO. DOLOMITI BENE UNESCO” . TRA I PARTNER:FISC ED UCSI

cauteruccioIl nono forum dell'informazione cattolica per la salvaguardia del creato promosso da Greenaccord si terra' a Trento dal 14 al 17 giugno sul tema: Sali' sul monte, mons sanus pro corpore sano. Dolomiti bene dell'unesco" con il supporto della Provincia Autonoma e dell'Arcidiocesi di Trento, Greenaccord. Tale percorso formativo - ha precisato il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio (nella foto) -intende affrontare il tema della montagna sotto varie angolature: luogo di incontro con Dio, luogo per ritemprare il corpo e lo spirito, luogo di lavoro, luogo di residenza. Verrà discusso, infine, il delicato rapporto tra montagna e comunicazione e saranno presentate una serie di testimonianze che possano arricchire di "storie" quanto viene presentato in termini di contenuti.Il Forum, arrivato a Trento su esplicita richiesta del territorio, è realizzato con la Federazione Italiana dei Setttimanali Cattolici (FISC) e con l'Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) ed avrà come di consueto il patrocinio sia del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti che della Federazione Nazionale Stampa Italiana. All'interno del Forum è inserita la cerimonia del premio giornalistico "Sentinella del Creato" che sarà conferito a 3 gionalisti scelti da FISC, UCSI e Greenaccord, nonché ad alcuni personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo (gli scorsi anni sono stati premiati il Maestro Angelo Branduardi, la scrittrice Susanna Tamaro, la giornalista Tiziana Ferrario, l'attrice Claudia Koll, l'economista Stefano Zamagni, il conduttore Rai Massimiliano Ossini e la cantante Saba Anglana). (GREENACCORD)

COMUNICARE l'IMMIGRAZIONE. UNA Guida pratica per gli operatori dell'informazione

Handbook_COVER_DEF "Comunicare l'immigrazione. Guida pratica per gli operatori dell'informazione" è l'interessante volume recentemente pubblicato a cura del Fondo Europeo per l'Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007-2013. Una sorta di vademecum per capire più a fondo, e in maniera realistica, le diverse sfaccettature del problema, e aiutare i professionisti della comunicazione a far conoscere questo fenomeno come una importante risorsa di sviluppo, sia per la società ospitante che per il popolo dei migranti. Diversi sono gli argomenti trattati al suo interno.
Dopo una "sitografia ragionata", ovvero un elenco di tutti i siti più seri e aggiornati, non solo italiani, ma anche europei, sul tema migrazione, entra subito nel dettaglio con una descrizione molto accurata dello scenario migratorio nel periodo che va dall'Unità d'Italia al 2010. Ecco alcune cifre: siamo passati dallo 0,4% del 1861, al 0,3% del 1921 e del 1925, fino al 7,5% del 2010, che ha fatto registrare quasi 5 milioni di stranieri regolari nel nostro Paese, presenti soprattutto nelle regioni del Nord Ovest. Una proiezione fino al 2050 arriva a prevedere la presenza di oltre dodici milioni di stranieri contro 55 milioni di italiani, il 20% circa della popolazione.
Il secondo capitolo, molto tecnico ma indispensabile per avere un quadro concreto della situazione, riguarda il quadro legislativo nazionale in materia di immigrazione e le relative competenze istituzionali, mentre il terzo propone una sintesi comparata tra i diversi Paesi europei. Anche in questo caso emergono numeri molto significativi. Secondo dati del 2009, la popolazione straniera in Europa è concentrata prevalentemente in 5 Paesi: al primo posto la Germania con 7.130.919 (pari all'8,7% della popolazione), seguita da Spagna con 5.663.525 (pari al 12,3%), dal Regno Unito con 4.367.605 (pari al 7,0%), dall'Italia con 4.235.059 (pari al 7,0%) e dalla Francia con 3.769.016 (pari al 5,8%). Nell'ultimo decennio l'aumento più forte si è registrato in Spagna (quasi 6 volte) e in Italia (oltre il raddoppio). Tornando alla situazione specificatamente italiana, l'ultima parte del libro porta a riflettere sul rapporto dei media italiani con l'immigrazione, fornendo alcune linee guida per una informazione sempre più corretta. In particolare viene sottolineata la necessità di evitare "il linguaggio della estraneità", dello straniero visto cioè come "colui che viene dal di fuori", ma trattandolo sempre come una parte attiva e integrante della comunità nazionale. In fine (prima dell'indispensabile Glossario, ecco alcuni esempi positivi di immigrazione, per testimoniare, con ancora maggior forza, come nel mondo contemporaneo abbia poco senso parlare ancora di confini geografici o politici.
Insomma si tratta di un grande, e soprattutto utile, lavoro informativo per gli operatori dell'informazione che ci piace riassumere con un breve testo, anonimo, che circola da alcuni anni su Internet: "Il tuo Cristo è ebreo, la tua democrazia è greca, la tua scrittura è latina, i tuoi numeri sono arabi, la tua auto è giapponese, il tuo caffè è brasiliano, il tuo orologio è svizzero, il tuo walkman è coreano, la tua pizza è italiana, la tua camicia è hawaiana, le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine, cittadino del mondo, non rimproverare il tuo vicino di essere straniero".


Comunicare l'immigrazione
Guida pratica per gli operatori dell'informazione
A cura del Fondo Europeo per l'Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007-2013
Realizzato da: Lai-momo e Centro Studi e Ricerche Idos

 

GIORNALISTI:BILANCIO DEL FONDO COMPLEMENTARE, FORTE RECUPERO NEL PRIMO TRIMESTRE 2012

salvadanaioL'andamento negativo e contrastato dei mercati finanziari ha condizionato anche il Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani che ha chiuso il bilancio di esercizio 2011 con un indice negativo, pur assicurando ai propri iscritti un risultato migliore rispetto ai benchmark dei singoli comparti e ai risultati ottenuti dalla gran parte degli altri fondi negoziali. Il valore della quota pari inizialmente a 10 euro è salito, infatti, al 31 dicembre 2011, a euro 10,564 per il comparto "garantito", ad euro 12,591 per il comparto "prudente", ad euro 11,451 per il comparto "mix". L'unico comparto che ha continuato a mantenere un risultato complessivamente negativo è il "crescita" (euro 7,118), il cui portafoglio è formato per il 95% da titoli azionari e che per questo ha subito maggiormente l'influenza della consistente crisi dei mercati. Si tratta di risultati che, nel loro complesso, anche con riguardo ai costi contenuti di esercizio ed ai vincoli di operatività cui il Fondo è vincolato per legge, possono essere visti ottimisticamente. L'andamento iniziale del nuovo anno indica, infatti, una inversione di tendenza dei mercati ed una performance più attiva e dinamica dei gestori finanziari cui sono state affidate le risorse del Fondo. Il primo trimestre 2012 registra un incremento del comparto "garantito" del 4,67%, del comparto "prudente" del 3,43%, del comparto "mix" del 6,56% e del comparto "crescita" del 9,57%, con un sostanziale recupero, quindi, già nel primo trimestre, delle perdite subite nel 2011. Anche sul piano del numero delle iscrizioni si registra una notevole adesione della categoria al Fondo Pensione Complementare. Nel 2011, gli iscritti sono stati 13.481 evidenziando una contenuta contrazione fisiologica rispetto all'esercizio precedente, dovuta alla riduzione della popolazione giornalistica attiva. Il Consiglio di amministrazione del Fondo che ha approvato il bilancio di esercizio 2011 ed ha esaminato la gestione finanziaria del primo trimestre 2012 ha anche preso atto dell'avvio, dopo l'approvazione dell'Authority antitrust e del Ministero del Lavoro, della fase conclusiva delle procedure per la definizione della convenzione tra Fondo ed Inpgi che consentirà a tutti i giornalisti italiani di riscuotere anche la pensione complementare dallo stesso istituto che eroga il trattamento pensionistico obbligatorio. È anche in corso la verifica delle norme statutarie da parte delle fonti istitutive (Federazione Italiana Editori Giornali e Federazione Nazionale Stampa Italiana), che dovrebbe consentire l'allargamento della platea dei possibili iscritti anche ai giornalisti free-lance, nonché ai figli dei giornalisti. (FNSI)

Sul sito www.fondogiornalisti.it, il bilancio 2011 e le relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci.