Il tema dell’incontro “Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione” e’ stato visitato, in particolare, dallo storico sen. Alberto Monticane (“questo luogo aggregativo era e rimane un forte spazio qualitativo ed etico della professione”) e dal Card. Roberto Tucci, vice presidente dell’Unione dal 1961 al 1982 che nella intervista televisiva ha sottolineato che (“nel futuro dell’Ucsi, che gia’ e’ presente, vedo la continuazione della riflessione sui problemi etici, giuridici, organizzativi della stampa in una visione cattolica anche attraverso la rivista Desk che rappresenta una delle migliori iniziative realizzate in questi ultimi anni.”).
Se Mons. Domenico Pompili, sottosegretario e direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della Cei ha invitato , sottolineando le parole del papa, a “guardare oltre le cose penultime e mettersi alla ricerca di quelle ultime,vere” il presidente dell’Ucsi, Andrea Melodia, ha ricordato che “nata nel 1959 per iniziativa di alcuni prestigiosi giornalisti, l’Ucsi si e’ poi rafforzata negli anni conciliari dai quali ha preso il via una lunga fase nobile che segnera’ tappe importanti nella dialettica interna alla professione giornalistica e nell’elaborazione di una cultura dell’informazione.”
“Alla lunga, pero’ – ha aggiunto – l’associazione ha finito per patire un certo collateralismo con la politica: cosi’, nel dicembre 1993, si e’ giunti ad una svolta con l’approvazione di un nuovo Statuto. Ha preso il via, quindi, una fase di servizio che perdura tuttora: servizio alla chiesa ed ai giornalisti cattolici puntando soprattutto sul ruolo formativo, sul rafforzamento del carattere etico e di pubblico servizio del lavoro giornalistico.”
‘La politica – ha aggiunto – e’ diventata spettacolo: anche l’Ucsi dovrebbe fare spettacolo per attirare l’attenzione della politica? Noi abbiamo scelto una strada diversa quella del servizio alla formazione che ci pare la piu’ utile ad affrontare i problemi di oggi. Nessuno pretende che il giornalista sia un missionario. Il giornalismo e’ anche un mestiere ed e’ inevitabile che tenga conto anche del mercato e delle mode. Ma questi rapporti pretendono nel giornalista un alto livello di consapevolezza, di cultura e di onesta’ intellettuale.”
Dopo aver ricordato l’esempio dato nella sua professione da Emilio Rossi (con il quale ha lavorato nella Rai) che e’ stato presidente dell’Ucsi dal 1999 al 2002 Melodia ha affermato che “Oltre alla celebrazione del 4 dicembre , momento d’incontro pubblico ed istituzionale, stiamo preparando per la prossima primavera una scuola di Alta formazione per giornalisti dedicata all’etica della professione. Abbiamo inoltre una attenzione particolare ai nuovi media, anche attraverso il nuovo sito www.ucsi.it e la rivista di cultura e ricerca sulla comunicazione ‘Desk’. “Ritengo importante – ha concluso – che l’Ucsi possa avere un ruolo anche critico nei confronti di certe aberrazioni della comunicazione che oggi si verificano, ad esempio, nella televisione. Sul piano normativo, inoltre, ci si aspetta, speriamo in tempi rapidi, una riforma dell’Ordine dei Giornalisti che gli dia maggiore agilita’ e celerita’. Occorre, infine, fare uno sforzo dell’Unione verso i giovani (aiutandoli a crescere professionalmente perche’ c’e’ un bisogno crescente di competenza, di responsabilita’ e di etica) e per migliorare la qualita’ della comunicazione da cui dipende la qualita’ del nostro paese.”
A chiusura della manifestazione e’ stato presentato “il Manifesto per un’etica della professione” dal prof Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione e di filosofia morale dell’Universita’ di Pisa che e’ gia’ stato sottoscritto (il cui testo e’ stato pubblicato nel numero in edicola di Desk) da numerose associazioni e professionisti della comunicazione. Il “Manifesto’ fa un richiamo ad un’etica della responsabilita’ che consente di rendere piu’ concreto e piu’ facilmente realizzabile cio’ che e’ previsto dalla deontologia.”
Hanno portato il saluto il segretario generale, della Fnsi, Franco Siddi, il segretario nazionale dell’ Odg, Enzo Iacopino ed il presidente dell’Aiart, Luca Borgomeo.
Hanno inviato messaggi, invece, il presidente ed il vice presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini e Rocco Bottiglione, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Gianni Letta ed i Cardinali Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, e Angelo Bagnasco, presidente della Cei.
Roma 4 dicembre 2009 Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati.

