4 Ottobre 2010
Share

OLTRE WIKILEAKS: IL FUTURO DEL GIORNALISMO CON LA DIFFUSIONE DEI DATI GREZZI. I GIORNALISTI SONO PRONTI ALLA SFIDA?

WikiLeaks ( letteralmente " fuga di notizie", ma e' l'organizzazione internazionale che riceve documenti coperti da segreto che poi vengono messi in rete) in realtà, non ha inventato nulla: la piattaforma più scomoda del giornalismo in rete ha soltanto trovato un modo rapido per diffondere dati altrimenti inaccessibili. Eppure, l'esperienza di WikiLeaks (benché non abbia ancora avuto grandi emuli) deve essere superata al più presto. Gli strumenti non mancano. Sono gli operatori del settore che, soprattutto in Italia, non sembrano pronti ad affrontare la sfida che coinvolgerà il giornalismo nel prossimo futuro. Mi riferisco al passaggio dalle agenzie di stampa ai dati grezzi.

La diffusione di massa dell’accesso a internet ha comportato, almeno in Occidente, un cambio radicale del modo di reperire le informazioni. L’ultimo decennio ha decretato l’inadeguatezza della televisione come strumento di divulgazione delle notizie: l’informazione corre sul web e persino i canali tematici (in chiaro o, a pagamento) non possono starle dietro. Ne sono esempio le recenti catastrofi naturali, anche nel nostro Paese. Quando in TV è stata diffusa la notizia del terremoto in Abruzzo, la rete aveva già dato l’allarme da ore.
E, allora, il giornalismo è chiamato a differenziarsi e a specializzarsi. Sostenere che la carta stampata abbia i giorni contati equivarrebbe a riproporre gli anatemi che prevedevano la scomparsa della radio, col successo della televisione. È più realistico (e persino auspicabile) che a cambiare siano i contenuti: un cambiamento già in atto, sebbene in sordina. Radio, televisione e giornali avranno un ruolo diverso da quello ricoperto in passato. Non più divulgazione, ma approfondimento. Internet ha tempi troppo ridotti per consentire riflessioni. ( Blog.it)