17 Dicembre 2010
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MESSAGGIO PACE 2011. PAPA: L’EUROPA RICONOSCA SUE RADICI E DIRITTO ALLA VITA. LIBERTA’ RELIGIOSA BENE ESSENZIALE

"L'Europa sappia riconciliarsi con le proprie radici cristiane, che sono fondamentali per comprendere il ruolo che ha avuto, che ha e che intende avere nella storia; sapra', cosi', sperimentare giustizia, concordia e pace, coltivando un sincero dialogo con tutti i popoli". Lo chiede il Papa nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace.. "Esprimo il mio auspicio - scrive - affinche' in Occidente, specie in Europa, cessino l'ostilita' e i pregiudizi contro i cristiani per il fatto che essi intendono orientare la propria vita in modo coerente ai valori e ai principi espressi nel Vangelo". In proposito, Benedetto XVI cita il tema della difesa della vita. "La dignita' trascendente della persona - ricorda - e' un valore essenziale della sapienza giudaico-cristiana, ma, grazie alla ragione, puo' essere riconosciuta da tutti. Questa dignita', intesa come capacita' di trascendere la propria materialita' e di ricercare la verita', va riconosciuta come un bene universale, indispensabile per la costruzione di una societa' orientata alla realizzazione e alla pienezza dell'uomo".

FOMENTA ODIO CHI RINNEGA I SIMBOLI RELIGIOSI

“Fomentano l’odio e il pregiudizio” quelle “forme piu’ sofisticate di ostilita’ contro la religione, che nei Paesi occidentali si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l’identita’ e la cultura della maggioranza dei cittadini”. Criticando senza citarla direttamente la sentenza della Corte Europea di Strasburgo contro il Crocifisso nelle scuole e altre simili decisioni, Papa Ratzinger aggiunge che tali comportamenti “non sono coerenti con una visione serena ed equilibrata del pluralismo e della laicita’ delle istituzioni, senza contare che le nuove generazioni rischiano di non entrare in contatto con il prezioso patrimonio spirituale dei loro Paesi”.

I CRISTIANI SONO GRUPPO RELIGIOSO PIU’ PERSEGUITATO

“I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede”.Aggiunge  Benedetto XVI  che “risulta doloroso constatare che in alcune regioni del mondo non e’ possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della liberta’ personale”, mentre “in altre regioni vi sono forme piu’ silenziose e sofisticate di pregiudizio e di opposizione verso i credenti e i simboli religiosi”. “Il mio pensiero – confida il Papa – si rivolge in particolare alla cara terra dell’Iraq, che nel suo cammino verso l’auspicata stabilita’ e riconciliazione continua ad essere scenario di violenze e attentati”. In particolare Ratzinger cita “le recenti sofferenze della comunita’ cristiana, e, in modo speciale, il vile attacco contro la Cattedrale siro-cattolica Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Baghdad, dove, il 31 ottobre scorso, sono stati uccisi due sacerdoti e piu’ di cinquanta fedeli”.

LA DIMENSIONE PUBBLICA FEDE FAVORISCE L’ETICA IN POLITICA

La liberta’ religiosa rappresenta “un elemento imprescindibile di uno Stato di diritto; non la si puo’ negare senza intaccare nel contempo tutti i diritti e le liberta’ fondamentali, essendone sintesi e vertice”. Ancora nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace che sara’ celebrata il prossimo primo gennaioerma poi che la libertà religiosa “favorisce l’esercizio delle facolta’ piu’ specificamente umane, crea le premesse necessarie per la realizzazione di uno sviluppo integrale, che riguarda unitariamente la totalita’ della persona in ogni sua dimensione” compresa quella “pubblica”. La fede, infatti, “non si esaurisce nella sola dimensione individuale, ma si attua nella propria comunita’ e nella societa’, coerentemente con l’essere relazionale della persona e con la natura pubblica della religione”. “E’ innegabile – ricorda in proposito il Papa teologo – il contributo che le comunita’ religiose apportano alla societa’. Sono numerose le istituzioni caritative e culturali che attestano il ruolo costruttivo dei credenti per la vita sociale”. Ma, sottolinea Ratzinger, “piu’ importante ancora e’ il contributo etico della religione nell’ambito politico. Esso non dovrebbe essere marginalizzato o vietato, ma compreso come valido apporto alla promozione del bene comune. In questa prospettiva bisogna menzionare la dimensione religiosa della cultura, tessuta attraverso i secoli grazie ai contributi sociali e soprattutto etici della religione”. Tale dimensione, inoltre, “non costituisce in nessun modo una discriminazione di coloro che non ne condividono la credenza, ma rafforza, piuttosto, la coesione sociale, l’integrazione e la solidarietà”.

NO A FANATISMO, VA RICONOSCIUTA LIBERTA’ DI CONVERTIRSI

“Il fanatismo, il fondamentalismo, le pratiche contrarie alla dignita’ umana, non possono essere mai giustificati e lo possono essere ancora di meno se compiuti in nome della religione”. “La professione di una religione – ricorda Benedetto XVI – non puo’ essere strumentalizzata, ne’ imposta con la forza. Bisogna, allora, che gli Stati e le varie comunita’ umane non dimentichino mai che la liberta’ religiosa e’ condizione per la ricerca della verita’ e la verita’ non si impone con la violenza ma con la forza della verita’ stessa”. La liberta’ religiosa, scrive il Pontefice, “e’ un bene essenziale: ogni persona deve poter esercitare liberamente il diritto di professare e di manifestare, individualmente o comunitariamente, la propria religione o la propria fede, sia in pubblico che in privato, nell’insegnamento, nelle pratiche, nelle pubblicazioni, nel culto e nell’osservanza dei riti”. E dunque “non dovrebbe incontrare ostacoli” chi volesse “aderire ad un’altra religione o non professarne alcuna”. In questo ambito, continua il Messaggio reso noto oggi, “l’ordinamento internazionale risulta emblematico ed e’ un riferimento essenziale per gli Stati, in quanto non consente alcuna deroga alla liberta’ religiosa, salvo la legittima esigenza dell’ordine pubblico informato a giustizia”. (AGI)
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