6 Marzo 2012
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GIORNALISMO: CONTRO L’OPINIONISMO SEMPRE PIU’ AGGRESSIVO, TORNARE ALLA VERITA’. UN DIFENSORE CIVICO DELL’INFORMAZIONE?

GLI INCONTRI SULLA PROFESSIONE DELL'ODG. Il pluralismo delle voci non giustifica l' opinionismo aggressivo e impudente e l' abbandono ostentato di qualsiasi rispetto nei confronti della verità (anche solo putativa) dei fatti - Un ulteriore approfondimento dell' analisi e delle proposte presentate in relazione alla Ricerca su ‘'Informazione e pubblicità, relazioni pericolose'', che sarà al centro la mattina dell' 8 marzo di un nuovo incontro pubblico - ‘' Il concetto che la verità stia nel tutto è una astrazione che va denunciata e superata, perché diventa un alibi per qualsiasi deformazione informativa'' - Un monitoraggio costante e l' ipotesi di un ‘'difensore civico dell' informazione''. Il pluralismo delle voci non giustifica l' opinionismo aggressivo e impudente e l' abbandono ostentato di qualsiasi rispetto nei confronti della verità (anche solo putativa) dei fatti. Il concetto che la verità stia nel tutto è una astrazione che va denunciata e superata, perché diventa un alibi per qualsiasi deformazione informativa offrendo la comoda giustificazione secondo cui l' opinione pubblica riuscirebbe a trovare in ogni caso un giusto equilibrio informativo e quindi a formarsi un' opinione equilibrata.

Non è solo il tumultuoso processo innovativo delle tecnologie che canalizzano l’ informazione a influenzare i comportamenti sociali e politici, ma anche – osserva in particolare Michele Urbano in un approfondimento della sua relazione – ‘’l’ opinionismo aggressivo (si pensi a qualche giornale o a qualche talk show), dove la partigianeria viene orgogliosamente esibita e che spesso rende difficile distinguere tra notizie e commenti”. ‘’E’ ora di cominciare ad ammettere – osserva Urbano – che alcune teorie democratiche in cui ci siamo cullati per decenni erano in realtà semplici miti, utili forse a quietare le nostre coscienze professionali, ma che nel concreto della realtà quotidiana erano pure astrazioni”. Ed è ora quindi di denunciare come un grosso problema le implicazioni deontologiche di questo progressivo e ostentato abbandono della distinzione fra fatti e opinioni a favore di una partigianeria sempre più cattiva e di pancia (più che di testa) – vedi quel titolo “E’ solo un cretinetti” sparato dal Giornale in prima pagina per definire il povero No-Tav caduto dal traliccio -. Vanno, quindi, individuati dei nuovi strumenti per ribadire i vecchi principi deontologici che sono l’ essenza del giornalismo onesto: – la lealtà verso il lettore; il rispetto della verità. E per intervenire concretamente contro chi li calpesta. Da qui le proposte di un difensore civico dell’ informazione, esterno al mondo della professione giornalistica; un costante monitoraggio di quello che accade nel mondo dell’ informazione nel nostro paese dotando gli Ordini, sia a livello nazionale che a livello locale. (ODG,LSDI)