14 Maggio 2012
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LIBERTA’ DI STAMPA: L’OSTINAZIONE DI ALBERT CAMUS

La libertà di stampa non è che uno dei volti della libertà tout court. Lo scriveva Albert Camus il 25 novembre del 1939, la Seconda guerra mondiale era scoppiata da due mesi. Il Manifesto della libertà di stampa e' un articolo inedito pubblicato due mesi fa da Le Monde ritrovato negli Archives nationales d'outre-mer di Aix En Provence, vicino a Marsiglia. Le scarpe di Kapuściński, da consumare percorrendo le strade del mondo per diventare buoni giornalisti, non sono che la metafora dell'"ostinazione" che il futuro filosofo e scrittore, Camus, nel 1939 fissa come uno dei quattro mezzi fondamentali "con cui, nel contesto della guerra e delle sue schiavitù, la libertà possa essere non soltanto preservata, ma perfino manifestata". La lucidità, l'opposizione e l'ironia sono gli altri tre mezzi.

Albert Camus, che nel 1939 aveva fondato un giornale in Algeria, “Le Soir republicain”, combattendo ogni giorno contro la censura francese che concedeva libertà di stampa in Francia ma la negava in Algeria, insegna ai giornalisti e ad ogni cittadino di questo mondo che “un giornale indipendente indica la fonte delle sue informazioni, aiuta il pubblico a vagliarle, ripudia il lavaggio del cervello, evita le invettive, sopperisce con dei commenti all’uniformazione delle informazioni e, in breve, serve la verità nell’umana misura delle sue forze”. Tutto ciò perché “non c’è coercizione al mondo che possa indurre una persona con un minimo di rettitudine ad accettare di essere disonesta… se non può dire tutto quello che pensa, gli è possibile non dire quello che non pensa o che crede falso”.
Verificare, dunque, ogni notizia prima di scriverla è una regola che va bene in guerra, in pace e in uno strano periodo come il nostro, in Italia, nel quale il giornalismo soccombe alle crisi economiche e alle censure di ogni tipo (degli editori che pagano articoli dei free lance poco più di un caffè al bar e ora hanno a diposizione anche codici di disciplina che incidono sulle materie professionali, della pubblicità, dei direttori, della politica, della finanza, fino alle autocensure). Soccombe e allo stesso tempo rivive sotto nuove spoglie nel mondo della rete con esiti ancora tutti da sperimentare, verificare e scoprire. “La libertà di stampa non è che uno dei volti della libertà tout court”, e per difendere la libertà ognuno, individualmente e se riesce in gruppo, ha il dovere di testimoniare lavorando onestamente. “… Bisogna attenervisi anche senza vedere oltre – finisce Camus -. La storia potrà tener conto di questi sforzi oppure no ma saranno stati fatti”. Testimoniare per dire che, comunque, ne è valsa la pena.(da LSDI)