13 Giugno 2012
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NOMINE RAI:IL PRESIDENTE DELL’UCSI ANDREA MELODIA, OPERAZIONE RIUSCITA:DUE MANAGER SENZA LOTTIZZAZIONI POLITICHE. IN AZIENDA CI SONO ANCORA FORZE PROFESSIONALI IN GRADO DI DARE UNA VIRATA POSITIVA

Dunque la prima parte dell'operazione sembra essere riuscita: il premier Monti ha indicato per i vertici RAI due manager di sua fiducia, evitando dipendenze e lottizzazioni politiche. Due manager, esperti di azienda e di gestione economica: non uomini di prodotto, non giornalisti, non persone con competenze editoriali.Anche gli economisti dovrebbero avere imparato che le aziende editoriali non sono come tutte le altre aziende. Per le aziende manifatturiere la competenza di prodotto può essere solo questione risolvibile nel mercato, anche se la vera innovazione richiede ricerca, investimenti, vivai interni. Per l'azienda editoriale i contenuti sono tutto, possono giorno dopo giorno cambiare radicalmente riconoscibilità, affezione del pubblico, risultati economici. Bastano due programmi sbagliati per mettere in crisi una rete, bastano due notizie false o taciute a deprimere una testata.  

La concorrenza è continua, il controllo e il giudizio si espandono all’istante seguendo le infinite vie della rete. Per questo i manager di una azienda editoriale non posso delegare ai tecnici la competenza di prodotto.
Il pacchetto delle nomine è lontano dalla conclusione. Credo che Monti abbia fatto bene a portare in RAI nomi estranei alle lotte intestine, che sono frutto delle servitù politiche della dirigenza. Però non ha ancora trovato gli uomini di prodotto cui affidarsi. Speriamo che conosca questa lacuna e che sia in grado di superarla.
All’interno della RAI, e questa è una confortante notizia, ci sono ancora forze professionali che sono in grado di dare una virata positiva. Lo si è visto anche in una recentissima giornata di riflessione semi-pubblica dedicata alla crossmedialità, nella quale sono stati esaminati da molti punti di vista le profonde trasformazioni che la multimedialità impone nel pensare il prodotto, e anche nell’organizzare l’Azienda. Un vicedirettore generale ha riconosciuto la verità di quanto andiamo ripetendo da anni, cioè che bisogna superare la tradizionale struttura di Testate e Reti tra loro concorrenti.
I dirigenti della RAI hanno ancora competenze, ma sono in attesa di una guida che sappia dedicarsi alla innovazione di prodotto, sia libera da influenze esterne, e capace di reinterpretare autonomamente – visto che la politica stenta a farlo – la missione del servizio pubblico nell’epoca della crossmedialità. (Andrea Melodia)