Papa Francesco ha ricevuto nei giorni scorsi monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Ionio (nella foto), nominato dal Pontefice segretario generale della Cei. In una intervista rilasciata a Radio vaticana, monsignor Galantino ha toccato diversi temi. Soffermandosi sulla comunicazione cattolica in Italia, il presule ha affermato che vi sono “potenzialità straordinarie”. Ma, ha precisato, “dovremmo, secondo me, essere meno bigotti, tutti quanti. Cioè, essere capaci di intercettare come gli altri e prima degli altri, perché c’è una sensibilità grande nei nostri mezzi di comunicazione sociale. Abbiamo fior di professionisti che, però, molte volte, per un malinteso senso di ecclesialità, per un malinteso senso di fedeltà alla Chiesa, diventano più bigotti dei bigotti. E questo tipo di comunicazione non va da nessuna parte: non serve a nessuno. Non serve a nessuno…”. Il tema sollevato dal segretario della Cei è stato ripreso da “Avvenire”, con un giro di pareri raccolti tra i giornalisti cattolici, e dall’agenzia Sir, con un commento di Cristiana Dobner. Riteniamo utile mettere a disposizione delle ventinove associazioni aderenti al Copercom e dei lettori l’intervista integrale di Nunzio Galantino a Radio vaticana e i due approfondimenti del quotidiano cattolico “Avvenire” e dell’agenzia di stampa Sir (Servizio informazione religiosa). Entrambi i media, come è noto, hanno lo stesso editore: la Conferenza episcopale italiana. (COPERCOM)
Bigotto mai e poi mai! Impegno di comunicatore di Cristiana Dobner (Sir)
Scelta di campo: ecclesiali o «bigotti»? Giacomo Gambassi, Avvenire

