11 Maggio 2014
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PROFESSIONE: STAMPA AMERICANA VEDE NERO IL FUTURO DEL GIORNALISMO

THE-NEWSROOM 1I colleghi d’oltreoceano si interrogano, come capita anche da questa parte del mondo, sul futuro della professione di giornalisti. E anche a causa di un rapporto molto particolareggiato su questo mestiere sono piuttosto pessimisti su quello che sarà della stampa. Il corrispondente de La Stampa d New York, Paolo Mastrolilli, racconta il perché. Morale basso tra i giornalisti americani, sempre più insoddisfatti della direzione presa dalla loro professione. E’ il risultato dello studio “The American Journalist in the Digital Age”, realizzato dalla Indiana University School, che ogni dieci anni misura il polso al mondo della carta stampata. I numeri sono piuttosto deludenti. Secondo il 59,7% dei giornalisti americani, il loro settore negli Stati Uniti sta andando nella direzione sbagliata. Solo il 23,3% dice di essere molto soddisfatto del proprio lavoro, e questo rappresenta un calo secco del 10% rispetto allo stesso sondaggio condotto nel 2002. Il 62,6% degli intervistati ha rivelato che la sua redazione si è ridotta nel corso dell’ultimo anno, mentre solo il 13,2% ha visto fare assunzioni. Questo significa che i giornalisti stessi stanno invecchiando, infatti l’età media di quelli impiegati a tempo pieno è salita da 41 a 47 anni. Ci sono un po più di donne, aumentate del 4,5%, ma i posti occupati dalle colleghe restano intorno ad un terzo del totale. La situazione invece è peggiorata per le minoranze, che sono scese ancora, di un punto, dal 9,5% del 2012 all’8,5% di oggi. Se si considera che le minoranze costituiscono il 36,6% della popolazione totale americana, diventa chiaro quanto sono sotto rappresentate nel campo dell’informazione. Gli stipendi sono arrivati a circa 50.000 dollari di media nazionale, con un aumento del 12,9%, che però resta sotto il tasso di inflazione combinato, calcolato al 29,5% durante gli ultimi dieci anni. La donne anche qui restano penalizzate, perché guadagnano meno degli uomini, tranne quelle assunte da meno di cinque anni. (ILJOURNAL)