La deontologia professionale, i codici di comportamento e la questione del giornalismo digitale dall’aspetto culturale a quello dell’architettura dell’informazione hanno caratterizzato la seconda giornata dell’alta scuola di formazione dell’Ucsi in corso a Fiuggi. Padre Occhetta, scrittore de La Civilta’ Cattolica e Consulente nazionale dell’Ucsi ha sottolineato, in particolare che La deontologia dei giornalisti prima di fondarsi su regole (esterne) si fonda su cinque principi (interni) del giornalista: 1. la responsabilità che è la capacità del giornalista di saper valutare gli effetti e le conseguenze della notizia nel rispetto del bene comune; 2. la preparazione rigorosa che richiede di applicare a regola d’arte tutte le tecniche della professione; 3. la credibilità che è forza di non essere falsificati; 4. la coerenza: la capacità di far corrispondere ciò che si crede e si vive con ciò che si dice; la capacità di attaccare le idee e di rispettare la persona. Per rifondare- ha concluso – la dimensione del dovere (che è sempre una responsabilità verso l’altro) è importante rilanciare l’etica della responsabilità che è alternativa all’etica dominante, quella della convinzione (la stretta osservanza formale delle regole che si osservano per essere nel giusto). Ma basterebbe una massima antica di Publio Siro per rifondare la deontologia «Accettare un beneficio equivale a vendere la propria libertà». È il crinale su cui si gioca la deontologia.
Il presidente dell’ordine, Enzo Iacopino ha affrontato la questione , facendo riferimento ai codici deontologici, dei diritti e doveri della professione. Le carte – ha detto – sono necessarie tenendo sempre presente che dietro i fatti ci sono le persone da rispettare. Il diritto di cronoca, ha aggiunto, e’ alla base della nostra professione anche se non va travisato. Non possono valere le 5 S ( sport, spettacolo, sangue, sesso e soldi).E’ questa, si e’ domandato, l’informazione di cui i cittadini hanno bisogno? Certamente no: molti, pero’, perseguono questa strada in nome delle vendite del giornale. Iacopino ha, infine ricordato la battaglia dell’ordine sul problema dell’equo compenso: i giornalisti non sono schiavi che devono essere retribuiti con pochi euro.
Badaloni ( a sin nella foto) e Mario Tedeschini Lalli ( a destra nella foto) esperti del mondo digitale. Entrambi lavorano al gruppo espresso. Il primo e’ un esperto dell’architettura dell’ informazione, mentre il secondo e’ vice responsabile dell’innovazione e sviluppo .
