Sono quasi definite le linee guida per l’erogazione del Fondo straordinario per l’editoria istituito presso palazzo Chigi: 45 milioni per il 2014, a decrescere per i due anni successivi. E l’obiettivo è chiudere la partita entro giugno, con il decreto che metterà nero su bianco i nuovi criteri per l’erogazione delle risorse. Linee guida che oggi il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria, Luca Lotti, ha illustrato ad alcuni deputati del Pd. Spiegando, riferiscono fonti di governo, che l’obiettivo è creare mille nuovi posti di lavoro per giornalisti a tempo indeterminato e determinato nell’arco del triennio.Secondo quanto anticipato da Lotti, i 45 milioni del fondo andranno per poco meno della metà, quasi 20 milioni, proprio agli incentivi per creare nuova occupazione. Somma che verrebbe confermata anche nei due anni successivi. Un’altra ventina di milioni servirà invece a coprire le ristrutturazioni aziendali: in gran parte per prepensionamenti (si stima saranno circa 150-160 nel 2014) e in una piccola quota per gli ammortizzatori sociali (ad esempio i contratti di solidarietà) cofinanziati dagli editori. I rimanenti 5 milioni dovrebbero invece essere utilizzati per gli incentivi all’innovazione tecnologica delle aziende editoriali, con il meccanismo del fondo di garanzia: le risorse pubbliche serviranno dunque a garantire presso le banche per la concessione di finanziamenti alle aziende, ottenendo così un’effetto leva che moltiplica l’impatto delle risorse.
Ma l’aspetto su cui punta maggiormente Lotti è proprio la creazione di posti di lavoro. La previsione («Prudente», dicono fonti di governo) è che in tre anni si possano raggiungere 1000 nuovi occupati con un picco nella seconda metà del 2015, grazie all’entrata in vigore del nuovo contratto nazionale dei giornalisti. Il meccanismo è quello dello sgravio fiscale per le aziende che assumono: quasi del 100% nel caso di assunzione a tempo indeterminato, in misura “molto” minore nel caso di contratto a tempo determinato ma con la possibilità di aumentare lo sgravio – anche con effetto retroattivo – nel caso di trasformazione a tempo indeterminato. Previsto anche un meccanismo di verifica, dopo 18 mesi, per valutare l’efficacia dello strumento in termini di buona occupazione, con la previsione di sanzioni in caso di mancata stabilizzazione dei lavoratori. (EUROPA)

