Prosegue la battaglia dei lavoratori di T9, storica emittente regionale del gruppo Caltagirone, che lo scorso 16 agosto hanno scoperto senza nessun preavviso la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda. La speranza di proseguire a fare con impegno e disponibilità il proprio lavoro si sta affievolendo ora dopo ora. Giornalisti e tecnici, affiancati dai sindacati, stanno tentando con ogni mezzo di avviare una trattativa ma finora senza alcun risultato.L’incontro in Regione con la società editrice che si è svolto lo scorso mercoledì non ha prodotto alcun passo in avanti. Come si legge nel comunicato che i giornalisti hanno diffuso “l’editore non ha dato alcuna risposta alla richiesta dei lavoratoti di essere ricollocati nelle altre aziende della galassia Caltagirone né ha dato alcuna rassicurazione sui tre stipendi arretrati e non ancora erogati”.
Un dramma che, oltre a strangolare economicamente le famiglie dei lavoratori, contribuisce a compromettere ulteriormente la pluralità dell’informazione a livello locale, già danneggiata dalla crisi che ha messo in ginocchio numerose emittenti sia televisive che radiofoniche.
I giornalisti non si arrendono, in rete lanciano l’hashtag #nonpuoispegnere t9 e sui social network pubblicano immagini delle loro bocche imbavagliate. Una dichiarazione di guerra senza mezzi termini: “I lavoratori non accetteranno passivamente la cancellazione dei loro posti di lavoro per vederli magari rimpiazzati da forme di lavoro precario e sottopagato”. Queste le parole del comunicato lette ai telespettatori prima di mandare in onda i servizi del telegiornale, che da bravi professionisti, continuano a realizzare tutti i giorni. (ONLINENEWS)

