15 Ottobre 2014
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RAI: GUBITOSI RIFORMA VA FATTA IN FRETTA, MA ALCUNI GIORNALISTI CHIAMANO POLITICI.USIGRAI:FARE NOMI

ooCi sono stati alcuni nostri giornalisti – spiega il direttore generale della Rai Gubitosi – che hanno telefonato alla politica per chiedere di bloccare ogni tentativo di riforma. Questa è una pessima abitudine della Rai. Subito la replica dell’Usigrai: I giornalisti telefonano ai politici per bloccare la riforma? L’accusa e’ grave. Il Dg ha il dovere di fare nomi e cognomi di chi secondo lui avrebbe fatto queste telefonate. Il gioco di assegnare le casacche dei conservatori ai giornalisti e’ talmente sfacciato da far nascere in noi un sospetto: il Dg cerca scuse per sottrarsi al confronto con il sindacato, proprio alla vigilia dell’avvio del tavolo sulla riforma?
Il convegno sul servizio pubblico
“In Italia ci sono stati pochi esempi di governance duale, che sono nati per esigenze di fusioni. Rispondevano quindi più a logiche legate ai soci che ad un’effettiva necessità di governance. Credo che l’ipotesi lanciata da Cheli (fondazione sul modello Bbc, ndr) meriti un’attenta valutazione”. Così il dg Rai, Luigi Gubitosi, a margine del convegno sul servizio pubblico, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse d’accordo con la presidente Tarantola secondo cui il sistema duale in Italia non ha funzionato.
 
“La Bbc è un esempio interessante – ha spiegato il dg – ma il problema è che occorre un cambio culturale del Paese. L’indipendenza è un grande valore, in un momento di notevoli difficoltà economiche è già una sfida spostare le risorse dall’esistente al nuovo. Una delle prime sfide per il passaggio tra broadcaster a  Media Company passa dall’informazione”. Gubitosi ha quindi aggiunto che: “occorre certezza di ricavi che diano stabilità nel tempo. L’indipendenza culturale va di pari passo con l’indipendenza economica”.
“E’ molto importante che ci sia una nuova governance che sia seguita anche da un cambiamento di comportamenti”. A sottolineato Gubitosi, intervenendo al convegno “Rai: missione, indipendenza e governance”.    “Dovrà – ha spiegato il dg – essere motivo di orgoglio di un partito dire ‘cerco di mettere in Consiglio questa persona perché è brava’ e non per altri motivi. D’altro canto, non sono d’accordo con Fico: il fatto di essere stato un parlamentare non deve essere una stigmate”. Una riforma per la governance, conclude Gubitosi, “va fatta in fretta”.
Sul canone da pagare alla Rai, ha detto poi Gubitosi, “dobbiamo essere pronti se ci saranno cambiamenti da fare. Bisogna farli subito perché siano in vigore entro il 1 gennaio”. “Se pagassimo tutti – aggiunge Gubitosi – potremmo pagare tutti di meno. Vedo la lotta all’evasione del canone non per migliorare il profitto dell’azienda, ma per una maggiore equità di tutti. Il canone viene presentato come la tassa più odiata dagli italiani, ma quale è la tassa più amata? Il nostro canone – conclude Gubitosi – è il più basso d’Europa. Il giorno in cui l’Italia riuscisse a farlo pagare a tutti farebbe un grande salto di qualità”.
“Dobbiamo chiedere alla politica di essere veloce e di prendere decisioni. Dobbiamo chiedere anche di preservare la nostra indipendenza, di darci una migliore governance e di garantirci le risorse”. “C’è però – aggiunge Gubitosi – una forte resistenza al cambiamento che permea tutta la Rai e la società italiana. ‘Va bene riformare’ ti dicono, ‘ma perché devi cominciare proprio da qui?’. Ci sono stati alcuni nostri giornalisti – spiega il direttore generale – che hanno telefonato alla politica per chiedere di bloccare ogni tentativo di riforma. Questa è una pessima abitudine della Rai. Accade che dietro una interrogazione parlamentare che arriva dalla Vigilanza ci sia una richiesta interna. La politica deve stare fuori dalla Rai, ma la Rai deve stare fuori dai partiti”. Quanto al futuro dell’azienda, conclude Gubitosi, “dobbiamo difendere il servizio pubblico, portarlo all’eccellenza, ma anche meritarcelo ogni giorno. Dobbiamo fare un patto, anche noi, con gli italiani”.  (PRIMA,USIGRAI)