16 Novembre 2014
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BBC TRENDING, TEAM DI GIORNALISTI ANALIZZA IL WEB E SCOPRE LE ‘BUFALE’

bbc-trending-an-innovation-in-social-mediadriven-news-11-638-horzIl video di un bambino-eroe in Siria diventa virale e viene visualizzato milioni di volte. Ma è un falso, scoperto dal team di giornalisti che lavora a Bbc Trending. Qualche giorno prima al Web Summit 2014 Anne-Marie Tomchak, la reporter della Bbc ideatrice della piattaforma, aveva parlato della necessità per i giornalisti di essere severi e accurati nel vagliare questo tipo di contenuto. Un ragazzino sfida i colpi dei cecchini, finge di essere morto e riesce a salvare una bambina nascosta dietro una macchina in fiamme, in un luogo che potrebbe essere la Siria devastata dalla guerra. Postato il 10 novembre scorso su YouTube, il video “L’eroico bambino siriano” è stato visto da sei milioni di persone in sette giorni. Ma è totalmente falso: è stato girato lo scorso maggio dal regista norvegese Lars Klevberg sull’isola di Malta, con attori professionisti. Il regista ha dichiarato alla Bbc, che ha svelato il trucco, che era sua intenzionesollevare un dibattito sui bambini nelle zone di guerra.
Non è la prima volta che il modello anglosassone indica la strada dell’innovazione e della verifica delle notizie in mezzo allo tsunami di veri e falsi contenuti su Internet.
Il modello Bbc
Con Bbc Trending il network britannico ha dato vita ad un team di giornalisti totalmente dedicato alle ‘notizie virali’, che vengono analizzate e proposte in “una selezione di storie di tendenza nei social media in giro per il mondo”. Lanciato nel 2013, Bbc Trending con la formula multi-piattaforma, è tra le più creative innovazioni del giornalismo investigativo, che comprende un feed su Twitter, un blog magazine, video di tendenza scelti e ‘dissecati’ due volte a settimana e un programma radiofonico settimanale. A crearlo è stata Anne–Marie Tomchak, reporter e presentatrice del network britannico, che ha vinto un premio giornalistico grazie ad uno scoop su uno dei più noti social network, Instagram, dove ha scovato una sorta di ‘offerta’ di droghe illegali e fatto cambiare la policy della piattaforma.
Al Web Summit
“I social media stanno modificando il modo in cui noi come giornalisti stiamo raccogliendo le informazioni e il modo in cui le raccontiamo”, ha detto Tomchak sul palco del Web Summit 2014 di Dublino, con una lezione su “Quando la guerra diventa virale: come i social media stanno cambiando i conflitti”. Cambiamenti che non riguardano solo i giornalisti, “ma incidono anche su come le persone condividono le informazioni e come condividono le disinformazioni”, ha osservato. E dato che, per fare un esempio, anche Isis ha un suo canale YouTube e le testimonianze dai luoghi di guerra arrivano su Twitter prima ancora che sulla stampa tradizionale, sta cambiando anche “il modo in cui i gruppi diffondono i loro messaggi e come ottengono consenso”.
Gaza? Siria?
Come esempio pratico, Anne-Marie Tomchak ha raccontato come alcune immagini condivise sui social media all’inizio dell’anno con l’hashtag #GazaUnderAttack non provenissero affatto da Gaza ma da Aleppo, in Siria.
La verifica dell’autenticità dei contenuti è più che mai essenziale, ha detto Tomchak. E non solo i giornalisti ma anche i comuni utenti dei social media sono diventati, alla pari, “molto esigenti su quello che vedono online”. (RAINEWS24)