Una vasta retata di polizia giudiziaria in tutta la Turchia ha preso di mira giornalisti e personalità critiche con il governo guidato dall’Akp, il partito filoislamico di Recep Tayyip Erdogan, al potere dal 2002. In una giornata, sono stati emessi 32 ordini di arresto in 13 città del Paese. Gli agenti hanno perquisito anche la redazione di Istanbul del quotidiano Zaman, che in passato è stato collegato a Fethullah Gulen, il predicatore che vive in autoesilio negli Usa ed è uno dei principali avversari del presidente Erdogan dopo esserne stato il principale sostenitore nella lotta contro i militari, custodi secondo la Costituzione della laicità dello stato. Non a caso, fra i bersagli dell’operazione di polizia, c’era il direttore di Zaman, Ekrem Dumanli. Alcuni manifestanti si sono radunati davanti alla redazione del giornale per protestare contro l’operazione di polizia.Le condanne Usa e Ue. I raid della polizia turca e gli arresti dei giornalisti e dei rappresentanti dei media «vanno contro i valori europei e gli standard a cui la Turchia aspira di fare parte» dichiara l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini ed il commissario alla politica di vicinato Johannes Hahn. Da Washington una nota del Dipartimento di Stato Usa: «La libertà di stampa, processi giusti e un sistema giudiziario indipendente sono elementi chiave in ogni democrazia. Come alleati e amici della Turchia, chiediamo alle autorità turche di assicurare che le loro azioni non violino questi valori chiave e le fondamenta democratiche del Paese».
Dure critiche della Ue. “Un’operazione incompatibile con la libertà di stampa,principio chiave della democrazia…e contraria ai valori e agli standard europei di cui la Turchia aspira ad essere parte-dicono Mogherini e Hahn,capo doplomazia Ue e Commissario Allargamento-ci attendiamo prevalga il principio della presunzio d’innocenza”, ricordando che l’ingresso nei 28 chiede “rispetto della legalità e dei diritti” (SOLE24ORE,RAINEWS24)

