23 Marzo 2015
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PROFESSIONE: ADDIO AL GIORNALISTA SERGIO BORSI. IL RICORDO DI PINO NARDI V.PRESIDENTE UCSI

1sergio borsi-2È morto a Milano all’età di 77 anni Sergio Borsi, direttore de L’Eco di Bergamo dal 1996 al 2000. Nella sua lunga carriera ha lavorato per il Popolo, per l’Ansa, per la RAI ed è stato segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), consigliere di amministrazione della Casagit e, per lungo tempo, consigliere nazionale dell’UCSI.
Sergio Borsi è stato per quattro anni direttore de L’Eco di Bergamo, in un periodo importante, di grande cambiamento. «Per capire il futuro del giornalismo – raccontava nel 2013 intervistato da Paolo Aresi per L’Eco di Bergamo – bisogna capire il futuro della tecnologia. È un percorso che negli ultimi dieci anni si è dimostrato sempre più collegato. È un momento forte, di passaggio, questo. Si espandono le fonti, le moli di informazioni. Ma qual è la qualità di questa grande massa di notizie? Quale l’attendibilità?». Parole ancora attualissime con l’esplosione del fenomeno social network.
Sergio Borsi iniziò a fare il giornalista negli Anni ’60: «Lavoravo per le Acli – raccontava – facevamo il settimanale di Milano. Era il ’61 o il ’62, Aldo Moro volle fare la redazione milanese del quotidiano della Democrazia Cristiana, “Il Popolo”. Mi chiamarono e io accettai… La redazione milanese chiuse nel giro di poco. Io venni assunto all’Ansa, in piazza Cavour. Poi ho lavorato all’Avvenire, alla Rai di Milano, di Roma, di Torino… Mi piace ricordare che nel periodo in cui ero responsabile del centro di produzione di Torino videro la luce programmi come “Leonardo”, il quotidiano scientifico, e “Ambiente Italia”».
Poi l’approdo a L’Eco di Bergamo: dei suoi anni da direttore conservava «l’idea di avere fatto un gran lavoro. Facemmo fare un sondaggio a Nando Pagnoncelli, emerse che il 63 per cento dei bergamaschi leggeva soltanto L’Eco. Allora pensai che bisognasse fornire un prodotto completo, un giornale locale, ma di respiro nazionale. E così aumentarono gli approfondimenti, articoli di nostra produzione anche su fatti internazionali con corrispondenze anche da Parigi, Mosca, New York… Confesso che provai un’emozione forte quando andai in visita alla sede dell’Onu a New York insieme ai Bergamaschi nel mondo. Al piano riservato alla stampa, su una porta a vetri, c’era una targhetta, stava scritto: “L’Eco di Bergamo”».
“Sergio Borsi – e’ detto in una nota dell’Ucsi – ha partecipato con grande competenza e impegno alla vita dell’associazione, negli anni difficili nei quali si scoprì il valore della autonomia della professione rispetto alla politica. Il constributo di idee di Sergio Borsi in quegli anni fu essenziale. Alla famiglia e a quanti lo hanno conosciuto va il cordoglio dei giornalisti che rappresentiamo“.
«Una grave perdita per il giornalismo italiano – scrive la Fnsi in una nota. Sergio Borsi è stato segretario della Fnsi dal congresso di Bari del 1981 a quello di Acireale del 1986. Alla famiglia, ai tanti colleghi e amici che lo hanno conosciuto e apprezzato, il cordoglio e la vicinanza della Fnsi».
I funerali si terranno mercoledì 25 marzo, alle ore 11, nella chiesa Giovanni e Paolo in via Catone 10 a Milano.  (L’ECODIBERGAMO, UCSI)
 
IL RICORDO DI PINO NARDI VICE PRESIDENTE NAZIONALE UCSI

Ricordare Sergio Borsi è fare memoria di oltre 50 anni di giornalismo e impegno per la categoria. La sua scomparsa lascia un vuoto molto grande nella professione. E soprattutto tra i suoi colleghi più vicini che conoscendolo e lavorando accanto a lui hanno avuto la possibilità di apprezzarlo come maestro di giornalismo e attento osservatore di una realtà in profondo cambiamento. Chi scrive è stato uno dei giovani giornalisti che Sergio negli anni ha voluto seguire, sostenere, aiutare, come ha fatto con molti altri colleghi. Aveva compiuto da qualche mese i 76 anni, ma già da diversi anni la malattia lo aveva minato giorno dopo giorno.Borsi inizia il suo impegno professionale alle Acli milanesi lavorando a Il Giornale dei lavoratori. Passa poi alla redazione milanese del quotidiano Il Popolo e poi all’Ansa. Ricordava sempre con grande pudore, ma con entusiasmo le sue telefonate professionali con il cardinale Montini, arcivescovo di Milano. Dopo un breve passaggio a L’Italia, Borsi approda alla Rai. Assumendo via via incarichi di grande responsabilità, fino alla guida della redazione torinese come caporedattore e poi del Centro di produzione Rai. Nel 1993, nella stagione dei “Professori” in Rai, il direttore generale Gianni Locatelli lo chiama a Roma come assistente per l’informazione.Terminata la lunga esperienza in Rai, una nuova sfida: la direzione de L’Eco di Bergamo. Borsi guida il quotidiano cattolico dal 1996 al 2000, realizzando una fase di profondo cambiamento e modernizzazione della testata. Tornato a Milano assume diversi incarichi nei media e nei settimanali diocesani e diventa presidente di Radio Marconi. Ma Borsi ha associato la sua professione a un impegno negli organismi di categoria, diventando il leader dei giornalisti cattolici nel sindacato. Impegnato nell’Associazione lombarda dei giornalisti negli anni Settanta come presidente della Commissione sindacale, poi segretario dell’Usigrai e vicesegretario della Fnsi, diventando segretario generale Federazione nazionale della stampa dal 1981 al 1986. Sono anni di profondo cambiamento tecnologico, con l’introduzione dei computer. Sarà protagonista nella stesura della legge 416 di sostegno all’editoria, ancora oggi pilastro nel settore. Borsi ha contribuito a rilanciare anche l’Ucsi, l’associazione dei giornalisti cattolici, assumendo la presidenza in Lombardia dal 1992 al 1999, diventando tra gli artefici del passaggio epocale dalla presidenza nazionale di Flaminio Piccoli al rilancio dell’Ucsi, guidando le forze del rinnovamento nel congresso di Viterbo del 1992. Un impegno che è proseguito per tutta la sua vita: come consigliere di amministrazione della Casagit e nel 2004 nel consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ma che dovrà lasciare appena la malattia non gli consentirà più di impegnarsi come vorrebbe. Alla famiglia di Sergio Borsi la preghiera e l’abbraccio di tutti i colleghi dell’Ucsi, riconoscenti e grati per il suo esempio che non dimenticheremo. Grazie Sergio!