14 Maggio 2015
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EDITORIA: I GIORNALISTI DI LE MONDE BOCCIANO IL NUOVO DIRETTORE

1Jérôme-FenoglioEra data per scontata la nomina di Jérôme Fenoglio a direttore di Le Monde: un giornalista che ha fatto tutta la sua carriera all’interno del prestigioso quotidiano francese, il classico « grande lavoratore », umile e consensuale. E invece a sorpresa i consensi non ci sono stati: in serata i 400 giornalisti di Le Monde hanno votato contro. Fenoglio non sarà direttore. E per il giornale si apre l’ennesima e durissima crisi.
Il quotidiano è alla ricerca del suo sesto direttore a partire dal 2010, quando, sull’orlo della bancarotta, venne rilevato da un trio di imprenditori (Pierre Bergé, Xavier Niel e Matthieu Pigasse), perché non finisse nelle mani di Serge Dassault, ingombrante industriale del settore della difesa (e amico di Nicolas Sarkozy). A metà aprile questo terzetto di imprenditori aveva imposto la candidatura di Fenoglio, 48 anni, attualmente numero due del giornale, nonostante lui non si fosse fatto avanti. Altri tre colleghi si erano invece candidate, tra cui l’attuale direttore ad interim Gilles van Kote.
I dipendenti di Le Monde non l’avevano presa molto bene, ritenendola un’imposizione illecita da parte dei « padroni ». Ma, vista la personalità di Fenoglio e il rispetto della redazione nei suoi confronti, sembrava che quella decisione imposta dall’alto potesse comunque passare. Non è stato così: solo il 55% ha votato sì contro il 60% necessario secondo lo statuto. Si aggrava una crisi iniziata praticamente già dal principio del 2014, quando era direttrice della pubblicazione Nathalie Nougayrède, che pochi mesi dopo era stata costretta a dimettersi. Forse i giornalisti contrari a Fenoglio hanno pensato che il collega non avrebbe avuto la forza necessaria per tenere testa agli azionisti.
Le Monde, che esce all’inizio del pomeriggio, ha da poco lanciato una versione digitale per gli smartphone. Fenoglio aveva già assicurato che avrebbe proseguito sulla strada dello sviluppo digitale del giornale, tanto più che è stato alla guida del sito di Le Monde fra il 2011 e il 2013. Lavora al giornale dal lontano 1991, quando iniziò nella redazione sportiva, cambiando poi spesso di mansione. Ma non ha mai lavorato né al servizio politico, né agli esteri, da dove tradizionalmente sono sempre arrivati i direttori di Le Monde.
In marzo il giornale ha venduto in media 280.556 copie, comprendendo sia le cartacee che quelle digitali, il 6% in meno rispetto a un anno prima. Le digitali, comunque, hanno registrato un balzo in avanti del 30% nello stesso periodo. Il gruppo ha annunciato per il 2015 risultati finanziari finalmente « positivi » (anche se non è ancora chiaro quanto positivi) dopo anni e anni di inevitabili perdite.  (PRIMA)