30 Giugno 2015
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PIANO POSTE: CONTINUA PROTESTA SETTIMANALI DIOCESANI FISC

1fiscfContinua la protesta dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc sulla decisione presa dalle autorita’ competenti di inviare questo tipo di posta a giorni alterni.Anche la Fieg ha, nei giorni scorsi, espresso preoccupazioni per la possibilita’ di danneggiare l’informazione in oltre il 65% dei comuni italiani. Riportiamo alcune testimonianze.

 “L’ARALDO ABRUZZESE” (TERAMO-ATRI), “NUOVI E ULTERIORI DISSERVIZI”

“In un’azienda che ormai sembra essersi trasformata in una banca, secondo una logica commerciale, il servizio di consegna della posta è davvero troppo costoso e oneroso ed è quindi ‘giusto’ tagliarlo, anche sacrificando tempi e doveri e causando nuovi e ulteriori disservizi”. È il paradosso da cui parte l’editoriale di questa settimana de “L’Araldo Abruzzese”, settimanale della diocesi di Teramo-Atri, per denunciare le possibili conseguenze del “piano poste”, con una consegna a giorni alterni che va a sommarsi a disservizi già presenti. “A Pietracamela, tanto per citarne una, a occhio e croce potrebbero passare anche due settimane tra un passaggio e l’altro del postino”, stigmatizza il settimanale, citando il borgo di “una provincia dove i disservizi delle Poste sono ormai diventati un’abitudine”. “Infatti – prosegue – non dimentichiamoci il punto di partenza: il sistema di distribuzione della posta non funziona bene già adesso, e ne siamo testimoni anche noi de ‘L’Araldo Abruzzese’ con i nostri abbonati che, settimanalmente, ci riferiscono come il settimanale non arrivi puntuale il venerdì come previsto ma, troppo spesso, il lunedì o il martedì della settimana seguente e, in alcuni casi anche in coppia con il numero della settimana seguente”. Per dire “no” alla consegna postale a giorni alterni la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici, che rappresenta 190 testate in tutt’Italia) ha lanciato la campagna social #nopianoposte.

 “GAZZETTA DI FOLIGNO”, “POTREBBE NON ESSERCI UN FUTURO”

“Se d’ora in avanti la consegna dovesse avvenire a giorni alterni, per la ‘Gazzetta di Foligno’ potrebbe non esserci un futuro”. È il grido d’allarme che lancia Enrico Presilla, direttore della “Gazzetta di Foligno”, settimanale che “va in stampa ininterrottamente dal 1886”. “Sono 130 anni – osserva Presilla – che il territorio della diocesi di Foligno (che comprende anche i comuni di Spello e Valtopina) viene raccontato attraverso questo giornale, molto radicato tra la gente. Ogni settimana vengono stampate circa 1.200 copie della Gazzetta e oltre la metà vengono inviate ai nostri abbonati”. Negli ultimi anni, però, quanti ricevevano a casa il giornale “si sono più che dimezzati in quanto la consegna postale ha subito innumerevoli ritardi”. Per far fronte alla situazione “da un anno a questa parte – informa il direttore – abbiamo trovato un ottimo accordo con l’amministrazione postale e siamo molto soddisfatti dei tempi di consegna, infatti gli abbonamenti sono tornati ad aumentare”. Ma ora incombe la proposta della consegna a giorni alterni, e per la Gazzetta “potrebbe non esserci un futuro”.

CIPOLLONI (“EMMAUS”), “NUOVA MANNAIA” PER I NOSTRI SETTIMANALI

“Mentre le nostre testate lottano, quotidianamente, per far quadrare i bilanci e riuscire a confezionare prodotti editoriali di qualità, cercando di salvaguardare un servizio informativo di valore con le risorse a disposizione, sempre minori a causa dei tagli ai fondi statali per l‘Editoria, ecco che arriva una nuova mannaia a minare l‘equilibrio dei settimanali: il piano delle Poste, che ‘minaccia’ – perché di questo si tratta – la consegna dei giornali a giorni alterni”. Così Francesca Cipolloni, direttore editoriale di “Emmaus”, settimanale diocesano di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, si unisce alle voci di protesta e alla campagna social promossa dalla Fisc con l’hashtag #nopianoposte. “Memori delle difficoltà già affrontate nel 2010 con l‘aumento improvviso delle tariffe, che ci costrinse a studiare, da un giorno all‘altro, una soluzione alternativa per permettere ai nostri abbonati di ricevere il settimanale senza gravare troppo sulle spese di spedizione”, oggi “ci troviamo di nuovo a far fronte a un‘emergenza che rischia seriamente di mettere in ginocchio i periodici”. “Emmaus”, edito in 24 pagine full color a 1800 copie, “già adesso – lamenta Cipolloni – è spesso penalizzato dal servizio delle Poste che consegnano il settimanale in ritardo, rendendo letteralmente inutili i contenuti giornalistici e mettendo a repentaglio, non poche volte, la valenza delle inserzioni pubblicitarie”. (SIR)