L’australiano Peter Greste, l’egiziano-canadese Mohamed Fahmi e e il producer egiziano Baher Mohammed sono stati condannati in appello a 3 anni di carcere Tweet Egitto, rilasciato il giornalista canadese di Al Jazeera #freeajstaff. La protesta silenziosa contro i giornalisti di Al Jazeera in carcere Amal Alamuddin chiede incontro ad al-Sisi per la liberazione del reporter di al Jazeera Egitto: condannati tre giornalisti di Al Jazeera accusati di sostenere i fratelli musulmani L’Egitto rilascia giornalista australiano di Al Jazeera Liberi due reporter di Al Jazeera, erano in carcere dal 2013 29 agosto 2015 Il tribunale penale del Cairo ha condannato oggi a tre anni di carcere tre giornalisti di al-Jazeera, con l’accusa di diffondere notizie false, di essere legati ai Fratelli musulmani e di non avere permessi di lavoro per esecitare la professione in Egitto. Si tratta di Mohamed Fahmi, Baher Mohamed e dell’australiano Peter Greste. Condannati a tre anni di reclusione anche tre tecnici. All’udienza era presente anche Amal Clooney, avvocatessa impegnata nella difesa dei diritti umani e moglie dell’attore George Clooney, che nel processo difende Fahmi. Per i tre giornalisti si tratta di un nuovo giudizio, dopo che all’inizio di quest’anno la Corte d’appello del Cairo aveva annullato le condanne a sette e 10 anni di carcere che erano state imposte a loro e ad altri quattro imputati. Due degli imputati sono stati dichiarati innocenti dal tribunale. Il caso è noto anche come ‘cellula Marriot’, perché è da questo hotel del Cairo che i giornalisti trasmettevano per il canale in inglese della tv qatariota al-Jazeera. Dopo la lettura delle sentenze, i condannati, che erano arrivati autonomamente in tribunale, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza. Non però Peter Greste, che è stato rimpatriato in Australia dalle autorità egiziane in febbraio ed è stato condannato in contumacia. Contro la sentenza si può presentare ricorso presso il tribunale di Cassazione, cioè lo stesso che aveva anullato la precedente condanna a carico dei tre. Al-Jazeera ha definito il processo politicizzato, in un comunicato ha condannato la sentenza e ha assicurato che non c’è nessuna prova che i suoi giornalisti abbiano trasmesso notizie false. I giornalisti furono arrestati il 29 dicembre 2013 e il processo iniziò il 20 febbraio del 2014. Il 23 giugno dello scorso anno la Corte d’assise condannò – per aver diffuso “false informazioni” a favore dei Fratelli Musulmani e del deposto presidente Mohamed Morsi – Peter Grestie e Mohamed Fahmi a 7 anni di reclusione, mentre Mohamed Baher a 10 anni di prigione. Più dura la condanna a Baher venne perché trovato in possesso, secondo l’accusa, di un proiettile. La sentenza scatenò critiche e polemiche da parte di associazioni che difendono la libertà di stampa e attivisti per i diritti. Il 1 gennaio 2015 la Corte di Cassazione ha annullato il processo di giugno e ha disposto che venisse rifatto.(RAINEWS)

