“La ricerca della legalità”. Si chiama così la campagna di sensibilizzazione che la Testata giornalistica regionale della Rai mette in campo ogni anno e che questa volta si svolgerà dal 25 al 30 gennaio. Un viaggio che parte dalle nuove generazioni che ogni giorno insieme a docenti, associazioni, gruppi di volontariato, si misurano con l’educazione alla legalità. Ogni redazione regionale sottolineerà un tema particolare, con particolare attenzione ai progetti promossi dal Miur nelle scuole. “Faremo centinaia di servizi e di approfondimenti in studio per rispondere alla missione di servizio pubblico – ha spiegato il direttore della Tgr, Vincenzo Morgante -. Parleremo dei pericoli del web, del bullismo, della conoscenza e del rispetto delle leggi, del rifiuto di ogni forma di corruzione da Nord a Sud”. Ogni edizione dei Tg darà spazio alle segnalazioni degli ascoltatori. “Il Settimanale” regionale di sabato 30 gennaio sarà un’edizione monografica sul tema della campagna. Su twitter e facebook sarà lanciato l’hashtag #laricercadellalegalità. “La legalità è un valore essenziale insieme alla giustizia, c’è necessità di un racconto continuo di questi valori – ha aggiunto il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto nella conferenza stampa di presentazione a Viale Mazzini -. La Rai deve tenere vivi questi valori, soprattutto in un mondo come questo in cui la comunicazione si fa sempre più pervasiva. La Tgr ha la specificità di raccontare il territorio, raggiunge ogni giorno 17 milioni di persone. Ogni volta che accadono episodi come quelli di Pordenone (la ragazzina vittima del bullismo, ndr) vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Questa campagna vive per una settimana, ma è importante che il lavoro prosegua”. Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, citando Don Ciotti, ha ricordato che “non c’è parola più abusata della parola legalità, che andrebbe sostituita con la parola responsabilità. Se alle affermazioni di legalità seguissero comportamenti coerenti saremmo ai più alti livelli nelle classifiche internazionali. La Rai può offrire una grande occasione per muoversi con meno retorica e più attività concrete”. “Sarebbe bello – gli ha fatto eco il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone – se capissimo tutti che quando si parla di accordi tra le mafie c’è un prezzo che paghiamo tutti nella vita quotidiana. Chi paga la tangente, poi tenta di recuperare i soldi eseguendo male i lavori. Le procure sono terminali privilegiati, sono osservatori da cui passa la patologia della società, ma quello che è importante è attivare la fase preventiva”. Secondo Leonardo Guarnotta, segretario della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, “il servizio pubblico deve accompagnare per mano la società civile in questo percorso difficile dell’affermazione della legalità”. (ANSA).

