Contro l’apatia della classe politica nei confronti della piaga dei senzatetto, i media di San Francisco si sono coalizzati. Giornali, televisioni, radio e pubblicazioni online hanno indetto una giornata di comunicazione “virale” in cui in città si parlerà solo del problema degli homeless. L’appuntamento è per il 29 giugno per il San Francisco Chronicle che coordina gli sforzi, assieme alle stazioni tv e radio della Bay Area, il San Francisco Examiner, Mother Jones e vari altri media: l’obiettivo è indurre l’amministrazione della città a far qualcosa per la tragedia apparentemente ingestibile degli oltre 6’000 senza fissa dimora – molti con problemi psichiatrici – il cui domicilio in continuo movimento sono le strade della metropoli.«Siamo tutti frustrati», ha detto Jon Steinberg, direttore della rivista San Francisco che ha aderito all’iniziativa: «Ne abbiamo abbastanza che non ci siano iniziative e sensibilità da parte di chi ci governa».Trenta testate hanno aderito al progetto nella speranza di creare uno «tsunami» di informazione che costringa i politici ad agire. «Non sarai in grado di collegarti a Facebook, leggere un giornale, andare su Twitter senza vedere una delle nostre storie sulle cause e le soluzioni possibili al problema dei senzatetto», ha detto Audrey Cooper, la direttrice del Chronicle.In tempi di bilanci striminziti la collaborazione tra testate sta diventando sempre più frequente anche in America: uno dei Pulitzer quest’anno è andato a un team investigativo composto da reporter del Tampa Bay Times e del Sarasota Herald-Tribune in Florida. L’iniziativa di San Francisco però non ha precedenti per numero e impegno dei media coinvolti e per l’enfasi nel proporre soluzioni.Il Chronicle, ad esempio, testerà la fattibilità di un progetto per dare un tetto ai tanti malati mentali. Anche questa è una novità per i media americani che tradizionalmente si astengono dal fare proposte per sanare i problemi che hanno descritto nei loro articoli: ma a San Francisco l’esasperazione è tale che i media della città per la prima volta non hanno esitato a superare il confine tra inchiesta e attivismo.(TICINOonline)

