Sono le parole di Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano (già Presidente dell’Ucsi)) che, nel suo ultimo saggio “Dal Sud per l’Italia. La chiesa di Francesco, i cattolici, la società”, (Guida editore), affronta la questione meridionale guardando al mondo che cambia. L’Europa fragile politicamente, il populismo che avanza nel mondo, la spinta profetica e missionaria di Papa Francesco in un contesto di globalizzazione.
«I cattolici – scrive Milone – devono recuperare visione, prospettive, responsabilità. Costante è stata, a Nord e a Sud del paese, l’attenzione della Chiesa (basti ricordare l’ultimo appello di settimane fa di sei Conferenze Episcopali del Sud sulla questione giovani-lavoro dopo una due giorni vissuta a Napoli con il Cardinale Bagnasco e il segretario Cei Galantino), non mancano sia una ragnatela di volontariato sociale ed associazionismo sia di intelligenze imprenditoriali, culturali, nel Mezzogiorno ad esempio, per poter attingere, in modo unitario, per il bene del paese».
Il saggio di Milone registra tra l’altro interviste al Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo di Napoli e al Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Arricchiscono il volume i contributi del presidente della Fondazione Con il Sud Carlo Borgomeo, del presidente Ucid Giancarlo Abete, del presidente della Fondazione Banco di Napoli Daniele Marrama, del presidente dell’Associazione notai cattolici italiani Roberto Dante Cogliandro, del presidente MCL di Napoli Michele Cutolo e del giurista Giuseppe Acocella.
Scrive Borgomeo: «Ricordiamoci di una bellissima frase di Giorgio Seriani Sebregondi, “per lo sviluppo, ripartire dal sociale, soprattutto dal Sud”. E il presidente di Confindustria Boccia ricorda: «quando Papa Francesco mette all’indice la ricchezza in realtà sta condannando il modo spudorato di realizzarla a vantaggio di pochi. Essa deve servire a ridurre le diseguaglianze e a combattere la povertà che è la piaga più dolorosa». Per Abete «fondamentali sono i ruoli della società civile, delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, di un sistema bancario finanziario che dia la giusta attenzione all’economia locale e che rifugga da una finanziarizzazione dell’economia che già tanti danni ha prodotto nel nostro paese».

