“Provengo da una famiglia cattolica”, sottolinea con orgoglio. E’ appena stato eletto alla massima carica professionale e non nasconde che: “C’è naturalmente molto da fare, la situazione è “frenetica” e dobbiamo concretizzare alcuni degli aspetti più importanti di questo momento di transizione, legato al Decreto legge del Governo e destinato a cambiare molto all’interno della professione”.
Una professione che per Marini (da molti anni è un iscritto all’Ucsi Abruzzo) ha un carattere sociale. “Molto spesso mi sono occupato dei problemi della gente (è stato a lungo un volto noto ed apprezzato della Rai ndr) e ho sempre cercato di trasmettere agli altri i valori in cui credo. Non sempre ci sono riuscito…”.
Il terribile terremoto dell’Abruzzo del 2009 ha lasciato segni anche su di lui: “Fui tra i primi a raggiungere le zone del sisma dove ho incontrato e raccontato il dolore della gente, la perdita dei famigliari e degli amici, delle proprie cose. Per me è stata un’esperienza umana e professionale drammatica. Ero alle soglie della pensione e non pensavo proprio che avrei vissuto quei momenti”.
Quanto alla sua e nostra amata professione, Marini non ha dubbi: “Ci sarà un futuro se sapremo cogliere il cambiamento; non sarà facile. Dobbiamo pensare alle prossime generazioni e comprendere bene come utilizzare al meglio il digitale e internet che rappresenta una risorsa ma anche un pericolo. Cambia cioè, e si aggiorna, il “veicolo” dell’informazione ma i valori di fondo della professione rimangono gli stessi”.

