Una protesta ”irrituale e insolita”, come l’ha definita il presidente della Federazione Nazionale della Stampa italiana Beppe Giulietti, per chiedere a Governo e Parlamento provvedimenti concreti sul contrasto al fenomeno delle querele temerarie, sul problema delle minacce ai cronisti e sui temi del lavoro, della lotta al precariato e dei diritti.
”Nei decreti attuativi sull’editoria – ha detto Raffaele Lorusso, segretario dalla Fnsi – hanno accolto solo le richieste degli editori, ci sono 45 milioni di euro in più ma per accompagnare altri colleghi alla porta non per creare occupazione”. Il precariato ”ormai è dilagante e informazione precaria vuol dire informazione più debole”.
Hanno offerto la loro testimonianza anche giornalisti che nelle loro redazioni stanno vivendo battaglie sindacali e situazioni di incertezza come sta succedendo all”Unità, arrivata all’8/o giorno di sciopero a oltranza; Metro; il Tg5 di Roma, che è in sciopero per il previsto trasferimento della redazione a Milano, ”a meno che l’azienda non ci convochi per spiegare il piano di riorganizzazione” ha detto Paolo Trombin; la Rai, ancora senza piano news; il Sole 24 ore e le agenzie di informazione, che con le procedure di gare europee volute dal governo, ”rischiano di finire sotto scacco” ha detto Cristiano Fantauzzi dell’Adn Kronos.
”Questo presidio simbolico forse dovrà portare a una grande manifestazione nazionale, anche se nessuno si augura ce ne sia bisogno”, ha spiegato Giulietti. “E’ importante essere tornati a riunire, come succede oggi, gli organi che ci rappresentano tutti insieme, per chiedere al governo di fare quello che ha promesso”.

