2 Giugno 2017
Share

Quale sostenibilità (etica ed economica) dell’informazione in rete? Confronto a Roma promosso da Ucsi e Corecom

Un’iniziativa per discutere delle criticità dell’informazione in rete e dell’intero sistema dell’informazione. È stato questo l’obiettivo (raggiunto) del convegno dal titolo “Sostenibilità economica ed etica dell’informazione online”, ospitato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana lunedì 29 maggio.

Barbara Speca

“Si tratta della prima iniziativa – ha spiegato Michele Petrucci, presidente Co.Re.Com Lazio – che UCSI Lazio e Co.Re.Com Lazio realizzano dopo la firma del Protocollo d’intesa teso a favorire sinergie e collaborazioni a sostegno delle professionalità e dell’occupazione in un comparto come quello dell’informazione, le cui prospettive, già in crisi da anni per la sfida delle nuove tecnologie, ora devono subire anche la concorrenza dei social”.
Il convegno è stato moderato da Miela Fagiolo D’Attilia, che ha sottolineato la necessità di raggiungere “regole ancora da definire” in uno spazio economico come quello di internet dove “l’informazione è un mercato globale”.

La metamorfosi del giornalismo e del giornalista, soprattutto nell’ultimo decennio, la crisi economica e il precariato che non mancano di colpire anche la nostra professione, sono stati altri importanti punti di riflessione approfonditi all’interno dell’incontro, con grande enfasi e senso di responsabilità da parte dei relatori.

“Le notizie non sono una merce, ha ammonito Paolo Butturini, vicesegretario della FNSI, bensì “il tessuto connettivo di una democrazia, sono gli strumenti che modellano la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, la cartina di tornasole di una corretta convivenza civile”.

La presidente dell’Odg Lazio, Paola Spadari, ha invece ribadito che “l’informazione è un bene comune” e, nonostante il dilagare delle ‘fake news’, “l’informazione non è una suggestione, la verità è possibile”.

Per Mario Morcellini, commissario Agcom, “la logica della spettacolarizzazione ha sbaragliato i codici dell’informazione tradizionale” e, nel contempo, “la ‘vecchia’ informazione ha irrimediabilmente perso il suo potere di influenza”.
Le prospettive del giornalismo, in definitiva, sono tutt’altro che decadute, e quella del giornalismo è ancora una professione viva, orientata a raccontare il presente e perennemente proiettata verso il futuro, nonostante i tentativi di opacizzazione a causa delle innumerevoli difficoltà legate al precariato, che rischiano di farle perdere autonomia e identità.

Raffaele Luise, presidente Ucsi Lazio, ha spiegato che per uscire dalla grave crisi che il giornalismo attraversa non ci può accontentare di “un’informazione buonista” o, tantomeno, di una “esclusiva veicolazione delle ‘buone notizie’”. Bensì è necessaria “un’informazione di qualità”. 

I giovani sono forse il principale bersaglio della crisi in atto anche per Vania De Luca, presidente nazionale Ucsi, che ha dato il via al convegno. Non a caso, occorrerebbe rilanciare “una cultura dell’informazione rivolta ai giovani”, come ha sottolineato Paolo Butturini, che per il nostro sito ha riassunto e sintetizzato il suo intervento a questo link.